Capitolo 5

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La mattina seguente Adam decise di tornare nella sua vecchia casa, aveva ancora il vecchio mazzo di chiavi, arrugginito e ricoperto di graffi. Si chiese se avrebbe trovato dentro i suoi genitori, non li aveva più visti da quando si era trasferito a Clinston, l'unico rapporto rimasto con loro erano rimaste le poche chiamate di cortesia durante le festività. Non li avvisò neppure del suo ritorno, doveva soltanto controllare come era ridotto il Fennek, e riprendere il vecchio bomber dei Poisoned Flowers. Salì le scale, chissà se la casa era rimasta invariata. Camminò nervosamente mentre rifletteva a cosa avrebbe detto ai suoi se fossero stati lì dentro, avrebbe improvvisato sul momento. Infilò le chiavi nella serratura del portone, la serratura scattò senza nessun cigolio. << Sono Adam, sono passato a casa! >> disse con voce sostenuta, ma nessuno rispose, tirò un sospiro di sollievo, era a casa da solo. Non perse tempo, corse in camera sua, era rimasta invariata. Un unico dettaglio stonò con la vecchia foto della stanza impressa nei ricordi, un foglietto attaccato con del nastro adesivo all'anta sinistra dell'armadio catturò la sua attenzione. – Adam, io e tua madre ci siamo trasferiti per un po' di tempo all'estero, goditi la casa – sarebbe stato utile saperlo prima di affittare la casa, scosse la testa e aprì l'armadio. La polvere lo fece tossire. Ricordava quasi tutti i suoi vestiti; uno ad uno li estrasse dall'armadio e, dopo una rapida occhiata li lanciò uno ad uno nel letto. Prese il bomber, e dopo una rapida sgrullata dalla polvere, provò ad indossarlo, gli calzava ancora bene. Uscì di casa ed entrò al Fennek, l'arredamento era rimasto identico,  ma rimase compiaciuto nel trovare un nuovo cameriere, un uomo sulla trentina decisamente più cordiale della sgradevole cameriera che lavorava lì in precedenza. Ordinò un caffè lungo e si sedette fuori, il tempo lo permetteva ancora. La tasca sinistra cominciò a vibrare, una chiamata.

<< Adam! Sono Sebastian, perdonami se non ti ho chiamato stamattina ma sono in ospedale, ieri notte hanno picchiato Tim, ha un braccio rotto, mi ha raccontato che è stato accerchiato da dei motociclisti, ma non ha riconosciuto a quale gruppo appartenessero >> Adam chiuse gli occhi per un secondo, erano proprio questo genere di stronzate che lo avevano convinto a sciogliere i Poisoned, era tornato a Grove town da due giorni ed ecco accadere le stesse situazioni << Ora sta bene? >> simulò un interesse altrimenti del tutto assente. 

<<Sì. io e Denzel gli faremo compagnia qui in ospedale finché possiamo>>

<< Speriamo si riprenda in fretta, comunque, prima sono stato a casa mia, ho ripreso il mio bomber. Dì pure a Tim che quando si riprenderà sarà tutto suo, ormai per me è solo un pezzo di stoffa >>

<< Ne sei sicuro? Nonostante sia passato tanto tempo, ricordo bene quanto tu ci tenessi >> 

<< Sebastian, dico davvero, era nel mio armadio a prendere polvere, è meglio che lo abbia lui >>

<< Grazie Adam, è un bellissimo gesto da parte tua, Tim ne sarà felice.>> 

Sfumature di giovinezzaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora