CAPITOLO 51 - Non sono mai riuscito ad odiarti

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~EDWIN~

<<Mi hai sacrificato ad un demone, il quale mi ha venduto ad un altro, che mi ha venduto a sua volta ad un essere peggiore di un demone e la tua punizione è tagliarti con la carta?! Hai idea di ciò che ho dovuto passare per colpa tua? EH? HAI LA MINIMA IDEA?!>>
Finii per cedere e infuriarmi con lui. Il destino aveva punito la vittima e dato una sculacciata al carnefice. Assurdo quante volte le cose vadano così; sia nella vita che nella morte.

<<P-perdonami... i-io non lo sapevo!>>
Disse scoppiando in un pianto disperato.

<<Sai una cosa? Te lo meriti, meriti di essere qui! Mi hai preso in giro, giocato con i miei sentimentri e infine ammazzato! Mi hai condannato sotto ad ogni punto di vista>>
Mi sentii minuscolo difronte a quella situazione. Nemmeno da morto avevo il controllo delle mie emozioni.

<<So di meritarmi la tortura. Mi merito di soffrire come hai sofferto tu>>
Disse osservando una pagina in particolare prima di strapparla e gettarla via con più foga rispetto alle altre. La raccolsi e lessi a bordo pagina "S+E". Mi si strinse il cuore.

<<Ricordi quel berretto blu che portavi?>>
Mi domandò.

<<Ricordo che me lo toglievi... e mi prendevi in giro per quello. Beh, anche per quello>>
Rammentai. Avevo smesso di portarlo per colpa sua sebbene mi piacesse indossarlo.

<<Beh, amavo come ti stava. Mi faceva perdere la testa, per questo ti ho torturato affinché smettessi di indossarlo. Ti amavo per davvero Edwin. Quando ti ho baciato, quel giorno in infermeria, tu sei corso via e non mi hai mai più parlato. Sono stato un debole e quando mi hai rifiutato ho perso la testa per il dolore. Ti supplico di perdonarmi per tutto quello che ti ho fatto, anche se so di non meritare il tuo perdono>>
Disse piangendo.

<<N-non mi stavi prendendo in giro perché ti facevo schifo?...>>
Iniziai a piangere anch'io.

<<No, i miei sentimenti per te erano autentici. Mi pento ogni giorno di non averti mai detto "ti amo" quel giorno in infermeria. Magari saresti rimasto...>>
Si confessò.

<<Simon, nella nostra epoca vi era spazio per quelli come noi. Noi due non avevamo un futuro. E se quel giorno qualcuno ci avesse scoperti? E se mio padre fosse venuto a saperlo? Mi avrebbe ucciso lui stesso, e non parlo metaforicamente, me lo aveva detto chiaramente quando mi ha spedito in collegio. Comunque, anche tu mi piacevi molto, per questo mi hai ferito tanto. Non pensavo che i tuoi sentimenti nei miei confronti fossero sinceri perché io... si beh, ero io. Sono io, ed io faccio schifo. Non ho mai pensato che qualcuno potesse mai amarmi dato che nemmeno io mi amavo. Mio padre nemmeno mi amava>>
Mi confessai a mia volta.

<<Non mi hai mai fatto schifo, ti ho sempre ammirato. Oltre ad essere dolce, premuroso e bellissimo sei anche uno studente modello e attento ai dettagli. Ti dicevo tutte quelle cattiverie perché così facendo, allontanandoti da me, speravo di riuscire ad odiarti e dimenticarmi del tuo dolce sorriso, dei tuoi occhi verde smeraldo e del tuo viso perfetto ma, indovina un po', non sono mai riuscito ad odiarti Edwin Payne>>
Rispose guardandomi fisso negli occhi. Mi erano mancati quei occhi color cervone.

<<Nonostante tutto quello che mi hai fatto, non posso restare ancorato al passato. Non più. Potessi tornare indietro non sarei così codardo e ci darei un'occasione... Giuro che lo avrei fatto se avessi potuto ritornare a quel giorno>>
Risposi pentito delle mie scelte.

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