Capitolo 16

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Grace si distese sul divano e accese la televisione << Adam, grazie per avermi accolto a casa tua così all'improvviso, ho litigato con papà, e la mia amica Rachel è con il fidanzato, non potevo andare da lei, mi capisci, vero? >>

<< Sebastian sa che sei qui? >>

<< Ovviamente no, gli ho detto che andavo da Rachel, ma l'ho avvisata, se mio padre dovesse chiamarla gli mentirebbe. >>

<< Mi farai passare dei guai se lo dovesse venire a scoprire in qualche modo, lo sai vero? >> Grace ignorò la domanda << Posso chiederti una cortesia >> Adam la guardò per qualche secondo, poi la esortò a continuare << Vorrei vedere il bomber, tutto qui >> Adam sospirò, le fece cenno di seguirla. Andò nella sua vecchia camera ed aprì l'armadio a due ante << Ecco a te, il leggendario bomber del Fondatore dei Poisoned Flowers, in tutto il suo splendore ormai da capo vintage! >> Grace lo alzò davanti a se con entrambi le mani e rise << Non direi, è tutto rovinato, mi aspettavo qualcosa di meglio, se devo essere del tutto sincera >>

<< Non dire così! Tutti i miei problemi qui in città sono causati da questa giacca, è l'oggetto di desiderio di molti! >>

<< Se ti ho offeso, mi dispiace, non era mia intenzione > si interruppe qualche istante, giusto il tempo di esaminare la targhetta interna, era già stata rimossa. Adam indicò lo specchio da parete << Dimmi, vuoi provartela? >>

 << Grazie, ma credo che passerò, sono un po' stanca, credo che andrò a dormire >> riconsegnò il bomber ad Adam e iniziò ad incamminarsi verso camera dei genitori di lui << Tutta qui la tua reazione? Grace, aspettami! >>

<< Comunque...  grazie ancora, sei stato molto gentile ad ospitarmi >>

<< Grace... aspetta, vuoi dormire con me? >>

<< Adam! Non fare lo scemo, hai l'età di mio padre. Buonanotte >>

<< Buonanotte Grace. >>

La mattina dopo, Adam si svegliò alle dieci e mezza. Ancora assonnato, si stropicciò gli occhi, per poi prendere il cellulare sul comodino di mogano a fianco a lui. Era ora di alzarsi. Rifece il letto con la massima calma e alzò le serrande della finestra. Un raggio di sole lo costrinse a distogliere lo sguardo dall'esterno. Sbadigliò con enfasi, stiracchiandosi le braccia, ciondolando si avviò verso camera dei suoi genitori << Grace, sei sveglia? >> nessuna risposta. Bussò tre volte alla porta, con delicatezza, ma di nuovo non ebbe riscontri, appoggiò l'orecchio sulla porta, magari l'avrebbe sentita russare o muoversi, sarebbe stato un segno che la ragazza stesse bene; ma non sentì nulla. << Forza! È ora di svegliarsi, andiamo a fare colazione >> aprì la porta, ma la camera era vuota. In un primo momento tirò un sospiro di sollievo, Grace si sarà alzata presto, sarà andata a fare colazione, ma avrebbe potuto almeno salutare. << Bene! Non ho tempo per queste cazzate >> disse tra sé e sé, mentre si dirigeva in camera sua. Aprì l'armadio, ma il bomber non c'era più. Tolse d'istinto tutti i vestiti appesi nell'armadio, lanciandoli sul letto, magari il bomber era caduto in fondo, o era stato appeso sotto una felpa, nella stessa gruccia. Niente. Si voltò verso la porta e strinse i pugni << Merda! Grace! Come ho fatto a non capirlo! >>

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⏰ Ultimo aggiornamento: 3 days ago ⏰

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