I raggi del sole mi colpirono in pieno viso portandomi ad aprire lentamente le palpebre. Rotolai fra le coperte ritrovandomi attorcigliata a esse e la mia posizione molto aggraziata consisteva in un braccio pendente dal bordo e una gamba ormai per terra. Non ci volle molto prima che caddi rumorosamente dal letto:
-Ugh...- A fatica mi tirai su appoggiandomi al mobile per restare stabile.
Passai una mano sulla fronte sospirando con stanchezza, convinta che avrei avuto sicuramente un bel livido da qualche parte.
Successivamente, andai in bagno per iniziare la mia igiene mattutina; mi fermai davanti allo specchio: nel riflesso vedevo una ragazza sola e stanca. Avvicinai la mano e toccai la superficie pensando a ciò che aveva detto mia madre. Forse aveva ragione, era arrivato il momento di cambiare.
Volevo dire basta alla mia monotonia e alla mia solitudine, sentivo quel vuoto dentro di me da troppo tempo e per colmarlo avevo bisogno di perdermi negli occhi dell'amore, sentire il calore della passione e addormentarmi tra le braccia della protezione.
Volevo sentirmi viva: un mio grande desiderio era dare tutta me stessa a qualcuno che potesse amarmi veramente e che fosse capace di rendermi felice solo con la sua presenza.
Nella mia vita, avevo fatto molta fatica a fidarmi della gente, a malapena riuscivo a creare amicizie senza il timore che fossero fragili: non avrei permesso che il mio passato mi impedisse di trovare il vero amore, la felicità.
Lasciai la mia testa vagare mentre mettevo un po' più di trucco del solito (anche se è sempre leggero) e uscendo dal bagno mi diressi verso il mio armadio. Presi un paio di jeans azzurri attillati che mettevano in risalto le mie gambe slanciate e per il busto scelsi una maglia nera che lasciava in parte scoperto l'addome. Indossati i tacchi neri Karla Estrabeo era pronta a fare strage. Quel giorno avevo una strana voglia di fare colpo su qualcuno, ma non potevo capire chi sarebbe stato il mio obiettivo.
Afferrai una mela rossa dal cesto della frutta e la mia borsa, quindi, uscì di casa sicura di me.
Stavo camminando verso la mia auto per il vialetto del mio condominio quando una voce mi colse alla sprovvista:
"Camila!"
Austin, già ancora lui. L'uomo più appiccicoso della terra.
"Austin buongiorno anche a te..."
Feci un sorriso falso mentre mi raggiungeva vicino alla mia auto. Odio essere maleducate con le persone ma con il mio vicino era quasi impossibile non esserlo.
"Sai che oggi sei veramente una bomba!"
O mio dio. Fermatemi prima che io lo investa con la mia auto!
-Austin grazie veramente, ma devo andare!-
Aprii la portiera e la richiusi subito dopo essermi seduta sul sedile. Afferrai i miei Ray-Ban e me li misi mentre accendevo il motore: stranamente il sole era tornato e più lucente di prima.
"Wow-... Camila sei... wow."
Questo non faceva altro che aumentare il mio ego:
-Chiudi la bocca che entrano le mosche.-
Dissi accennando una risata e partendo per l'Arkam Asylum.
- - - - - - - -
Questa volta non feci il controllo all'entrata, Shawn era stato così premuroso da venirmi a prendere direttamente. Potrei pure ripensarci se dargli o no una possibilità, restava pur sempre un ragazzo molto carino.
"Camila sei stupenda oggi!" Shawn aveva gli occhi che brillavano e mi sembra di aver visto un leggero rossore sulle sue guance, cosa che trovai adorabile. Se voglio divertirmi, dovrò pur lasciarmi andare con qualcuno... che non sia Austin.
Il ragazzo moro era l'uomo perfetto con cui passare il tempo: affascinante, gentile e con la testa sulle spalle. Non sarebbe stato difficile convincerlo a uscire con me:
-Shawn?- Stavamo camminando per i corridoi dell'istituto e mancava poco per raggiungere la sala centrale. Il nostro era un percorso silenzioso, ma in un certo senso era confortante: forse perché mi aiutava a pensare più lucidamente, senza confusione nella testa.
Non volevo riflettere troppo su quello che facevo, preferivo buttarmi senza guardare quanto profondo era il pozzo: potrei essere giudicata per questo motivo, ma a mia discolpa posso dire che la solitudine fa male.
Il ragazzo si fermò all'istante girandosi con un sorriso speranzoso verso di me:
-Grazie...- Per un attimo vidi la tristezza passare dai suoi occhi ma poi continuai la frase:
-Saresti libero stasera? Potremmo andare in un bar qui vicino con qualche amico per conoscerci meglio.-
Gli s'illuminò il volto e sorridendomi timidamente mi disse balbettando:
"Io-... certo sarebbe un piacere-... un grande piacere!"
Risi per quanto fosse carino... forse stavo facendo la cosa giusta.
-Allora affare fatto.-
Lo sorpassai ma lui mi raggiunse subito per aprirmi la porta che mi avrebbe condotto verso l'area dove si trovava il mio ufficio.
"Non vedo l'ora."
Mancavano pochi metri all'ufficio e durante il tragitto ci incontrammo con altre due guardie che scortavano una donna davanti a noi.
"Buongiorno."
Disse il ragazzo al mio fianco rivolgendosi a loro.
"Buongiorno Mendes!"
Li avevamo superati per andare ad aprire la porta. Solo allora mi accorsi che la donna che stavano portando era la ragione più grande dei miei dubbi.
Come sempre bellissima: indossava una semplice maglietta bianca e dei pantaloni grigi; i suoi capelli corvini erano sollevati in una coda disordinata e le sue labbra erano rosso sangue.
Le sorrisi, anche se aveva lo sguardo basso... ma presto glielo avrei fatto alzare.
Presi la chiave dell'ufficio e "maldestramente" la feci cadere per terra:
-Scusate, sono così sbadata!"
Mi chinai per raccoglierle dando mostra alle guardie e a Lauren delle mie forme.
Sentii uno dei due uomini fischiare e alzandomi con la chiave in mano, vidi Jauregui squadrarmi senza pudore con un sorriso malizioso sulle labbra. Okay, avevo esagerato, ma la sua reazione era quello che una parte profonda di me aveva tanto disiderato.
-Ecco fatto.-
Entrata nell'ufficio posai la mia borsa per terra vicino alla gamba del tavolo e mi girai verso il corridoio fuori dalla stanza:
-Grazie mille ragazzi potete andare.-
Subito dopo aver sistemato la criminale sulla sedia con le manette ai polsi, mi sorrisero uscendo dalla stanza. Solo Shawn era rimasto e sembrava irritato:
"Camila per qualunque cosa chiamami, io sarò fuori dalla porta."
-Grazie Shawn. Non ce n'è sarà bisogno.-
"Ne sei proprio sicura?"
Ignorai il commento sussurrato di Lauren sperando che Shawn non l'avesse sentito. Con un ultimo cenno del capo andò via chiudendo la porta dietro di sé.
Mi voltai incontrando ancora una volta il suo sguardo penetrante e dopo essermi seduta con lei, iniziai a parlare:
-Ciao Lauren, come è andata la tua giornata?-
Si passò lentamente la lingua sulle labbra, cosa che mi fece sentire una strana sensazione di calore nel basso ventre. Oddio, cominciavo a pentirmi di averla provocata.
"Sei stupenda Cabello."
Continua...
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Damaged Love
FanfictionL'amore tossico che cambierà la vita della Dott.ssa Camila Cabello ha un nome molto conosciuto. Si ritroverà immersa in un mondo totalmente estraneo, ma è proprio in quel mondo che si perderà per poi ritrovare la strada di casa. E non si sa mai che...
