Lo sapeva che inseguire il suo stupido sentimento lo avrebbe portato inesorabilmente a scontrarsi contro un muro alto e duro. E anche se molte volte si era preparato ad accettarlo quando quella sera in cui faceva jogging vide Katsuki ed Eijiro in mezzo al parco, sotto la pallida luce di un lampione non resistette e si mise ad origliare.
Kacchan si era dichiarato ad Eijiro, dicendogli che era da un po' che si sentiva diverso, bene e che voleva provare a fare qualcosa di molto serio.
Izuku si era sentito come schiacciato da una pressa e non aveva aspettato di sentire il "Sì" di Eijiro, preferendo fuggire a gambe levate, con le lacrime lungo le guance e dinanzi a sè ancora le immagini di quel volto bellissimo del biondo sfumato dal rossore di una rivelazione d'amore.
Quello che però non si sarebbe mai aspettato fu in primis che dopo quella sera il suo cuore aveva cancellato ogni singola emozione ed era diventato semplicemente apatico, incapace di piangere, sorridere o godersi anche un semplice momento di calore familiare o amichevole.
E, sebbene fosse masochista, si era sentito bene. Per quanto bene poteva essere la parola giusta per indicare ciò che vide giorno dopo giorno nel vedere il suo riflesso o cos'era diventato in qualche specchio.
Pallido, gli occhi spenti, le occhiaie e apatico. Forse Shinso si sentiva così?
La seconda cosa che non si sarebbe mai aspettato fu di ritrovarsi a fare jogging in una sera d'insonnia e di ritrovare accanto a una delle tante panchine, curiosamente la più illuminata, Eijiro.
Izuku, mentre si avvicinava correndo appena, ponderò se fermarsi oppure proseguire ma nel vedere Eijiro accennargli un sorriso e alzare la mano in un saluto si rese conto che quella non era una colpa che poteva scaricargli totalmente addosso.
Del resto, si ritrovò a pensare, Kacchan lo aveva sempre odiato e ora che aveva trovato l'amore era giusto per lui interferire?
Ben presto furono l'uno di fronte all'altro a guardarsi negli occhi, quelli rossi carichi di tante emozioni, quelli verdi completamente spenti quasi a non riflettere alcuna fonte di luce. Eijiro si prese un momento per osservare ciò che era diventato uno dei più brillanti studenti della 1-A.
"Ti stavo aspettando, posso parlarti un attimo?" chiese.
Izuku annuì e si sedette sulla panchina, aspettando che l'altro lo imitasse e allungasse nervosamente le gambe per cercare di costruire una frase senza scatenare un inferno.
Il rosso crinito si passò una mano sui capelli, fissando la fontana al centro del parco che rumoreggiava nel suo spruzzo continuo d'acqua, riflettendo tutto, anche le flebili stelle che iniziavano a essere più visibili nella volta celeste.
"Sono tuo amico e non posso mentirti" iniziò finalmente, senza però guardarlo. "So che probabilmente lo saprai già ma Bakugo mi si è dichiarato circa sei giorni fa ed io non gli ho ancora dato una risposta".
Izuku lo guardò di sottecchi.
"Ti ho visto quando sei scappato in lacrime. Sapevo che provavi qualcosa per Bakugo e non mi sembra giusto portartelo via, non quando il mio cuore appartiene a un'altra persona".
Deku rimase parecchio sorpreso da quella rivelazione; del resto, quel dolce sorriso che faceva illuminare gli occhi rossi di Eijiro evidenziavano con enfasi ciò che provava nel cuore.
"E questa persona... chi sarebbe?" si ritrovò a chiedere, con una punta di curiosità.
Eijiro sorrise ancor più calorosamente, in modo smagliante. Ciò che aveva detto prima l'aveva condito con una semplicità ed onestà incredibili, tanto che avevano portato una scossa nel cuore di Izuku.
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UnderWorld
FanfictionWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
