Il tempo scorre in modo strano, da quando sono sposata con lui.
I giorni si piegano uno sull'altro, come pagine di un libro che qualcuno sfoglia troppo in fretta.
Matheo cresce velocemente — troppo velocemente — e questo rende tutto ancora più surreale.
Durante la settimana vive a Villa Lestrange, con sua madre e Rodolphus.
Lì ci sono regole ferree, imposizioni, rituali oscuri e un'educazione rigida che Tom pretende per il suo erede.
Nel fine settimana invece viene portato a Villa Riddle.
E io mi preparo sempre ore prima, anche quando non dovrei.
Non so bene se sia per lui o... per me.
È sabato mattina quando lo vedo entrare nel salone.
Ha meno di un anno, ma parla in modo sorprendentemente chiaro.
Ha occhi neri e intensi come quelli del padre, ma quando mi vede... si illuminano.
«Liz!» strilla, correndomi incontro con quei passetti ancora goffi.
Mi chino subito, aprendo le braccia.
«Ehi, piccolo... vieni qua.»
Mi si lancia addosso e ride.
Una risata vera, rotonda, che sembra sciogliere per un attimo il gelo dell'intera villa.
Lo prendo in braccio e lui mi accarezza la guancia con una manina calda.
Per lui sono solo... la persona che gli vuole bene.
E io... gli voglio bene davvero.
Più di quanto avessi previsto.
Più di quanto dovrei.
Il mio segreto — la gravidanza — pesa tra le costole come una pietra, ogni singolo giorno.
Ma non posso ancora dirlo.
Non finché non capisco come reagirà Tom.
Non finché non capisco cosa significa essere madre di un figlio suo.
Tom arriva più tardi.
Il suo passo è impeccabile, regale, il mantello scivola sul pavimento come un'ombra viva.
Io sto mostrando a Matheo un libro illustrato babbano — nascosto ogni volta che Tom entra — e il bimbo ride a una figura colorata.
Il sorriso gli muore quando vede suo padre.
Tom lo guarda come si osserva un esperimento riuscito a metà.
Freddo.
Valutante.
Impaziente.
«Saluta tuo padre» gli dico piano, per incoraggiarlo.
Matheo obbedisce subito.
«Papà!»
Tom annuisce appena.
Per lui è già troppo.
Il bambino tende le braccia.
Vuole essere preso.
Vuole affetto.
Vuole... un padre.
Tom si irrigidisce.
«Non ora.»
Matheo abbassa le braccia, mordendosi il labbro.
E io sento il cuore spezzarsi, come ogni volta.
Lo stringo piano.
«Va tutto bene, tesoro.»
Gli occhi del piccolo si fanno lucidi, ma non piange mai davanti al padre.
Lo ha già imparato.
Quando finalmente Tom si volta verso di noi, la sua voce è bassa, ammonitrice.
«È troppo... attaccato a te.»
Gli rispondo con calma.
«È un bambino.»
Lui mi guarda come se avessi detto una follia.
«I bambini devono essere temprati, non coccolati.»
Mi sale un'ondata di rabbia, ma la trattengo.
Per Matheo.
E... per il mio segreto.
«Tom, lui ha bisogno di affetto. Non diventerà debole per questo.»
Gli occhi del Signore Oscuro brillano di un fastidio sottile.
È un limite che non ama le mie opinioni.
È un limite che oltrepasso sempre più spesso.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
