Mi sveglio lentamente, avvolta in un calore morbido, il corpo ancora languido, rilassato... e felice.
È una sensazione così strana, così dolce, che per un istante non capisco neppure dove sono.
Poi sento un respiro profondo contro la mia schiena.
Una mano pesante, calda, abbandonata sulla mia vita.
Un petto forte premuto contro le mie spalle.
E tutto torna.
La notte.
Lui.
Noi.
Mi volto piano, cercando di non svegliarlo — anche se so che lui, in realtà, non dorme mai davvero.
E infatti, quando sollevo appena lo sguardo, lo trovo con gli occhi aperti.
Sta guardando me.
Non parla.
Non subito.
Mi osserva soltanto, con quell'espressione che nessun altro al mondo vedrà mai: morbida, disarmata, come se nel dormiveglia gli fosse scivolata via qualsiasi maschera.
«Buongiorno...» mormoro, con una voce talmente leggera che mi sorprende.
Un angolo della sua bocca si solleva.
Non un sorriso vero — lui non sorride — ma qualcosa che gli somiglia, la sua versione imperfetta di affetto.
«Hai dormito,» dice piano, come fosse un miracolo.
«Con te sì,» rispondo senza pensare.
La sua mano scivola sulla mia schiena nuda, seguendo la curva della colonna vertebrale con una lentezza intenzionale.
Un brivido mi percorre tutta.
«Ti ho tenuta sveglia fino all'alba,» mormora, la voce roca.
Arrossisco.
Ricordo tutto troppo bene.
«Non mi lamento.»
Gli sfioro il petto con la punta delle dita, i suoi muscoli si tendono per un istante.
Lui si solleva appena su un gomito, inclinando il viso verso il mio.
Mi bacia la fronte, un gesto che nessuno immaginerebbe mai appartenergli.
Poi passa a un bacio lento, caldo, sulle labbra.
«Oggi è Natale,» dice contro la mia bocca.
Sbatto le ciglia. «È vero...»
«La tua famiglia è già sveglia,» aggiunge con un'ombra di ironia. «La nonna pretende il tè caldo. Ho dovuto minacciare un Mangiamorte perché glielo portasse subito.»
Scoppio a ridere — ridere, davvero — e lui mi guarda come se quel suono valesse più di tutto il resto.
«Tra poco scenderemo,» aggiunge. «Ma...»
Le sue dita risalgono la mia gola, delicate.
«Volevo vederti così prima. Appena sveglia. Felice.»
Mi mordo il labbro.
«Lo sono,» dico. «Per davvero. Con te.»
Per un istante, nei suoi occhi passa qualcosa di pericoloso, quasi dolente — come se quello che provo fosse un dono troppo grande, troppo fragile da toccare.
Poi mi tira a sé, stringendomi contro il suo petto.
«Non sai quanto... quanto questo mi complichi la vita.»
La sua voce è bassa, cruda.
«Ma non posso farne a meno. Non più.»
Chiudo gli occhi e gli respiro addosso, il cuore che batte forte e calmo allo stesso tempo.
Sono innamorata di un mostro.
E stamattina, tra le sue braccia, è la cosa più naturale del mondo.
Quando scendiamo nel salotto privato — ancora in pigiama, ancora con i capelli spettinati dalla notte — lui mi fa sedere sul divano, senza dire nulla.
Ha un'aria strana.
Controllata, sì... ma anche attenta, come se stesse portando in mano qualcosa di delicatissimo.
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Riddle's: A Strange Love
FanfictionRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
