NOAH
Non vedevo Gabriel da tre giorni. L'avevo chiamato, mi ero persino appostato come uno scemo sotto il suo palazzo per provare a incontrarlo. Avevo provato a chiedere a Zayn e Luca, ma neanche loro avevano ricevuto notizie da lui.
Mi mancava da morire, come se non avessi più abbastanza aria per respirare.
Potevo sembrare uno stupido, ma in questi tre giorni mi sentivo solo e perso. Ero preoccupato per lui, avevo paura che combinasse qualcosa di estremo. Il pensiero di Gabriel, immerso nei suoi pensieri mi spaventava da morire. Non volevo che si desse la colpa, non poteva cadere nella trappola di Alfred.
Non era colpa sua. E io volevo essere lì al suo fianco per calmarlo, ripetergli quanto fosse perfetto ai miei occhi e che non meritava tutte le sofferenze che il mondo gli stava dando.
Eppure lui aveva deciso di allontanarmi. Mi aveva respinto, decidendo di abbandonarsi in un oblio che pian piano avrebbe spento la luce che Gabriel emanava. Quella luce che mi aveva aiutato e mi aveva fatto innamorare di lui.
"Noah, vedrai che andrà meglio."
La voce di mia sorella rimbombava nella quiete che regnava nel salotto. Wendy era seduta vicino a me, le sue piccole dita accarezzava con dolcezza il dorso della mia mano.
"Gabriel ritornerà da te e andrà tutto bene." Mormorò cercando di donarmi un po' di sollievo.
Mi era rimasta accanto tutte le sere, cercando di sollevarmi su di morale. Anche Eve e Ethan mi avevano fatto compagnia, ma era tutto inutile. Ero in pensiero per quel coglione che mi aveva escluso dalla sua vita in un momento così fragile.
"E se non ritornasse?" Sussurrai con voce tremante.
Non potevo darlo per scontato. Magari si sarebbe allontanato da me solo per paura di ferirmi. Se solo provava a scappare da me...lo avrei cercato ovunque, solo per pestarlo e urlargli quanto fosse stupido a privarsi del nostro amore.
"Ritornerà!" Esclamò seria tirandomi un pizzicotto sul fianco. "Gabri ti ama tanto tanto, lui non potrebbe mai fuggire da te!"
Non dissi nulla, mi limitai a fissare il vuoto.
"Tranquillo Noah, quando verrà da noi lo prenderò dalle orecchie e gli dirò che quello che ha fatto e da persone cattive!" Urlò alzandosi in piedi sul divano. "E poi... E poi lo abbracceremo e gli diremo che può piangere con noi. Così sarà meno solo."
Le sue parole mi strapparono un flebile sorriso. Amavo mia sorella più di ogni altra cosa.
La presi in braccio tenendola stretta a me mentre gli accarezzavo con delicatezza i capelli. "Hai ragione, grazie Wendy."
Le sue manine si aggrapparono ai miei fianchi. "Non ti preoccupare, ritornerà."
...
Stavo preparando il pranzo quando sentii il campanello suonare.
"Vado io!"
Wendy corse verso l'entrata, si mise in punta di piedi e aprì la porta.
Mi avvicinai a lei e quando lo vidi rimasi immobile al mio posto.
Notai subito i suoi occhi gonfi e rossi, il suo viso pallido e le occhiaie, segno che non aveva dormito neanche un po' in questi giorni.
Cercò di sorridermi e aprí la bocca per parlare, ma dalle sue labbra non uscì nulla, solo un flebile sospiro.
Wendy che era rimasta anche lei ferma a fissarci corse verso Gabriel. Iniziò a tirargli dei pugni sulle gambe, come se potesse fare davvero del male a quel biondino che la stava fissando con tristezza.
"Gabri, sei cattivo! Hai fatto piangere il mio Noah!"
Gabriel fece una smorfia, prendendo tra le braccia mia sorella.
"Lo so, sono stato un vero stronzo..."
La sua voce. Cazzo, quanto mi era mancata. Era più bassa e graffiante del solito, ma era lo stesso il suono più bello che io avessi mai sentito.
"Mi odiate?" Chiese con voce flebile.
"Hai fatto soffrire Noah," disse triste Wendy "ma anche tu sei stato tanto male, vero Gabri?"
Si irrigidì e i suoi occhi si posarono su di me. Annuí ma non disse nulla.
"Sai, Noah ha detto che tua nonna si trova insieme a mia mamma! Scommetto che loro sono diventate amiche, non devi preoccuparti sta bene!" Wendy posò le mani sul viso di Gabriel, togliendo via una lacrima che scivolò sulla sua guancia. "Ma se piangi da solo, saranno tutte e due tristi. E se scappi via anche io e Noah saremo tristi..."
"Hai ragione, mi dispiace. Sono stato uno stupido." Affermò stringendo mia sorella tra le sue braccia mentre i suoi occhi continuavano a penetrarmi l'anima.
Volevo correre tra le sue braccia, stringerlo a me e confortarlo, ma avevo paura che mi respingesse di nuovo. "Principessa, puoi lasciarci da soli?"
Wendy scesa dalle braccia del biondo, sorrise e corse di sopra.
Una volta soli, si creò uno strano silenzio attorno a noi.
Gabriel entrò finalmente in casa chiudendo la porta alle sue spalle. Si avvicinò di qualche passo, ma rimase lontano da me. "Insultami, picchiami se vuoi. Sono stato uno stronzo, non volevo ferirti eppure l'ho fatto lo stesso."
Deglutii. Come potevo avercela con lui quando stava passando letteralmente un periodo di merda. Da tutta la vita si sentiva il carnefice della morte dei suoi genitori e ora si dava la colpa anche per non essere stato accanto a sua nonna nei suoi ultimi attimi di vita. Si sentiva colpevole, quando in realtà lui era solo la vittima di un destino crudele.
"Sei un idiota!" Replicai avvicinandomi a lui "Non sai nemmeno quanto mi sei mancato! Quanto ho odiato non avere notizie di te, non poterti stare accanto e amarti come hai fatto tu con me."
"Mi dispiace..."
"Non scappare più da me Gabri," pronunciai debolmente "voglio essere con te nei momenti belli e assorbire un po' del tuo dolore nei momenti brutti. Voglio tenerti per mano e farti capire quanto tu sia speciale...Non sei solo, hai delle persone che ti amano e che vogliono aiutarti, quindi non ti privare di tutti loro, non rinchiuderti in te stesso. Tua nonna non lo vorrebbe."
Lo strinsi a me, sentendo il corpo di Gabriel tremare tra le mie braccia. I suoi singhiozzi riempirono il silenzio, le sue lacrime bagnavano la mia spalla. Accarezzai i suoi capelli morbidi, inspirai il suo profumo dolce e posai le mie labbra sul suo collo baciandolo dolcemente.
Vederlo in questo stato mi faceva male, ma dovevo essere forte per lui.
"Scusami Noah, scusami..."
Continuava a sussurrarlo per più volte e ogni volta che lo faceva sentivo il mio cuore spezzarsi per quanto fosse fragile Gabriel in quel momento.
"Non devi scusarti," asserii stringendolo a me "ricordi Gabri? Sei il mio posto sicuro, sempre."
"Per sempre." Replicò con fermezza.
E in quel momento ritornai a respirare.
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Nothing is as it seems
Storie d'amoreMolto spesso l'apparenza inganna, nascondiamo talmente bene i nostri scheletri, che scegliamo di vivere la nostra vita con una doppia faccia, fingendo che vada tutto bene. Noah dopo la morte della madre non riesce più a ritrovare la spensieratezza...
