"Kacchan, ti ho portato i compiti".
"Vattene, MerDeku! Non mi serve niente da te!".
Izuku sospira leggermente, guardando il pacchettino rosso che stringe in un braccio, premuto al petto. Non solo solo i compiti, ci sono anche i cioccolatini che ha provato a fare insieme a Rikido perché è arrivato il momento di confessare a Katsuki i suoi storici sentimenti.
"Kacchan, è una settimana che sei rinchiuso in camera tua, potresti farmi capire se stai bene o devo informare Aizawa sensei di esonerarti ancora?".
Izuku percepisce un sottile annaspare dietro quella porta bianca che lo separa dal biondo poi un leggero graffiare, come se una mano si fosse appena poggiata sulla formica. E infine un tocco leggero alla maniglia, come un tentativo di abbattere quei muri.
"Non sono in condizione..." arriva flebile la risposta.
La porta si apre leggermente ma con uno scatto così nitido che fa sobbalzare Izuku. Katsuki si mostra finalmente ma con un aspetto completamente nuovo e diverso che ferma per un attimo il cuore del verdino per poi arrossargli le guance.
Kacchan indossa una canottiera nera che mostra i suoi pettorali scolpiti, gonfi, i capezzoli rosati e turgidi, la tuta larga ma terribilmente stretta a pronunciare il gonfio cavallo. Ma tutto questo non rende Izuku talmente abbagliato da non staccare gli occhi, sono quelle orecchie bionde che sbucano dalle ciocche ribelli e la coda lunga e bassa da gatto che fruscia leggermente.
Quegli occhi sono sempre rossi, forse un pochino languidi e maliziosi, le unghie di mani e piedi nudi sono molto affilate, così come i lunghi e aguzzi canini.
Izuku deglutisce, facendo inconsapevolmente tre passi indietro.
"Sei disgustato...?".
Non arriva risposta da quella domanda detta quasi in un sussurro e gli occhi bassi, nella vergogna. Katsuki li solleva dopo qualche istante e rimane stupito dall'espressione eccitata di Izuku, rosso come un pomodoro, gli ampi occhi smeraldo lussureggianti e il pacchetto che rischia di fare una brutta fine.
"E' per me, quello?" domanda ancora il biondo, per smorzare il silenzio imbarazzante.
"S-sì... p-per farti sentire m-meglio...".
Kacchan muove le orecchie, frusciando la coda e sospira pesantemente, afferrandolo per un polso per tirarselo nella stanza che profuma di limone e di zucchero. Izuku si riprende leggermente ma rimane fermo con le spalle contro la porta per osservare che la stanza è ordinata ma è quasi avvolta nella penombra. Filtrano alcuni raggi di luce diurna dalla finestra accanto al letto che rende tutto surreale.
"Che cosa ti è successo, Kacchan?" chiede dopo un po', visibilmente preoccupato.
"Camminavo nei corridoi, una settimana fa, quando ho urtato una ragazza e poco dopo mi sono spuntate coda e orecchie da gatto. L'effetto non so quanto dura".
"Quindi è per questo che sei sparito dandoti del malato?". Izuku freme un po' di rabbia, indispettito e ferito dal fatto che l'altro, ancora una volta non si sia fidato per svelargli il problema.
Katsuki incassa le parole ma sbuffa poi, dandogli le spalle.
Izuku non può fare a meno di vedere la coda che inizia al coccige, appena sulla giuntura delle due natiche. E' di un colore che lo attira, ma ancor di più vedere che anche la canotta è sollevata a tal punto di mostrargli i muscoli minuziosamente scolpiti di quella rosea e perfetta schiena. Quel collo poi!
La bocca gli diventa talmente secca che deve deglutire un paio di volte sperando di non far figuracce con qualche colpo di tosse. Izuku inspira dal naso, porgendogli la scatola con i cioccolatini con un sorriso addolcito.
STAI LEGGENDO
UnderWorld
Fiksi PenggemarWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
