CAPITOLO 19 - Hai tradito la mia fiducia

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~CHARLES~

Con un calcio aprii la porta della "tana" di Thomas e gli feci spazio affinché potesse entrare tenendo Edwin in braccio.
Monty era riuscito a scappare in quanto eravamo troppo presi ad aiutare Edwin che, nel frattempo, aveva perso i sensi.
Thomas lo adagiò sul suo letto ovale per poi far comparire un asciugamano umido e iniziare a medicargli le ferite.

<<È inutile, noi fantasmi ci rigeneriamo da soli. Occorre solo del tempo>>
Lo informai.

<<Si lo so, ma non mi importa. Vederlo così mi distrugge. Non è in queste condizioni che avrei voluto riaverlo nel mio letto>>
Disse più a sè stesso che a me.

<<Quindi Edwin mi ha detto la verità su voi due. Grandioso>>
Sbuffai sentendo uno strano peso sul petto.

<<Geloso?>>
Chiese senza guardarmi.

<<Non sono affari tuoi gattaccio. È per colpa tua se Edwin sta così!>>
Lo incolpai.

<<Colpa mia? L'uccellaccio nero è tornato alla carica e sarebbe colpa mia?!>>
Rise stizzito.

<<Beh, sei stato tu a smascherarlo quella volta. Non mi sorprenderebbe sapere che ha rapito Edwin per vendicarsi>>

<<Se è per questo allora è colpa di entrambi. Monty era furioso nel sapere che Edwin provasse dei sentimenti per te anziché per lui, ricordi?>>
Touchè.

<<Giá... siamo stati entrambi la causa del dolore di Edwin>>

<<N-non è colpa vostra...>>
Una voce fievole riecheggiò nella stanza.

<<Edwin! Amico mio come stai?>>
Corsi immediatamente al suo capezzale.

<<Sofferente, ma starò meglio>>
Abbozzò un sorriso forzato.

<<Mi hai fatto morire di paura amico>>
Sorrisi sentendomi sollevato.

<<Charles, te l'ho detto mille volte che i fantasmi non possono morire>>
Mi corresse come suo solito. Amavo quando faceva il saputello. Risi leggermente e gli accarezzai i capelli attorcigliando le sue ciocche tra le mie dita. Mi abbassai su di lui e gli baciai una guancia.

<<SCUSATE>>
Una voce stridule ci interruppe.

<<Che c'è?>>
Sbuffai seccato.

<<Penso che ora sia il mio turno, non credi?>>
Disse incrociando le braccia.

<<No>>
Risposi secco.

<<Charles...>>
Mi rimproverò Edwin. Alzai gli occhi al cielo e mi allontanai da lui lasciando spazio a Thomas.

<<Come ti senti piccolo mio? Hai bisogno di qualcosa?>>
Chiese chinandosi su di lui per poi stampargli un dolce bacio sulle labbra. Quella scena mi ferì molto.

<<È tutto ok. Grazie per avermi salvato da Monty. Era fuori controllo>>

<<Verrei a salvarti anche in capo al mondo piccolo spiritello>>
Rispose Thomas baciandolo nuovamente, questa volta però in modo più approfondito. Provai una forte rabbia mista gelosia e le parole uscirono da sole dalla mia bocca:

<<Edwin, Thomas ti ha mentito. Il bracciale che porti è ancora stregato, è così che ti abbiamo trovato. Vi ha fatto un incantesimo di localizzazione affinché sapesse sempre dove ti trovavi>>
Dissi tutto d'un fiato.

<<Che cosa?!>>
Sbottò Edwin alzandosi in piedi spingendo via il Re Gatto. Barcollava leggermente per via delle ferite.

<<È vero? Thomas è vero?>>
Domandò con aria furiosa.

<<E-Edwin io->>
Per la prima volta vidi il Re Gatto in difficoltà.

<<Come hai potuto ingannarmi? Io mi fidavo di te!>>
Disse ferito.

<<Edwin l'ho fatto solo per tenerti al sicuro! Come hai visto, ho fatto bene a fare quell'incantesimo altrimenti a quest'ora saresti ancora nelle grinfie di quel corvo>>
Si giustificò.

<<Non mi interessa Thomas, hai tradito la mia fiducia. Non do mai fiducia a nessuno ma a te l'avevo data senza pensarci due volte cazzo! Te ne sei approfittato per raggiungere i tuoi viscidi scopi con me>>
I suoi occhi erano lucidi e stava stringendo i pugni come faceva ogni volta che era teso.

<<Edwin, piccolo->>

<<E NON CHIAMARMI PICCOLO! Sei stato un ottimo manipolatore Thomas, miei complimenti, ci ero cascato con tutte le scarpe. Riprenditi il tuo stupido incantesimo del cazzo!>>
Urlò per poi sfilarsi il bracciale e glielo lanciò ai piedi.

<<Edwin non ti ho manipolato, te lo giuro! Io ti amo per davvero>>
Disse Thomas e sia io che Edwin sussultammo per l'improvvisa dichiarazione.

<<Curioso, anche Monty diceva di amarmi, ma non ha fatto altro che mentirmi e torturarmi. Sei proprio come lui. Ancora una volta la vita mi ha insegnato che posso fidarmi solo di una persona>>
Disse guardandomi negli occhi.

<<Andiamocene Charles>>
Aggiunse poi con un espressione irriconoscibile. Stava trattenendo le lacrime e non riusciva a smettere di tremare. Immediatamente corsi a mettergli un braccio attorno alla vita e insieme uscimmo da quel posto per ritornarcene a casa.

Ero soddisfatto per essere riuscito ad allontanarmi, ma allora perché mi sentivo così male?

DEAD BOY DETECTIVES + Cat KingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora