Soft BakuDeku: Prigioniero di Fili

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— Potrebbero verificarsi degli stravolgimenti caratteriali; è la prima gravidanza, in fondo. Chiederò a lei, Bakugo-san, di prendersi cura del suo compagno il più possibile.

Katsuki aveva annuito come un ebete alle parole del Beta ginecologo. Era troppo stupito e raggiante della gravidanza di Izuku. Finalmente avrebbero avuto un cucciolo, dopo la bellezza di sette anni di tentativi falliti.

— Qualunque stravolgimento caratteriale accadrà, sarò paziente! — erano state le sue ferme parole.

Ma Katsuki non aveva la benché minima idea di quello che sarebbe successo settimane più avanti...


Furono le braccia di Izuku a tirarlo fuori dai suoi pensieri.
Katsuki sorrise dolcemente ma non smise di affettare le verdure da far saltare in padella. L'Omega assonnato e spettinatissimo inspirò rumorosamente il suo odore di resina e ciliegie.
L'Alpha sbuffò una risatina: il nasino di Izuku stava tracciando linee invisibili sulla sua nuda schiena e le mani accarezzavano gli addominali cesellati.
Un verso tra uno sbadiglio e una fusa del più basso vibrò appena sotto i polmoni del più alto e muscoloso. Izuku iniziò a strofinare le guance sulla calda pelle, spingendo la pancia rotonda contro le sode natiche dell'altro.

— Non eri nel letto...

— Mi sono alzato perché era ora di cena.

Il cucinino iniziava a riempirsi di feromoni aciduli. Katsuki si sciacquò le mani ma Izuku non gli diede il tempo di asciugarsele che gli si schiacciò al petto.
Affondò il viso nei pettorali, di nuovo strofinando le guance e facendo fusa.

— Sei appiccicoso, ultimamente.

Era vero. Da qualche manciata di giorni, Izuku lo seguiva dappertutto e non voleva scollarsi in alcun modo. Neanche sotto la doccia.
Katsuki sospirò, le dita della mano sinistra affondarono nei morbidi ciuffi smeraldini con affetto. Izuku era adorabile con addosso la sua t-shirt nera con il teschio bianco stilizzato.
Avvalorava la forma del pancino di cinque mesi ma sembrava un graziosissimo abitino molto corto.
Katsuki passò lo sguardo voglioso sulle gambe perfette e snelle, i calzini bianchi a metà polpacci e...

— Facciamolo.

— E la cena? Sei sempre affamato, Izuku.

Ma il verdino che si stava leccando le labbra gli si inginocchiò dinanzi per fargli un lavoretto di bocca. Si nascose sotto al grembiule bianco e aggrappò le dita esili ai larghi pantaloni neri della tuta.
Katsuki si appoggiò al bordo del lavandino.
Izuku era un portento con la bocca...


— Izuku, mi farai pisciare il letto, cazzo! —.

L'Omega gli era aggrappato con così tanta forza ai pantaloni che si stavano sgualcendo sempre di più.

— Mi vuoi lasciare perché sono grasso! —.

Il biondo si passò nervosamente una mano sulla faccia. Gettò un'occhiata alla sveglia sul comodino. Erano appena le tre del mattino.

— Non è vero. E lo sai anche tu. Ora posso andare a svuotarmi la vescica o no? —.

Izuku allentò la presa. Accosciato al centro del letto, con una mano che si torturava nervosamente il labbro inferiore e l'altra sulla pancia visibile sotto la casacca bianca aperta del pigiama, annuì appena.

— Torni? —.

— Certo — Katsuki lo baciò teneramente. — Non vado da nessuna parte.

Izuku lo attese semi-disteso, con un'espressione stanca. Il suo Alpha lo strinse a sé.

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