I preparativi iniziano il giorno dopo, come se tutto il mondo dovesse cambiare forma solo perché lui lo ha deciso.
La villa si riempie di elfi, maghi, stoffe, cataloghi di abiti, pergamene fluttuanti con liste infinite: ospiti, rituali, disposizione dei tavoli, sigilli di sangue.
È un turbine costante, quasi soffocante.
Eppure... io mi sento incredibilmente leggera.
Sarà perché dentro di me c'è un segreto che mi scalda, che cresce, che mi rende più coraggiosa di quanto sia mai stata.
Suo figlio intanto è tornato a Villa Lestrange, con Bellatrix e il marito Rodolphus.
Tom ha deciso così:
"Il bambino deve crescere con disciplina. Non qui."
Io l'ho accettato, anche se il piccolo mi manca.
È meglio, per ora.
Un pomeriggio lo raggiungo nel suo studio, dove sta rivedendo la lista degli invitati. La luce delle candele illumina il suo profilo, severo e bellissimo.
«Tom?»
Lui alza lo sguardo, come se avesse percepito la mia presenza prima ancora della mia voce.
«Dimmi, Elisabeth.»
Mi avvicino piano. Lo stomaco mi si stringe.
«Vorrei invitare la mia famiglia per... per dirglielo. Di persona.»
Lui chiude la pergamena.
Per un attimo ho paura che dica no. Che li consideri un ostacolo, un rischio, un'inutile debolezza.
Invece, sorprendentemente, annuisce.
«Verranno,» dice semplicemente. «Sono la tua famiglia. E presto saranno anche la mia.»
Mi si scalda il petto in un modo che non so descrivere.
Mi avvicino ancora. Lui allunga un braccio come se fosse un gesto naturale, inevitabile, e mi tira sulle sue ginocchia.
«Hai paura della loro reazione?» mi chiede, sfiorandomi il fianco con un pollice.
Io sospiro. «Sì. Ma voglio guardare mia madre negli occhi mentre le dico che mi sposo. Che... che sono felice. Davvero felice.»
La sua mano scivola dietro la mia nuca e mi obbliga a guardarlo.
«Non devi avere paura di niente. Non finché ci sono io.»
Mi bacia. Lento, profondo, sicuro.
Mi sento perdere il fiato.
I giorni successivi scorrono veloci.
E poi arriva il giorno in cui la mia famiglia arriva alla villa.
Sono emozionata. Tremante.
Lui mi tiene la mano mentre aspettiamo alla base della grande scalinata.
«Respira,» mi mormora. «Sono qui.»
Quando vedo mia madre, mio padre, le mie zie e mia nonna entrare... mi si scioglie il cuore.
Mi corrono incontro, increduli per tanta eleganza, per tanta magia.
E io, finalmente, posso dirlo.
«Mi sposo.»
La mia voce trema.
La loro pure.
E Tom è lì, dietro di me, una mano sulla mia schiena e un lampo di orgoglio negli occhi.
Mia madre è la prima a reagire.
Si porta una mano alla bocca, come se stessi annunciando la mia condanna a morte.
«Elisabeth... no. No.» Il suo sussurro è spezzato.
Mio padre diventa paonazzo.
Strizza gli occhi, come se volesse vedere oltre le apparenze.
«Questo è uno scherzo, vero? Dimmi che è uno scherzo.»
Io deglutisco.
Mi prendo il coraggio che mi rimane e stringo la mano di Tom.
«Non è uno scherzo. Io... lo amo.»
Mia nonna fa un passo indietro, come se la parola "amore" fosse una bestemmia.
«Ti ha rapita! Sei scomparsa! Ci hanno detto che eri morta!»
La sua voce vibra.
«E ora... ora ti vuoi sposare con lui? Con Lui?»
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Riddle's: A Strange Love
FanfictieRiddle's: a strange love (1) Rapita da Tom Riddle, Elisabeth è intrappolata tra paura e desiderio, in un mondo di magia oscura e segreti pericolosi. Amore, passione e inganni si intrecciano mentre lotta per proteggere chi ama e sopravvivere.
