Lo capisco subito che qualcosa è cambiato.
Nei giorni successivi lui mi tocca più spesso.
Mi cerca.
Mi desidera.
Non con la furia cieca di prima, ma con una calma tesa, concentrata, quasi... affamata.
Ogni volta che restiamo soli, mi prende tra le braccia come se non riuscisse a farne a meno.
Mi bacia contro i muri, sul divano, negli angoli nascosti della biblioteca.
A volte mi solleva e mi stringe a sé senza dire una parola, come se il contatto fosse l'unico modo per respirare.
E quando finiamo tra le lenzuola — o sulla scrivania, o nella vasca — il mondo si spegne e rimane solo lui, solo noi, solo quel legame sconvolgente e proibito.
Non entro nei dettagli, perché quello è nostro.
È privato.
È troppo intenso per essere messo in parole.
Ma so che lui non mi aveva mai "amata" così.
E so che questo lo spaventa più di qualsiasi incantesimo proibito.
Mi sveglia una convocazione.
Un richiamo freddo, magico, che attraversa tutto il castello.
Riddle non è nel letto.
Non so da quanto.
Mi vesto di fretta, scalza, e seguo le luci che si accendono da sole mentre avanzo verso la sala da ballo.
La porta è spalancata.
E dentro... c'è tutta la mia classe.
I miei compagni.
Sporchi, magri, terrorizzati.
Wendy stringe le mani al petto, due ragazze piangono, un ragazzo barcolla.
Li guardo, mi tremano le ginocchia.
Riddle è in piedi al centro della sala.
Elegantissimo.
Immobilissimo.
Con un'espressione che non gli ho mai visto.
Freddo.
Perfetto.
Senza neanche una crepa.
Mi vede sulla soglia.
E sorride.
«Finalmente, Elisabeth.»
Non riesco a muovermi.
La voce mi tradisce: «Perché... perché sono qui?»
Lui mi guarda come se la risposta fosse ovvia.
«Perché tu mi ami.»
Il sangue mi gela.
«E io voglio che tu smetta.»
Si volta verso i miei compagni.
Alza la bacchetta.
«Avada—»
«NO!» una voce mi esplode dalla gola, ma è inutile.
«—Kedavra.»
La luce verde illumina la sala come un lampo.
Uno.
Due.
Tre.
Io urlo.
Mi muovo per istinto, ma non arrivo nemmeno a un passo: un incantesimo invisibile mi blocca, mi incatena in aria.
«TI PREGO! SMETTI!»
Riddle continua.
Metodico.
Silenzioso.
Come se stesse facendo un lavoro necessario.
Ogni volta che un corpo cade, lui mi guarda.
Non loro.
Me.
È per me.
Per farmi soffrire.
Per farmi odiarlo.
Per farmi rinnegare ciò che provo.
«Perché?» singhiozzo, la voce spezzata. «Perché mi fai questo?»
Lui abbassa la bacchetta, la sala piena di silenzio e morte.
Cammina verso di me.
Lento.
Impeccabile.
Come se niente fosse successo.
Quando arriva davanti a me, mi accarezza la guancia con una delicatezza che mi lacera l'anima.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
