BAKUSHIMA - Incontri al Buio

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Eijiro sedeva nervosamente al tavolo di un piccolo ristorante dove aveva prenotato per due. Per svariati e lunghi mesi aveva chattato con ragazzo e non vedeva l'ora di vederlo dal vivo. Sapeva che aveva dei bellissimi occhi rossi - leggermente più chiari dei suoi - e dei capelli sparati verso l'alto di un color grano stupendo.

Durante le sue notti insonni aveva fantasticato molto sul pensare a che tipo di sensazione avrebbe percepito nel sentirli sotto alle dita.

Forse quest'oggi sarebbe stato in grado di scoprirlo!

Un profumo di colonia maschile gli si conficcò improvvisamente nelle narici. Il giovane di ventisette anni drizzò la schiena e guardò istintivamente alla sua destra; dopo qualche attimo, rapito dal rumore della sedia dinanzi a lui che veniva spostata, guardò nella posizione precedente.

Oh...

Questo riuscì a dire nel pensiero.

Dinanzi a lui aveva preso posto Katsuki Bakugo ma era così diverso da come se l'era immaginato. Era decisamente...

L'ansia e l'adrenalina attorcigliarono la sua lingua. Katsuki era una montagna di quasi due metri, con possenti bicipiti e deltoiti da paura.

Adocchiò i propri muscoletti: sembravano così piccoli e flosci!

Katsuki sorrise, era intento a versare da bere dell'acqua ai due calici. Si era tirato a lucido, dai capelli minimamente curati, alla barba finemente rasata, fino all'outfit.

Si era messo un crop top bianco che lasciava scoperti i suoi addominali da paura e la vita incredibilmente stretta; s'intecciava a Y sulla nuca e concedeva uno sguardo più che interessato alle sue scapole ricoperte di muscoli ambrati.

I larghi jeans strappati sulle ginocchia e accompagnati da Jordan bianco-rosse giocavano un effetto vedo-non-vedo con le cosce e i polpacci solidi.

Intrecciò le dita sotto al mento, il suo sguardo era ora serafico.

«Non ti aspettavi che fossi così?» domandò beffardo.

Eijiro, colto alla sprovvista, sussultò e parte dell'acqua gli colò dalle dita fino al braccio. La voce di Katsuki non era profonda, bensì un suono quasi celestiale!

Adocchiò nervosamente ciò che lui stesso aveva indossato; una camicia nera sbottonata e arrotolata sulle braccia che lo fasciava in modo peccaminoso, i pantaloni bianchi sorretti da una cintura di cuoio e stivaletti corvini.

I loro look erano totalmente differenti ma in qualche modo matchavano.

«No, affatto!» rispose dopo interminabili attimi di silenzio. «Sei ancora meglio di quanto mi fossi immaginato!».

Katsuki sorseggiò con grazia l'acqua: ora non sorrideva più, era rimasto piacevolmente colpito da quelle semplici parole.

«Quindi non sei sconvolto?».

Eijiro era improvvisamente più calmo che mai. «No, affatto. Sono molto colpito per la tua forma fisica; non pensavo condividessimo lo stesso amore per il fitness».

«Non ti ho mai detto di aver sofferto di anoressia nervosa a quattordici anni. Il fitness mi ha salvato la vita» spiegò vago il biondo. 

Eijiro annuì ma proprio quando il silenzio era pronto per affondare le gelide sue radici sul loro tavolo, un cameriere servì loro carne ai ferri, verdure, tempura e riso in bianco, dopodiché andò via piuttosto velocemente.

Un ghigno comparve sulla bocca di Katsuki; quanto amava incutere timore alla persone, anzi, alle comparse!

«E tu che cosa ne pensi di me?» domandò il rosso crinito.

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