«E questo è tutto, ragazzi».
Izuku Midoriya, brillante sensei di venticinque anni, aveva terminato un'altra lezione. I suoi studenti continuavano a guardarlo con fare affascinato e il suo cuore non poteva fare a meno di sussultare felicemente.
Istruire la prossima generazione di Hero era un compito molto importante e spesso gli piaceva pensare che fosse un po' come una missione che solo lui poteva portare a termine.
«Midoriya-sensei, c'è qualcuno alla finestra!».
Il verdino guardò confusamente la ragazza dai lisci capelli rosa seduta al primo banco alla sua sinistra, poi la fila di linde vetrate. DynaMight poggiava con i piedi sul bordo esterno del davanzale e attendeva con una mano sul fianco, l'altra aggrappata a un appiglio del muro, di poter entrare.
Izuku era sorpreso; non capitava spesso di ricevere visite durante il suo orario di lavoro.
«Va bene, ragazzi. Potete anche prepararvi per la prossima lezione con la vostra sensei. Io mi occuperò del nostro ospite» ridacchiò imbarazzato.
Ma gli studenti non avevano la benché minima intenzione di lasciare la classe.
«Cosa? Andare via? No, sensei! Vogliamo vedere DynaMight e non ci faremo sfuggire una simile occasione!» sbuffò un ragazzino dai capelli spinosi e neri, dalla terza fila.
Izuku pensava spesso che Kotaro assomigliava molto a Katsuki, quand'era ancora un giovane pulcino immaturo.
«E va bene. Ma niente domande eccessive. A DynaMight non piacciono le interviste, ragazzi». Izuku con un sorriso aveva aperto finalmente la finestra e guardava teneramente l'Hero biondo dinanzi a lui.
Lo sguardo apatico del biondo si addolcì. Il vento freddo entrato faceva muovere dolcemente i capelli di tutti e due e i fogli sulla cattedra dietro di loro.
«E' DynaMight, non ci posso credere!» squittirono le ragazze, stupite.
L'Hero atterrò fieramente con i piedi in terra ma le mani non lasciarono i fianchi. Con gli anni, si era fatto più alto, dai sodi e gonfi bicipiti e la vita stretta. Katsuki era stato ingaggiato anche come modello e per Musutafu capitava spesso di ritrovare cartelloni giganti ritraenti il suo fisico o il suo bel viso da Semi-Dio.
Izuku era radioso ma non voleva sembrare troppo felice, così si mise a sistemare i fogli sulla cattedra con leggera indifferenza. Katsuki guardò la marmaglia di studenti poi l'insegnante.
«Beh? A cosa dobbiamo la tua visita qui, DynaMight?».
«Ero semplicemente di passaggio. Non mi dire che non ti fa piacere vedere un vecchio compagno di classe?».
Izuku si fermò per un momento, colpito dalle sue parole un po' troppo mirate e sarcastiche. Gli studenti li fissavano come se fossero stati gli attori di un bel film. Nonostante il pizzico di ansia per la moltitudine di occhi puntati addosso, manteneva egregiamente il sangue freddo.
«Affatto. Come stanno gli altri?».
«Bene. Sono molto impegnati, lo sai».
«Immagino. Ultimamente il tasso di Villain è aumentato esponenzialmente» aggiunse mite Izuku, ma ancora non lo guardava negli occhi.
Katsuki gli provocava un tumulto di emozioni diverse; nostalgia, dolcezza, amarezza e anche un'asfissiante solitudine. Izuku spesso ci pensava, soprattutto quando tornava nel suo appartamento con le luci della sera alle spalle e il cielo stellato sulla testa. Quand'era che aveva iniziato a sentirsi dimenticato e abbandonato da tutti?
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UnderWorld
FanfictionWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
