Nei giorni che seguono, non gli rivolgo più la parola.
Non è una decisione.
È un riflesso.
Una necessità.
Ogni volta che sento il suo passo nel corridoio, mi irrigidisco.
Ogni volta che entra in una stanza, esco.
Alle lezioni parlo solo quando costretta, senza guardarlo negli occhi.
Quando mi sfiora — perché a volte lo fa, come se volesse ricordarmi che può — indietreggio di un millimetro, appena, ma abbastanza da fargli capire.
E Riddle... Riddle non dice nulla.
Non subito.
Mi osserva.
Sempre.
Con quella pazienza innaturale che mi fa più paura della sua ira.
Come se stesse aspettando che io ceda.
Non cedo.
Non più.
Un pomeriggio, dopo le lezioni, sto camminando verso la mia stanza.
Mi brucia la gola dal silenzio.
Mi fanno male le spalle per quanto sono tese da giorni.
Apro la porta.
Lui è dentro.
Seduto sulla mia poltrona, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Le mani intrecciate, gli occhi fissi su di me.
Mi blocco sulla soglia.
Non dico niente.
Nemmeno un respiro più forte del necessario.
Passo accanto a lui senza guardarlo e mi dirigo verso l'armadio.
La sua voce arriva bassa, controllata, ma percorsa da qualcosa che vibra.
«Mi stai ignorando.»
Silenzio.
Apro l'armadio.
Prendo un libro.
Lo apro senza guardarlo.
«Elisabeth.»
Non rispondo.
Penso che se parlo, scoppierò.
Se lo guardo, crollerò.
Se torno da lui, morirò un pezzo alla volta.
Sento una scarica di magia attraversare la stanza, come se l'aria si stringesse.
«Non sei autorizzata a ignorarmi.»
La sua voce è un ordine.
Mi siedo sul letto.
Fingo di leggere.
Un secondo.
Due.
All'improvviso, il libro mi viene strappato dalle mani e vola via, sbattendo contro il muro.
Mi alzo di scatto, spaventata.
Lui è già davanti a me.
Non so come abbia fatto.
Mi afferra il mento con una fermezza che non avevo mai visto prima — neppure nelle sue serate peggiori.
«Vuoi farmi arrabbiare?» sussurra.
Ha gli occhi neri come la notte.
«Vuoi davvero vedere cosa succede quando mi porti al limite?»
Deglutisco.
Non parlo.
Lui mi guarda come se stesse cercando di capire dove mi sono nascosta.
Dove sono finita.
Perché non rispondo più come prima.
La sua voce scende di un'ottava.
«Ti sto avvertendo, Elisabeth.»
Ancora silenzio.
Un lampo di pura furia gli attraversa gli occhi.
E allora succede.
La magia esplode dal suo corpo come un'onda invisibile.
Mi colpisce allo stomaco.
Non con dolore — con qualcosa di peggio.
Un'energia strana, intensa, come se qualcuno mi avesse aperto la mente con le mani.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
