Capitolo 17

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"Odio interrompere il vostro momento ma dobbiamo fare qualche domanda a vostra figlia."


Alzai gli occhi e incontrai uno sguardo freddo come il ghiaccio.
Una donna giovane dopo aver mostrato il suo distintivo si era fatta avanti per parlare con me.

"Sono la detective Keana Issartel, e mi occuperò del suo caso signorina Cabello, le chiedo di seguirmi."

-Certo.-
Nel modo in cui si rivolse si fece quasi sentire diffidente e questa non era una cosa positiva.
Sospettava già di me?
Guardai un ultima volta la mia famiglia e le mie amiche prima di seguire la detective verso una stanza del commissariato.
L'interno era spoglio, trovai solo un tavolo con una sedia e un poliziotto appoggiato al muro che mi rivolse un cenno del capo. Quel posto mi ricordava lo studio che aveva ospitato le mie sedute con Lauren.
Nessuna cosa che lo caratterizzasse se non per le persone al suo interno.

"Si sieda le faremo solo qualche domanda."
Preparai la mia mente mentre mi posizionavo di fronte alla donna che mi avrebbe interrogato.
Dovevo sembrare convincente in quello che dicevo, anche il mio comportamento avrebbe avuto un ruolo decisivo.
Non mi sarei mai immaginata che un giorno avrei usato le mie conoscenze, gli studi fatti per un piano di una criminale folle.

"Potrebbe raccontarmi cos'è successo? Si ricorda qualcosa in particolare?"
Ripetei tutto quello che avevo detto alle mie amiche la mattina stessa cercando di intuire i pensieri della detective dai suoi comportamenti e sguardi.
A sua volta lei mi osservava attentamente con un espressione facciale indecifrabile.
Chi avrebbe vinto in questo gioco di interpretazioni?

"Cosa accadde la stessa notte?"

-Cercavo aiuto... Almeno ci provavo. Presa una moto della polizia provai a contattare i soccorsi. Non funzionava.-

"Non sei riuscita a contattarli?"

-No, ma credevo fosse una questione di segnale così accessi la moto per allontanarmi dall'Asylum. Raggiunto il ponte pensai di risolvere tutto ma...-
Guardai verso il basso come se mi fosse difficile ricordare quegli eventi e ne approfittai anche per non incrociare lo sguardo freddo e risoluto di Keana Issartel.

-Delle persone armate mi hanno fermata impedendomi di scappare.-

"Gli uomini di Lauren Jauregui..."
Riuscii a percepire una nota di astio nelle sue parole, come se provasse un odio personale verso la criminale.

'Keana Issartel chi sei veramente?'

Probabilmente era la solita questione di ossessione: detective di tutto lo Stato cercavano con disperazione di trovare il minimo indizio che avrebbe portato sulla strada giusta per catturare la criminale che governava indisturbata sulla città.
O almeno credevo.

-Forse lei si voleva vendicare, catturandomi e facendo di me chissà che cosa...-
Tra le mie parole trasparì il disprezzo, Keana annuì pensierosa e continuai la farsa cercando di sembrare più convincente possibile.

"Eri cosciente? Come hai fatto a tornare a casa?"

-Mi hanno colpito al capo prima che potessi tentare una fuga e quando mi sono svegliata ero in uno strano edificio. Mi hanno anche buttata a terra come se fossi pattumiera procurandomi questo livido.-
Mentre tiravo su la maglia feci attenzione a non far notare il succhiotto procurato dalla ragazza dagli occhi verdi. Maledetta Lauren, doveva sempre complicarmi le cose.

"Capisco..."

-Molti di loro se ne erano andati.
Rimasero solo in due ma la loro distrazione mi ha permesso di avere un vantaggio: uno si era allontanato per rispondere al telefono e ho usato un ferro di metallo per colpire l'altro. Uscita dalla posto mi sono resa conto di trovarmi in un magazzino abbandonato della periferia.-

-Sono riuscita a trovare la strada di casa senza farmi scoprire. Ho corso a lungo e al limite della mia forza fisica pur di allontanarmi da quegli assassini...E alla fine sono arrivata a casa grazie a un passaggio in macchina.-
Alzai lo sguardo spaventato verso quello freddo di Keana.
Cercavo di capire se credesse alla mia storia.
Ero sicura che avrebbe fatto ricerche approfondite su di me, speravo solo che Lauren avesse giocato bene le sue carte per fornirmi un solido alibi.

"Non è dagli uomini di Lauren lasciar scappare così una vittima. Forse erano degli incapaci o semplicemente disorganizzati."

Girò intorno al tavolo pensierosa raggiungendomi alle mie spalle, sentivo la sua presenza dietro di me e per qualche motivo non guardarla in faccia mentre parlavo mi metteva agitazione.
Forse perché volevo osservare le sue reazioni.

"Signorina Cabello la ringrazio per la sua testimonianza, prenderemo quei criminali, per ora cerchi di riposare..."
Annuii alzandomi lentamente dalla sedia in plastica grigia e con un fievole sorriso salutai il poliziotto e la detective.
Camminai verso la porta già pronta a fuggire da lì ma prima di aprirla sentii Keana dire un ultima cosa:

"La chiameremo per altre informazioni, spero sia disposta a collaborare."

Rimasi di spalle e sorrisi divertita alle sue parole.
Se solo fosse a conoscenza di tutto.

-Farò il possibile detective Issartel.-
E così uscii dalla stanza non voltandomi indietro.
Mentre camminavo per tornare dai miei amici e parenti mi accorsi di sentirmi agitata e irrequieta nonostante avessi portato a termine il mio compito.
Volevo vedere Lauren e parlarle di tutto quello che era successo ed ero felice al pensiero che l'avrei rivista a casa mia.

"Come è andata?"

-È andata bene.-
In sala d'aspetto ritrovai le persone a me care: mio padre stava cercando di calmare mia madre che era ancora scossa per tutti gli avvenimenti degli ultimi giorni e di certo non le faceva bene vedermi allontanare con dei poliziotti.
"Mila vuoi che venga da te stanotte?"
Si rivolse a me Dinah, mostrando un ennesima volta il suo cuore d'oro.
Si preoccupava sempre per gli altri ma spesso non badava a sé.
-Dinah tranquilla non c'è ne bisogno. Una bella dormita e sarò più che nuova.-

"Sicura Mila?"

-Grazie ma voglio che riposiate tutti. Mi dispiace avervi fatto preoccupare.-
Continuai rivolgendomi a tutti
loro.
Odiavo dover mentire ma era la cosa giusta da fare per proteggerli da tutto e da... me.

"Non farmi più preoccupare!"
Abbracciai un'ultima volta la mia famiglia e poi mi avvicinai a Sofi abbassandomi alla sua altezza.
-Sofi spero di non averti resa troppo triste per la mia assenza, ma sappi che la tua sorellona ora è qui.-
Sofi portò le sue braccia intorno al mio collo stringendomi forte a sé.
In quel momento capii che avrei fatto di tutto pur di proteggere la mia sorellina e le persone che amavo.
Sarei diventata più forte per me stessa e per loro.

Insieme ad Ally e Dinah attraversai la sala del commissariato e mentre camminavo sentii due occhi bruciare sulla mia schiena.
Voltando il mio viso di lato capii di chi era la figura misteriosa.

'Keana Issartel spero non mi creerai problemi.'
Pensai prima di uscire definitivamente dal quel campo minato.

- - - - - - - - -

Le ragazze decisero di rimanere a farmi compagnia per qualche minuto ma riuscii presto a convincerle che anche loro dovevano riposare.
Non odiavo di certo la loro compagnia ma aspettavo con ansia una persona importante.
Raggiunsi camera mia togliendomi i vestiti sporchi e prendendo un intimo pulito dal mio armadio.
Per stare comoda indossai dei semplici pantaloncini una felpa che poteva riscaldarmi.
Il tempo fuori era peggiorato e stava per cominciare a piovere, il freddo aveva raggiunto ogni stanza della casa.
Dopo essermi preparata una tisana per riscaldarmi mi sedetti sul divano, guardando fuori dalla finestra del soggiorno.
Lauren sarebbe dovuta arrivare verso le 11 e mancavano pochi minuti ma ero lo stesso preoccupata che fosse successo qualcosa.
Rimasi a riflettere anche se questo non faceva che portare domande:
La mia vita era mutata completamente nel giro di pochi giorni senza che potessi impedirlo.
Mi sentivo bene?
No, non riuscivo a ignorare i miei sensi di colpa verso l'Asylum, i mie amici e familiari. Ma bastava pensare a lei e mi convincevo che non mi avrebbe lasciata sola. Sarebbe stata lì per me sostenendomi quando cadevo o distraendomi dai miei tormenti.

Quando sentii bussare alla porta pioveva già a dirotto e c'erano anche segni di un temporale in arrivo.
Posai la tazza fumante sul tavolo e raggiunsi la porta, ma ad aspettarmi sfortunatamente non trovai Lauren.

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Quale sarà il vero piano di Lauren, ma soprattutto: chi avrà bussato alla porta di Camila?😱

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