CAPITOLO 50 - Verità

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~THOMAS~

<<Quindi hai mentito sia a me che a quel corvaccio di Monty>>
Constatai. Ero arrabbiato, ma cercavo di trattenermi per dare la possibilità ad Edwin di essere sincero questa volta.

<<Si, ma non con cattiveria, è che ho realizzato soltanto molto tempo dopo... Volevo soltanto dimenticare quello che era successo con Simon. Etichettarlo come mio assassino era più facile che etichettarlo come mio assassino e prima cotta>>
Rispose mordendosi le labbra.

<<C'è altro che mi hai nascosto?>>
Sospirai deluso.

<<Si>>
Annuì lui.

<<CHE CAZZO EDWIN!>>
Sbottai non reggendo più la tensione.

<<Non so se dirtelo. Questa cosa fará infuriare sia te che Charles. Beh, più te che Charles...>>
Mormorò guardando in basso. Sembrava vergognarsene.

<<A questo punto ho il diritto di sapere>>
Mi impuntai. Qualunque fosse stata la sua verità doveva anche essere la mia.

<<Prometti di non lasciarmi dopo che avrai saputo tutto>>
Mi pregò con i suoi occhioni da cerbiatto. Quel verde smeraldo mi aveva ammaliato fin dal primo istante in cui lo avevo visto.

<<Edwin, che cos'hai fatto?>>
Chiesi calmando il tono della mia voce.

<<Q-quando sono finito nuovamente all'inferno... ho rivisto Simon>>
Ammise.

<<Forse è meglio che prenda qualcosa da bere prima che inizi a raccontare>>
Dissi alzandomi dal letto per andare ad aprire il mini frigo che tenevo sempre pieno di birre e alcolici vari. Presi una birra e tornai a sedermi.

<<Okay ci sono. Vai, spara>>
Lo intimai a cominciare.

--INFERNO--
(Girone dell'agonia)

~EDWIN~

Corsi come un matto per riuscire a seminare quell'orribile ragno fatto di teste di bambola. Non potevo credere di essere finito nuovamente all'inferno.
Corsi fino a trovare una stanza la cui porta fosse aperta. Entrai e la richiusi immediatamente. Sospirai di sollievo quando sentii quel mostro allontanarsi.

<<E-Edwin?>>
Disse una voce sofferente. Mi voltai e sbiancai.

<<Simon...>>
Dissi in un lievissimo sussurro.

<<Edwin tu... no, tu non sei reale. Non sei qui>>
Disse a se stesso mentre strappava le pagine di um grosso volume. Le sue mani erano ricoperte di sangue e i suoi occhi pieni di lacrime.

<<Sei tu. Sei davvero tu!>>
Rimasi sotto shock.

<<Tu non sei reale, tu non sei reale!>>
Ripeteva come un mantra strappando rumorosamente l'ennesima pagina.

<<Che stai facendo?>>
Gli domandai sentendomi le gambe tremare. Non lo vedevo da oltre un secolo, da quando mi aveva spezzato il cuore e ucciso.

<<I-il preside ha detto che potrò andarmene quando f-finirò di strappare tutte le pagine>>
Disse strappando l'ultima pagina del libro, ma subito necomparve uno nuovo tra le sue mani e ricominciò da capo.

<<Aspetta, è questa la tua punizione?>>
Chiesi più a me stesso che a lui.

<<Che intendi?>>
Non capì.

<<Mi hai sacrificato ad un demone, il quale mi ha venduto ad un altro, che mi ha venduto a sua volta ad un essere peggiore di un demone e la tua punizione è tagliarti con la carta?! Hai idea di ciò che ho dovuto passare per colpa tua? EH? HAI LA MINIMA IDEA?!>>
Finii per cedere e infuriarmi con lui. Il destino aveva punito la vittima e dato una sculacciata al carnefice. Assurdo quante volte le cose vadano così; sia nella vita che nella morte.

DEAD BOY DETECTIVES + Cat KingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora