44

522 29 9
                                        



ETHAN


Mi risvegliai lentamente dal mio stato di trance, accorgendomi solo ora di essere rimasto lì, imbambolato a fissare Zayn. Non mi ero nemmeno accorto di aver lasciato scivolare la palla dalle mani, ormai dimenticata nell'angolo del campo. 

La mia mascella era contratta per colpa della frustrazione che mi stava consumando in quel preciso momento. Un sorriso carico d'irritazione si insidiò sulle mie labbra e con un movimento brusco scrollai la sua mano dalla mia spalla. Ero un fascio di nervi, ma cercai di restare calmo. "Come mai oggi non mi eviti? Sai, eri bravo a farlo."

Per un attimo mi era sembrato di vedere un'espressione dispiaciuta sul suo viso, ma subito dopo, come se nulla fosse successo, la sua risata si fece largo nel silenzio. I suoi occhi brillavano di divertimento e i suoi capelli venivano scompigliati dal vento. "Che c'è Ethan? Ti sono mancato?"

Lo fulminai con lo sguardo mentre stringevo i pugni con forza, sentendo le unghie perforarmi la pelle. "Smettila con le stronzate!"

La sua risata si placò, il suo viso ritornò serio e le sue labbra si serrarono in una linea dritta.

"Non hai nulla da dire?" Sussurrai guardandolo dall'alto in basso. "Fingerai che non sia successo nulla tra noi? Eliminerai quel bacio con tanta leggerezza? Sul serio Zayn!"

Fece un passo verso di me. "Cosa vuoi che ti dica? Non era nulla di speciale."

Mi irrigidii. "Niente di speciale? Vuoi dirmi che non hai sentito nulla!?"

"Esatto" Mormorò con serietà. Il suo corpo ormai a un centimetro dal mio.

"Menti," sibilai con furia "altrimenti non mi avresti evitato in questi giorni."

"Non sto mentendo, ero solo in imbarazzo. Ethan, quel bacio era uguale a tutti gli altri, insignificante."

"Insignificante?" Lo spinsi. "Allora dimostramelo!"

Zayn barcollò all'indietro. La sua testa abbassata sull'asfalto e la sua risata che aleggiava di nuovo tra di noi.

Non ci capii niente. In pochi secondi si avventò su di me, posando la sua mano sulla mia nuca e stringendo con foga i miei capelli.

"D'accordo, come vuoi tu." Mormorò con un filo di voce a pochi millimetri dalla mia bocca. E poi, senza esitazione, le sue labbra si schiantarono contro le mie.

Lo spinsi contro di me, i miei polpastrelli si conficcarono nei suoi fianchi. Avevo paura che da un momento all'altro scomparisse di nuovo.

I suoi denti sfiorarono il mio labbro inferiore mordendomi. Mi strappò un gemito e in quel momento ne approfittò per far scontrare la sua lingua contra la mia, intrecciandosi in una lotta piena di desiderio e rabbia. 

Volevo continuare all'infinito ma Zayn, come se avesse capito il mio pensiero, mi punì staccandosi dalle mie labbra e allontanandosi dal mio corpo con estrema tranquillità.

"Forse hai ragione. Ho mentito." La sua voce bassa mi stava perforando il petto. "Ma questo non cambia il fatto che tra noi non ci sarà mai nulla."

Si voltò come se nulla fosse, lasciandomi da solo.

Lo guardai andarsene via e sorrisi debolmente. "Forse Noah aveva ragione..."



...



EVE


Ero seduta sulle tribune, gli occhi fissi su Luca che, assieme agli altri, era schierato sul blocco di partenza.

Quando il colpo di pistola risuonò nell'aria, i nuotatori si tuffarono in acqua in sincronia e io trattenni il respiro per colpa dell'ansia.

Seguii con lo sguardo Luca. I suoi muscoli erano contratti, i movimenti fluidi e veloci. Era in testa.

Il battito del mio cuore sembrava sincronizzato al ritmo delle sue bracciate. Strinsi le mani sul cornicione mentre urlavo il suo nome con forza senza nemmeno accorgermene. 

Quando sentii due ragazze ridere di me, arrossii. Ma continuai a farlo, fregandomene dell'opinione degli altri.

Le mie urla si mischiarono alle voci degli altri spettatori e sorrisi quando notai che stava per arrivare al traguardo.

"Quindi ora stai con lui?"

Quando sentii la sua voce, mi bloccai. Il mio volto ritornò serio e mi voltai verso Michael.

"T-tu, perché sei qui?"

Sorrise divertito. "Sono venuto a vedere un amico. Ma Eve, non mi hai ancora risposto. Stai con quel coglione?"

"Non sono affari tuoi." Dissi con rabbia, puntando di nuovo lo sguardo verso Luca.

Aveva vinto. Gli stavano porgendo la medaglia, ma il suo sguardo era puntato su di me. O meglio, su Michael.

Il suo allenatore si stava avvicinando a lui per congratularsi, ma lui lo scansò. Con passo svelto e con le spalle tese si avvicinò agli spalti.

Appena arrivò da noi, la sua mano si scagliò contro la felpa di Michael. I suoi occhi erano scuri e il suo respiro era affannato. "Cosa ti avevo detto l'altra volta, eh?"

Michael non rispose.

"Forse devo rammentarti il mio discorso." Lo spinse via con rabbia, allontanandolo da me. "Ti avevo detto che se solo ti fossi riavvicinato a lei, ti avrei tagliato sia le mani che la lingua."

Attorno a noi c'era il silenzio più assoluto. Tutti si erano ammutoliti a fissare la scena.

Michael deglutì. "Stai farneticando."

Luca sorrise senza emozioni. "Ti do cinque secondi." Sussurrò avvicinandosi nuovamente a lui. "Se non sparisci dalla mia vista entro il limite stabilito, scoprirai se sto bluffando o meno."

Non se lo fece ripetere due volte. Michael lanciò un ultimo sguardo carico di rabbia e vergogna, poi se ne andò via, come il codardo che era sempre stato.

Luca lo fissò fin quando non lo vide sparire oltre la soglia dell'uscita. Solo allora i suoi occhi scuri si posarono su di me e si rilassarono appena. Si avvicinò con calma, posando le sue mani forti e fredde sulle mie spalle. Era ancora mezzo nudo e le goccioline d'acqua ricadevano lentamente sui suoi muscoli tesi.

"Tutto bene?"

Annuii, ma c'era una cosa che non mi era chiara. "Come fai a conoscere Michael?"

Luca sospirò fissandomi con intensità. "Qualche settimana fa l'ho sentito parlare con un suo amico di te. So di aver esagerato, sei brava a difenderti e non hai bisogno di me. Ma quando ho visto il tuo sguardo e il suo sorriso da rimbambito...giuro non ci ho più visto nulla. Non volevo metterti in imbarazzo o farti arrab-"

Non gli diedi il tempo di finire la frase. Lo strinsi a me e lo baciai. Lo sentii ridere contro la mia bocca, prima di ricambiare il bacio con una foga che mi fece tremare le ginocchia.

"Deduco che non sei incazzata con me." Sospirò contro le mie labbra.

"No," sorrisi mentre gli sfioravo il viso con la punta delle dita "in realtà mi è piaciuto vedere lo sguardo spaventato di Michael."

Rise e il mio cuore perse un battito.

"Sei fantastica, lo sai?" Bisbigliò stringendomi con dolcezza a sé, mentre la sue dita si intrecciarono tra i miei capelli. "Ma a quanto pare stiamo dando spettacolo." Aggiunse con un tono divertito.

Alzai lo sguardo e mi accorsi che ci stavano guardando tutti con curiosità.

"E ti interessa quello che pensano?"

Mi baciò la fronte, un gesto così intimo e dolce. Era uno dei gesti che preferivo in assoluto, mi trasmetteva un senso di pace e protezione che non avevo mai trovato in una relazione. "Per niente." 

Nothing is as it seemsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora