NOAH
Sentire le labbra di Gabriel affondare nelle mie era una sensazione unica. Amarlo ed essere amato da lui era la migliore cosa che mi era capitata nella vita. Sentivo come se il mondo andasse finalmente nel verso giusto. Io e lui, esistevamo solo noi in quel momento.
Sentii la sua mano accarezzarmi i capelli mentre l'altra mano si appoggiò sulla mia maglietta, infilando la mano sulla mia pelle nuda. "Che ne dici se ci facciamo un bel bagno?" Mi chiese all'improvviso staccandosi dalle mie labbra.
Mi avvicinai a lui baciandolo ancora, non potevo stare senza quel tocco, era irresistibile. "Con questo freddo? Non scherzare, non ho nemmeno il costume." Mormorai a un millimetro dalla sua bocca.
Rise guardandomi negli occhi, quei smeraldi che ormai occupavano la mia mente ventiquattro ore su ventiquattro. "Ti scaldo io Noah, fidati di me."
Si staccò dal mio corpo e iniziò a spogliarsi ridendo come un bambino. Corse verso l'acqua e si buttò senza esitazione. Lo seguii incerto, mi tolsi i vestiti rimanendo in boxer e lo raggiunsi.
L'acqua era gelida, eppure Gabriel continuava a sorridere e nuotare come se nulla fosse. Si avvicinò a me e mi strinse nelle sue braccia.
"Stai meglio?" Mi chiese stringendomi di più a sè.
Annuii sentendo il suo fiato sul mio viso e le sue mani calde che mi tenevano schiacciato contro il suo petto. "Non so perché seguo le tue pazzie, sto perdendo la testa per colpa tua."
"Perché mi adori," sussurrò al mio orecchio mordendomi il lobo "giusto?"
Sospirai sorridendo. "Giusto..."
"Sai Noah, ci sono ancora molte cose che odio di me stesso. Ho ancora molti problemi da affrontare e risolvere...Ma con te, qui al mio fianco, penso che potrei diventare una persona migliore, a distruggere ogni barriera e ogni conflitto interiore che mi sono creato." La sua mano scivolò sul mio collo spingendomi contro il suo viso. Lo guardai mentre si passava la lingua tra le labbra e sorrideva come se avesse davanti la cosa più bella di questo mondo. "Grazie a te, forse potrò sentirmi di nuovo vivo..." Si impossessò di nuovo della mia bocca, la mano che teneva sul collo si spostò sul mio viso accarezzandomi dolcemente.
Il bacio era così intenso e allo stesso tempo così dolce e affettuoso, Gabriel mi morse il labbro inferiore mentre la sua lingua si intrecciò con la mia. Avvolsi le mani sulle sue spalle e continuai a baciarlo come se fosse l'unica cosa che poteva tenermi in vita in quel momento. Quando ci staccammo, iniziammo ridere come due coglioni, con il fiato corto e le labbra rosee.
"È meglio se usciamo dall'acqua..." Sussurrò baciandomi la fronte. "Altrimenti ci verrà un bel raffreddore domani."
Approvavo la sua idea e lo seguii fuori. Guardai Gabriel che toglieva dallo zaino un asciugamano e si avvicinava a me, passandomelo con delicatezza tra i capelli, appoggiandolo subito dopo sul mio corpo.
Lo guardai in silenzio mentre posava il telo sulla sabbia e tirava fuori dal cesto un paio di bibite e una torta al cioccolato. "L'hai fatta tu?"
Gabriel annuì sedendosi con le gambe divaricate sul telo. "Vieni, qui. Ti terrò al caldo."
Mi avvicinai a lui sedendomi in mezzo. Le sue braccia mi avvolgevano la vita e il suo viso si appoggiava sulla mia spalla, solleticandomi il viso con i suoi capelli biondi. "Mi fai impazzire lo sai? Sei l'unico con cui provo tutte queste sensazioni e sentimenti che non ho mai provato in vita mia."
Arrossii "Anche per me è la stessa cosa. Sono felice di averti incontrato..."
Lo strinsi a me guardando il cielo, notai una lanterna che svolazzava in cielo seguita subito dopo da un'altra e un'altra ancora. Le lanterne stavano riempiendo il cielo stellato sopra di noi.
Sentii Gabriel muoversi dietro di me per poi tirare fuori due laterne e un pennarello. "Tieni. Scrivi sulla lanterna un desiderio o qualcosa che vuoi che si avveri, poi insieme faremo volare le lanterne in cielo."
Mi alzai di colpo allontanandomi da lui. "Bene, ma dovrà essere un segreto, quindi non sbirciare! Capito?"
Alzò le mani in aria in segno di resa. "Va bene." Rise, guardandomi con attenzione.
Mi girai intento a pensare attentamente a quello che potevo scrivere. Avevo molti sogni, e desideri che volevo si avverassero per il mio futuro...un futuro che ormai vedevo insieme a Gabriel.
Sentii un telefono squillare ma non ci feci caso, troppo impegnato a pensare al mio desiderio. Rimasi per qualche secondo fermo a scrivere sulla lanterna.
"Ho fatto!" Dissi girandomi verso di lui, eppure quello che vidi mi bloccò sul posto.
Gabriel aveva gli occhi lucidi e la mano che teneva il telefono tremava impercettibilmente.
"Ehi...cos'è successo?" Domandai avvicinandomi lentamente a lui. Non si muoveva, sentivo il suo fiato appesantirsi e i suoi occhi fissavano il vuoto. Mi avvicinai a lui posandogli le mani sulle spalle. "Amore, mi stai facendo preoccupare."
Indietreggiò di qualche passo togliendo le mie mani come se fosse spaventato da me. Fece scivolare il telefono sulla sabbia e lo vidi crollare per terra e appoggiarsi una mano sul petto...il suo volto era rigato dalle lacrime e sembrava stesse per avere un attacco di panico da un momento all'altro.
Corsi verso di lui, inginocchiandomi e prendendogli il viso tra le mani. "Guardami negli occhi, sono io Noah!" Sussurrai cercando di ottenere la sua attenzione. "Ti prego, cerca di calmarti e ascolta la mia voce...Dimmi chi era al telefono, cosa ti ha detto!?"
"Noah," finalmente mi guardò negli occhi e mi abbracciò con foga e bisogno. "D-dobbiamo andare, m-mia nonna..."
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Nothing is as it seems
RomanceMolto spesso l'apparenza inganna, nascondiamo talmente bene i nostri scheletri, che scegliamo di vivere la nostra vita con una doppia faccia, fingendo che vada tutto bene. Noah dopo la morte della madre non riesce più a ritrovare la spensieratezza...
