NOAH
10 anni dopo...
Continuavo a fissare la mia figura allo specchio. Lo smocking blu mi stava scomodo, per non parlare della cravatta. In tutti questi anni non avevo ancora imparato ad annodarla.
"Sei un disastro Noah!"
Mi girai verso Wendy. I suoi capelli lunghi gli ricadevano fino alla vita, le labbra carnose erano colorate di un rosso acceso e il vestito aderente e viola gli dava un tocco più slanciato.
Era cresciuta così tanto, mi mancava la mia piccola peste. Ora avevo solo un diavolo che mi faceva perdere la testa ogni giorno con le sue avventure spericolate. Oh, per non parlare di quel Damien...
"Perché invece di insultarmi non mi aiuti tu?" sbuffai, avvicinandomi a lei.
Wendy sospirò, aiutandomi con la cravatta. "A proposito, io e Damien-"
"No."
Mi guardò male, imbronciandosi. "Non ho ancora detto nulla!"
"Hai ragione," mormorai "cosa volevi dirmi?"
"Ecco, Damien mi ha chiesto se potevo andare alla sua partita di calcio" sussurrò, cercando di convincermi con i suoi occhioni da cucciolo bastonato. "Posso venire a vederla?"
Sorrisi. "No."
Wendy mi fulminò con lo sguardo, tirandomi un pugno sulla spalla. "Perché? Tu adori quel ragazzo, è il tuo prediletto!" esclamò, con irritazione. "Ogni volta gli fai un sacco di complimenti: Damien di qua, Damien di là, è bravissimo e blah blah blah..."
Era vero, quel ragazzo era il migliore giocatore della sua squadra.
"Come suo allenatore è normale che lo ammiri, diventerà un grande calciatore se continua così" dissi, guardandomi nuovamente allo specchio. "Come uomo che ci prova con la mia sorellina, col cazzo. In più è troppo grande per te."
"Abbiamo solo due anni di differenza."
Roteai gli occhi. "Non importa. Se solo prova a sfiorarti, lo uccido."
"Ci siamo già baciati" bisbigliò, indietreggiando.
Mi voltai verso di lei, inarcando un sopracciglio. "Che hai detto scusa?"
"Niente!" esclamò, correndo via.
"Ripetilo, cosa avete fatto voi due?" Corsi verso di lei, ma il campanello mi bloccò sul colpo.
"Non pensare che sia finita qui signorina!" esclamai, dirigendomi verso la porta d'entrata.
Appena aprii, rimasi per qualche minuto a fissarlo.
Camicia blu sbottonata, le maniche alzate da cui sbucavano i tatuaggi sul braccio, e i pantaloni neri eleganti che fasciavano perfettamente le sue gambe.
"Vuoi attirare l'attenzione su di te?" chiesi, fissandolo accuratamente. "Sei troppo sexy, ruberai la scena agli sposi."
Rise, avventandosi sulle mie labbra.
"Ma ti sei visto?" mugugnò tra un bacio e l'altro. "Sei bellissimo Noah."
Arrossii, dopo tutti questi anni Gabriel riusciva ancora a farmi lo stesso effetto.
"Smettetela di scoparvi con lo sguardo, siamo in ritardo!" ghignò mia sorella a un passo da noi, con le braccia incrociate al petto. "Zia Andy è già lì con papà."
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Nothing is as it seems
Roman d'amourMolto spesso l'apparenza inganna, nascondiamo talmente bene i nostri scheletri, che scegliamo di vivere la nostra vita con una doppia faccia, fingendo che vada tutto bene. Noah dopo la morte della madre non riesce più a ritrovare la spensieratezza...
