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ETHAN


Guardai il cielo limpido contornato da qualche nuvola passeggera. Faceva fresco, ma tutto sommato si stava bene in maglietta.

Oppure ero io il problematico... Insomma Noah aveva addosso una felpa pesante. Indossava uno strano berretto nero e aveva le guance e il naso rosso.

Sì, forse ero io quello con gli sbalzi di temperatura.

Allargai le gambe facendo rimbalzare la palla tra di esse mentre ero seduto sulla panchina del parchetto. "Quindi siete rimasti insieme tutta la sera?"

Noah annuì sorridendo come un bambino. Ero felice che si fosse risolto tutto, si meritava di essere felice.

"È stato difficile vederlo piangere e sentirlo così abbattuto, ma sapere che si sta confidando con me e che non ha deciso di lasciar perdere tutto mi rende felice. Siamo rimasti per tutta la notte svegli e poi si è addormentato con Wendy e me tra le braccia." Ridacchiò fissando il suolo.

"A proposito di tua sorella," mormorai bloccando i miei movimenti "c'è una cosa che non ti ho detto..."

Abbassai lo sguardo fissando l'asfalto. Era da quel giorno che Zayn non si faceva più vivo. Mi stava letteralmente evitando.

Che poi, se per lui quel bacio non aveva tutta questa importanza, allora perché ci stava dando tutto questo peso?

Perché tutto quello che facevo diventava uno sbaglio madornale nei suoi confronti.

"Ethan?"

Ma cazzo, io quel bacio l'ho amato alla follia.

Ero pazzo di Zayn, solo il suo profumo mi mandava in tilt, figuriamoci le sue labbra contro le mie. Così morbide e dolci. Perfette come lui.

"Ethan!"

Mi risvegliai dai miei pensieri e guardai Noah che mi stava osservando con confusione.

"Stai bene?" Mi chiese con preoccupazione posando la sua mano sulla mia spalla.

"Sì, se non fosse che quel pazzo di Zayn mi sta evitando come la morte." Sbuffai stringendo il pugno per il nervoso.

Noah ridacchiò fissandomi con curiosità. "Perché? Cosa mi sono perso?"

Sospirai alzando lo sguardo verso il cielo. "La sera in cui abbiamo fatto da babysitter a Wendy..."

Noah annuí aspettando che continuassi a parlare.

Deglutii. "L'ho baciato."

Silenzio tombale.

Noah si era rotto.

"Tu...cioè tu, l'hai baciato?" Replicò disorientato. Come dargli torto, neanche io ci credevo ancora.

È che bacio signori...il migliore della mia vita.

"Sí, ed è stata la cosa più bella che io abbia mai fatto in vita mia." Affermai con serietà "Peccato che non sceglierà mai me."

Noah inclinò la testa di lato, i suoi occhi dilatati si strinsero in due fessure mentre un impercettibile sorriso si fece spazio sulle sue labbra. "Ne sei sicuro?"

Mi morsi l'interno guancia. "Sí, non ho dubbi."

Mi alzai dalla panchina, ricominciai a far rimbalzare la palla sul pavimento con frustrazione. "Io e Zayn non potremmo mai stare insieme."

"Magari ti sbagli." Urlò inseguendomi verso il campo da basket. "Forse anche lui prova qualcosa per te ma non vuole ammetterlo."

Mi fermai girandomi verso di lui e fulminandolo con lo sguardo. "Non capisci? Io e lui non potremmo mai stare insieme per colpa di mio fratello!" Esclamai con rabbia "Ti immagini noi due fidanzati è passare le festività con la sua e la mia famiglia insieme...Con Charles tra i piedi? Oppure vivere con la costante paura che lui non si fidi mai completamente di me per la paura che mi veda simile a mio fratello?" Sospirai massaggiandomi la fronte. "Non so che fare, sto impazzendo..."

"Beh, cerca di calmarti perché il tuo livello di pazzia potrebbe peggiorare a momenti..." Bisbigliò indicandomi con il capo qualcosa dietro di me. "Buona fortuna amico."

Mi sorrise e se ne andò via. "Noah ma che cazzo-"

Sentii una mano posarsi sulla mia spalla e quando mi voltai rimasi pietrificato a fissarlo.

Lo stronzo che mi stava fottendo dannatamente bene il cervello era proprio davanti ai miei occhi. Fantastico.



ZAYN


Odiavo il mondo.

Mi innamoravo di uno e finiva in tragedia. Mettevo uno stop alle relazioni, un via alle scopate occasionali...E guarda dove mi portava Dio!? A baciare il fratello della mia grande e triste tragedia iniziale.

A quanto pare anche il mondo mi odiava.

Quel bacio con Ethan mi era piaciuto? Merda, sì.

L'avrei ribaciato? Probabilmente.

Mi sarei fidanzato con lui? Ovvio che no.

La domanda giusta a cui non riuscivo a dare una risposta era...mi piaceva quel stupido e sexy macho con delle belle braccia? Ah boh.

Il mio cuore esplodeva quando vedevo il suo corpo mozzafiato, anche qualcos'altro forse...

Mi piaceva, stare in sua compagnia, lo trovavo estremamente intelligente e dolce. Ma odiavo il fatto che fosse un Hill, se solo provenisse da un'altra famiglia.

Ma cazzo, non eravamo in Romeo e Giulietta. Direi menomale non volevo morire per amore. Avevo pronunciato la parola amore? Il mio cervello stava sparando solo stronzate.

Dovevo smetterla di parlare con il mio io interiore, mi portava alla follia.

Camminai verso il parchetto della città per fare due tiri al canestro. Non era una giornata particolarmente calda, il vento mi scompigliava i capelli e per fortuna mi ero messo una felpa addosso, perché altrimenti sarei congelato seduta stante.

Mi avvicinai al campo, ma quando notai Noah e Ethan seduti su una panchina a parlare mi nascosi dietro un albero.

Aspetta, perché cazzo mi stavo nascondendo? Non avevo fatto nulla di male.

Non era successo niente di grave...Quindi perché diavolo me ne stavo qui nascosto e perché il cuore mi batteva così forte!

Ma soprattutto perché quel coglione se ne stava in maniche corte con questo freddo? Si sarebbe ammalato di sicuro.

Oh Dio! Mi stavo preoccupando per lui? Dove eravamo finiti...Mi stavo rammollendo.

Dovevo andargli a parlare? Il mio cuore diceva, no Zayn scappa via! Ma la mia testa sapeva che non potevo evitarlo per sempre.

Appena si alzarono e andarono verso il campo, uscii allo scoperto e feci un passo verso di loro.

Ma come dovevo iniziare il discorso? Ehi Ethan, ti ricordi il bacio dell'altra volta? È stato bello, ma fingiamo che non sia mai successo perché ora mi hai incasinato alla grande il cervello.

Forse non era una grande idea.

Continuai a camminare verso di loro senza capire cosa fare. Vidi Noah guardarmi e deglutii, ma lui mi regalò un sorriso malizioso e se ne andò via. Che stronzo, mi voleva lasciare da solo con il suo amichetto. Grande bastardo, dirò a Gabriel di picchiarlo un po'

Sospirai e posai la mano sulla sua spalla. Quando si girò verso di me e incontrai i suoi occhi ambrati, il mio cuore perse un battito.

Ecco, ora ero nella merda. Persino le parole non volevano più uscire dalla mia stupida bocca. 

Nothing is as it seemsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora