Nei giorni seguenti la vita scorre in una calma strana, tesa, quasi sospesa.
Io continuo le mie lezioni, lui le sue riunioni interminabili, le sparizioni improvvise, le strategie che non vuole condividere con nessuno.
La casa rimane enorme e silenziosa, piena di corridoi che sembrano osservarti mentre passi.
E poi c'è lei.
Bellatrix.
La prima volta che mi ferma lo fa nel corridoio che porta alla biblioteca. Io ho ancora un libro in mano, la testa piena di appunti, e lei mi si piazza davanti con un sorriso che è tutto denti e follia.
«La piccola principessa babbana studia?» canticchia.
Mi si avvicina troppo.
Sento l'odore acre della sua magia, della rabbia, del veleno.
«Fai il tuo bravo lavoro,» tento di dire con calma. «E io farò il mio.»
La sua espressione cambia.
Si fa vuota.
Pericolosa.
La maledizione arriva senza avvertimento.
Una scarica di dolore, bruciante, che mi attraversa la schiena come un fulmine.
Cado in ginocchio, il libro che mi scivola dalle mani, il fiato mozzato.
«Non sei niente,» sibila.
«Niente. Lui ti usa. Ti getterà nel momento in cui si stancherà di te.»
La seconda volta è peggio.
Mi prende in un angolo delle scale.
Mi stringe il polso così forte da farmi quasi urlare.
Mi sussurra cose che non dovrei sentire.
Mi fa un taglio piccolo, preciso, sulla spalla — "un ricordo", lo chiama.
La terza volta...
La terza volta perde il controllo.
Mi colpisce con una maledizione che mi toglie il respiro.
Mi sento rimbalzare contro la parete, la vista che si sfoca, il sapore di sangue in bocca.
E lei ride.
Ride come se fosse un gioco.
«Stai lontana da lui,» ringhia.
«È MIO.»
E mi sta per colpire di nuovo quando la porta del corridoio esplode.
Lui arriva come un temporale.
Non ho mai visto Voldemort così.
Non Tom.
Voldemort.
Il silenzio si spacca.
La sua magia riempie l'aria come una tempesta.
Bellatrix si pietrifica, gli occhi spalancati, il fiato corto.
«Esci.»
Una parola sola.
Gelida.
Micidiale.
«Mi—Mio Signore... io...»
«Ho detto. Esci.»
Non urla.
Eppure la sua voce è più mortale di qualsiasi incantesimo.
Bellatrix indietreggia a passi incerti, lo guarda come se il mondo le fosse appena crollato addosso, poi sparisce, trascinata via dall'ombra.
La casa intera sembra trattenere il fiato.
Io rimango a terra, tremante, il cuore che batte ovunque tranne dove dovrebbe.
Lui si avvicina a me piano, come se avesse paura di spezzarmi.
Si inginocchia.
«Elisabeth.»
È Riddle, adesso.
Solo Tom.
Mi sfiora il viso con una delicatezza che mi fa quasi piangere.
«Non ti toccherà mai più.»
La sua voce è un giuramento.
Un avvertimento.
Una promessa.
Mi prende tra le braccia e mi solleva, ignorando il sangue, il tremito, il respiro spezzato.
E mentre appoggio la testa contro il suo petto, con ancora il sapore della paura addosso, so una cosa con certezza assoluta:
Bellatrix Lestrange è viva solo perché lui lo permette.
E da oggi... non metterà più piede in questa casa.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
