CAPITOLO 13 - Sinceritá

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~EDWIN~

<<Non mi ha rimesso il bracciale. Questo che ho al polso non è stregato, è un semplice bracciale adesso. Me lo ha spedito per posta come regalo insieme ad un bigliettino di scuse e mi ha invitato a cena da lui>>
Sganciai la bomba.

<<C-cosa? Io-... i-io non- Aspetta, a cena? Ma tu non mangi>>
Constatò giustamente.

<<Giá, di fatto gli ho solo fatto compagnia mentre lui cenava>>
Scrollai le spalle.

<<Non posso credere che tu abbia scelto liberamente di indossare nuovamente quel bracciale. Non dovevi accettare nè il regalo nè tantomeno l'invito Edwin! Cazzo!>>
Diede un calcio ad una delle bottiglie sparse sul pavimento rompendola.

<<So che può sembrare un po' folle->>

<<Sembrare? Edwin ti sei bevuto il cervello? Non eri tu quello razionale tra i due?! Ti ha fatto qualcosa vero? Te lo leggo negli occhi che hai qualcosa di diverso. Dimmelo ti prego>>
Mi supplicò con lo sguardo. Era davvero preoccupato per me, seppur non ce ne fosse bisogno.

<<Charles non credo che->>

<<Ti supplico Edwin, sii sincero con me. Non chiedo altro se non la tua totale trasparenza. Se mi vuoi davvero bene come sostieni da trent'anni allora dimmi la verità>>
Singhiozzò disperato pregandomi di essere sincero con lui e volevo davvero esserlo. Odiavo mentirgli.

<<Io... non ho ben capito cos'abbiamo fatto se devo essere sincero>>
Ammisi grattandomi la nuca con fare nervoso.

<<Oddio santissimo Edwin...>>
Buttò la testa all'indietro sospirando ad occhi chiusi per poi portarsi una mano sul viso per strofinarlo.

<<No hey tranquillo! Non mi ha fatto male. Era anzi... piavevole. Molto piacevole. E anche imbarazzante>>
Gli spiegai.

<<Cos'ha fatto?>>
Insistette per sapere.

<<Mi ha toccato>>
Risposi sincero.

<<Dove? Qui?...>>
Appoggiò una mano sul mio petto accarezzandolo. Sospirai.

<<N-no più in basso>>
La sua mano scese fino ad arrivare al mio ombelico. Sussultai.

<<Qui?>>
Domandò ancora senza smettere un secondo di guardarmi negli occhi. Il suo tono di voce era basso e roco.

<<No... p-più in bas- CHARLES!>>
Quasi gemetti quando arrivò a stringere il cavallo dei miei pantaloni.

<<È qui che ti ha toccato vero?>>
Chiese ed io annuii imbarazzato.

<<E dimmi, ti ha fatto questo?>>
Sussurrò strofinando la mano su tutta la zona provocandomi una sensazione di piacere familiare.

<<S-si, m-ma ora basta Charles>>
Gli scansai la mano e mi alzai di scatto facendo un passo indietro sentendomi tremendamente accaldato.

DEAD BOY DETECTIVES + Cat KingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora