Katsuki gettò un'occhiata all'orologio della cucina.
Mancavano giusto cinque minuti prima di svegliare la sua bimba. Si rivestì in fretta indossando gli eleganti pantaloni blu, la camicia bianca aderente e si sollevò una ciocca dei capelli biondi con del gel al pino.
Essere un Asso delle Vendite nell'azienda in cui lavorava da sette anni, un papà single di ventinove anni e un uomo che da poco aveva scoperto di essere omosessuale non aiutava.
La sua ex-moglie, un'algida stilista di moda, Azura, le aveva lasciato Haruna, di appena un paio di giorni di vita, sulla scrivania del suo ufficio.
— Io chiedo il divorzio! Sei schifosamente troppo povero per me! —.
Katsuki aveva guardato la neonata e se ne era completamente innamorato.
Aveva poi sentito vagamente che quella donna bionda dagli occhi neri era partita per la Francia con il suo toyboy, un enorme energumeno di due metri e russo.
Quell'uomo era stato il suo amante segreto da prima del matrimonio con Katsuki.
— E' un capitolo chiuso! — ringhiò il giovane papà.
Fece caso a un taglietto sanguinante sul mento. Accidenti! Si era perso nei ricordi più sgradevoli che aveva e si era raso con un po' troppa pressione.
— Fanculo...
Se non fosse stato per i suoi genitori, non ce l'avrebbe fatta a tirar su una neonata. Quante volte era rimasto sveglio per via dei pianti forti di Haruna? O aveva sbagliato a metterle il pannolino?
Katsuki si lavò il viso, si guardò e si diresse nella cameretta della sua bambina. Gli venne da ridere; Haruna sembrava un koala, stretta al suo pupazzo preferito e i capelli scompigliati.
Con grande attenzione gli spostò il grosso orsacchiotto con un nastro rosso al collo e le baciò la guancia.
— Haru-chan, buongiorno! — tubò con affetto.
La piccola fece un verso di disapprovazione per essere stata svegliata da un sogno bellissimo in cui correva in mezzo a tante barrette di cioccolato. Si stropicciò gli occhi e non appena vide Katsuki seduto sul bordo del lettino gli si tuffò al petto.
— Papà, buongiorno! —.
Le coccole erano d'obbligo ad ogni risveglio e prima della nanna. Katsuki amava baciarle le guance paffute, la testolina bionda e ammirarle gli occhi rossi pieni di voglia di vivere. La prese sotto le ascelle per farla rimbalzare.
— Papà, papà! Voglio i muffin! —.
— Papà li ha già preparati e c'è anche il tuo succo alla pera preferito. Andiamo a fare colazione e poi all'asilo! —.
La bimba fece un'espressione seria, prima di un cenno convinto.
Katsuki si occupò di farle il bagnetto, di pettinarle il caschetto dorato e di legarle qualche ciocca per un bel ciuffetto con tanto di fiocco rosso.
Le mise la divisa dell'asilo e l'aiutò con la colazione.
Erano ancora in perfetto orario.
Katsuki espirò dal naso.
L'esterno dell'asilo era sempre gremito di mamme e di papà; non c'erano genitori single. Abbassò leggermente lo sguardo cupo.
I suoi amici di vecchia data e del periodo scolastico gli suggerivano spesso di provare a cercare l'amore ma Katsuki non era d'accordo. Non tutti avrebbero accettato Haruna e lui non voleva certamente vedere sua figlia maltrattata.
La sua bimba era attaccata con la manina ai suoi pantaloni. Sembrava imbronciata e si stringeva con forza uno degli spallacci dello zainetto tutto rosa.
— Dov'è finita la mia piccola guerriera? —.
Haruna guardò altrove. Katsuki le si accovacciò dinanzi nella speranza di incrociare i suoi occhi.
— Che cos'è quell'espressione? C'è qualcosa che papà dovrebbe sapere? —.
— C'è un nuovo maestro... ma io mi sono affezionata a quella di prima! —.
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UnderWorld
FanfictionWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
