CAPITOLO 38 - Non devi mai, mai e poi mai fingere con me

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~THOMAS~

<<Charles, hai bevuto di nuovo?>>
Notò subito Edwin.

<<Mi dispiace>>
Si scusò ancora Charles.

<<Smetti di scusarti e riprenditi, dannazione! Non ti riconosco più, a stenti sei il Charles che ricordavo. Sembri l'ombra di te stesso o peggio ancora, quella di tuo padre. Mi fai paura. Ti prego, ritorna in te! Mi fa male vederti così>>
Disse Edwin lasciandosi sfuggire un singhiozzo involontario e subito posai una mano sulla sua spalla in segno di supporto.

<<I-io non sono m-mio padre! N-non sono un m-mostro!>>
Rispose Charles, distrutto dalle lacrime provocate dalle parole del suo amico.

<<No, non lo sei veramente, ma così mi ferisci e mi spaventi. Finché non tornerai ad essere il Charles felice e solare che conosco è meglio per me se resto qui con Thomas. Ho bisogno di spazio dalla nostra amicizia, per quanto la cosa mi distrugga. Ho sbagliato ad andare oltre con te Charles ed è stata tutta colpa mia; per questo ti chiedo perdono, ma ora, ti prego, vattene>>
Sentenziò Edwin, ormai in lacrime mentre io, dentro di me, stavo godendo come non mai.

<<Tornerò il Charles che amavi, te lo giuro Edwin>>
Disse con tono sicuro Charles.

<<Non ti allargare troppo. Lui ama me>>
Precisai mettendomi in mezzo.

<<Non ha importanza. Presto sarò di nuovo il Charles che merita. A presto Edwin>>
Disse lanciando un ultimo sguardo di dolore al mio Edwin; infine se ne andò. Guardai Edwin e vidi la distruzione dei suoi occhi.

<<Avevo solo lui. Per tutta la vita non ho mai avuto un amico finché non ho incontrato lui. Ho appena distrutto la nostra amicizia>>
Si portò una mano al viso coprendosi gli occhi. Gliela spostai e lo spinsi a guardarmi.

<<Ascolta, ora hai me. Charles ha bisogno di tempo per riprendersi da... qualunque cosa abbia, e hai fatto bene a prendere le distanze a mio avviso; per il bene di entrambi. Ora, lascia che ti mostri dove dormiremo, anche se giá conosci la location>>
Dissi sviando poi il discorso.

<<Dove dormiremo? Intendi insieme? Io e te?>>

<<Naturalmente. Ho solo una cuccetta come ben ricorderai e staremo belli comodi, vedrai>>
Sfociai in un sorrisone.

<<O-okay...>>
Disse accettando di seguirmi.

<<Eccoci qui, fai pure come se fossi nel tuo ufficio. Mettiti comodo come più preferisci>>

<<Grazie Thom, è molto gentile da parte tua ospitarmi>>
Disse col suo solito fare inglese.

<<Thom? Mi piace questo nuovo soprannome Eddy>>
Risposi a tono.

<<Ti proibisco categoricamente di chiamarmi Eddy>>
Si indignò.

<<Ed?>>
Ritentai.

<<No...>>
Mi fulminò.

<<Dai su, soltanto qualche volta!>>
Feci io labbruccio.

<<E va bene... ogni tanto te lo concederò>>
Disse sedendosi sul letto togliendosi poi la giacca. In quell'occasione vidi nuovamente i segni delle ferite che si era auto inflitto.

<<Quando si rimargineranno?>>
Chiesi sospirando.

<<Massimo qualche giorno e spariranno>>
Mi spiegò.

<<Senti dolore?>>
Mi preoccupai.

<<Si, ma sto decisamente meglio ora. Nonostante tutto>>
Alzò le spalle.

<<Voglio che tu sia sempre sincero con me d'ora in poi. Non devi mai, mai e poi mai fingere con me. D'accordo Ed?>>
Dissi prendendogli le mani avvolgendole con le mie.

<<D'accordo Thom>>
Sorrise in risposta riprendendosi le sue mani.

<<Bene, ora passiamo alle cose belle>>
Battei le mani strofinandole tra loro.

<<Che intendi?>>
Non capì.

<<Sdraiati piccolo>>
Gli ordinai.

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