Capitolo 13

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Faceva freddo, ma nessuno pareva farci caso, era una notte particolarmente ventosa, sarebbe stato facile cadere per una folata di vento al momento sbagliato. Jennifer e Sebastian erano in piedi, in silenzio, a dieci passi da James e Gary. Le moto erano ancora spente, Allison si posizionò a venti metri dai due sfidanti, non si scambiarono una parola. Allison alzò il braccio destro << Ei! >> si interruppe. << Lancerò questa bottiglia di birra in aria, appena toccherà il suolo, potrete partire, siete pronti? >> l'accensione delle due moto fece accelerare il battito cardiaco di tutti i presenti. Nemmeno lo svolazzare della minigonna in similpelle di Allison attirò lo sguardo dei due partecipanti. La concentrazione era assoluta. Allison lanciò in aria la bottiglia, sembrava non volesse cadere, scendeva a rallentatore, i polsi dei due fremevano dalla voglia di girare la manopola del gas, ancora qualche istante e sarebbero partiti. Un crepitio di gomme diede inizio alla gara, il frastuono della prima accelerata costrinse Allison a tapparsi le orecchie, le due moto le passarono di lato, a pochi metri da lei. Nessuno sembrò curarsi di eventuali cocci di vetro presenti in strada a causa della rottura della bottiglia, entrambi avevano in mente soltanto il traguardo. James era in testa, partì direttamente in seconda marcia, innescò un'impennata, ma riuscì a gestirla con freddezza, Gary era a pochi metri dietro di lui, cercava di sfruttare la scia per un sorpasso sul rettilineo, James iniziò a zigzagare quel tanto che basta a impedire a Gary di sfruttare a pieno la scia. La tensione percepita aumentava per ogni metro percorso, più la gara continuava, più Gary guadagnava terreno. James era ancora in testa, mancavano solo le due curve strette finali. A quella velocità non sarebbe riuscito a prenderle abbastanza larghe, si sarebbe schiantato. Gary era dietro di lui, appena James pizzicò il freno posteriore, sfruttò l'occasione per il sorpasso.

Centoquaranta chilometri orari, una curva stretta. << Merda! >>

Inchiodò. Si attaccò ai freni, non poteva permettersi di perdere il controllo della moto, si sarebbe ammazzato, il guard rail si avvicinava sempre più, cercò di aiutarsi nella frenata poggiando i piedi a terra, la moto ondeggiava. Si fermò un metro prima di sbattere contro il guard rail. Non pensò nemmeno per un istante di aver perso la gara, invece era sollevato di non essersi schiantato, di essere uscito incolume e di non aver arrecato danni alla sua Suzuki. James terminò la gara con la massima calma, non doveva più temere l'avversario. Sorrise, Gary non poteva più intromettersi tra lui e Jennifer. Adam vide arrivare James da solo, preoccupato, chiese dove fosse Gary, James si tolse il casco, Gary stava bene, si era dovuto fermare poco prima per non schiantarsi contro il guard-rail, sfuggì una risatina di scherno. Dopo un lungo sospiro di sollievo, Adam dichiarò vincitore James, poi raggiunsero gli altri. Il gruppo vide arrivare le tre moto in fila indiana. Non era possibile capire chi avesse vinto da quella distanza, i caschi integrali coprivano le espressioni facciali. Quando finalmente si fermarono, James fu il primo a togliersi il casco << Jenny, Ho vinto >> Jennifer corse ad abbracciarlo, gli saltò addosso stringendolo a se << Mi hai fatto preoccupare, l'importate è che stai bene>> Gary non disse una parola. Sebastian si congratulò con James, poi cercò di consolare il perdente. Gary aveva una espressione indecifrabile << Grazie, ma non mi serve, anche se ho perso, è stata la stronzata più elettrizzante della mia vita, Adam, la prossima volta voglio sfidare te!>> Adam sorrise, scuotendo la testa << Scemo! Ti sei quasi ammazzato >> sospirò << Bene, da oggi, saranno le corse a risolvere le liti interne del gruppo>> Allison si appoggiò alla spalla di Adam << Ok grande capo, ma adesso, dobbiamo consegnarti una cosa >>. Sebastian tirò fuori dalla tasca un foglietto grigio decorato con motivi tribali, sopra al biglietto, una scritta in rilievo: "Tatoo Center" con sotto la cifra di duecentocinquanta dollari scritta con un pennarello indelebile nero. << è un buono per un tatuaggio, una volta mi avevi detto che ti sarebbe piaciuto fartene uno, così noi dei Poisoned abbiamo fatto una colletta >> Adam rimase colpito, aveva gli occhi lucidi << Jenny, hai partecipato? E tu James?>> Jennifer annuì, James fece un sospiro << Ricordi che sono andato a richiedere i soldi a Sullivan? L'ho fatto per poter mettere la mia quota del regalo>> Adam ringraziò il gruppo e abbracciò James << Andrò domani a farmi questo tatuaggio, ho già un'idea in mente.>> Gary chiese un secondo di attenzione da parte di tutti << Domani sera vediamoci tutti al garage di Adam, vi porterò i Bomber personalizzati>>. Le ore successive passarono lisce nella spensieratezza. Senza neanche accorgersene, si fecero le tre di notte. Era giunto il momento di tornare a casa.

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