Capitolo 2

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Mentre guidavo, pensai a tutto quello che era successo: avevo ottenuto una nuova paziente, ero entrata in contatto con lei, non c'era stato nessun problema. 

Quel criminale era Lauren Jauregui.

Non riuscivo a credere che una donna, all'esterno così bella e angelica, potesse avere un animo malvagio e 'impuro' come lo aveva definito lei. La curiosità mi stava divorando, volevo sapere i segreti che si nascondevano dietro i suoi occhi, le scelte che avevano segnato il suo passato.

Presto mi sarei saziata leggendo il fascicolo che avevo in borsa.

*Driiin Driiin*

Il mio telefono cominciò a squillare, lo presi e accettai la chiamata senza leggere chi fosse:

-Pronto?-

"Kaki!"

-Sofi, ciao!-

"Kaki perché non vieni a casa? Mi manchi..."

- Anche tu mi sei mancata tanto principessa. Verrò per il fine settimana, dovrai aspettare ancora qualche giorno... che ne dici di raccontarmi di come va a scuola?-

Sofia Cabello è la mia dolce sorellina, tengo molto a lei.

Da quando sono andata via da casa per lavoro, a causa della lontananza, potevo vedere la mia famiglia solo nei fine settimana e le vacanze, ma presto si sarebbero avvicinati ed io ero veramente felice.

"Oggi abbiamo fatto i disegni con le mani e la vernice! Era fredda ma mi sono divertita tanto!"

-E scommetto che si sia divertita tanto anche la mamma...-

Sorrisi al pensiero della mia sorellina tutta sporca di vernice.

-Sofi c'è la mamma vicino a te?-

"Si Kaki, aspetta te la passo!"

Dopo pochi secondi rispose al telefono.

"Ciao Camila come vanno le cose lì da te?"

-Ciao Mamma. Tutto bene, ho un nuovo paziente ma nulla di che...-

Non direi a mia madre che si tratta del più grande criminale mai esistito neanche sotto tortura, si sarebbe preoccupata troppo.

"Non vedo l'ora di rivederti."

-Anch'io.-

"Ma dimmi un po'... come va la tua vita sentimentale?"

-Mamma! Sai che sono concentrata sulla mia carriera in questo momento.-

"Dovresti anche divertirti tesoro. Si lavora per vivere e non viceversa. Quindi deduco che nessuno ha catturato il tuo interesse?"

A quella domanda degli occhi di smeraldo mi occuparono la mente.

Cosa mi stava capitando?

"Camila ci sei?"

-Si, si. Scusa mi sono distratta. Stavi dicendo?-

- - - - - - - -

Terminata la comunicazione ero già nel vialetto di casa. Entrata nel mio appartamento, mi diressi direttamente sul divano appoggiando accanto a me la borsa e prendendo il fascicolo tra le mie mani. Girai le pagine, c'erano alcuni articoli di giornale, ne presi uno prestando attenzione alla foto: era un disegno su un muro, raffigurava una faccina fatta col... sangue?!

Cominciai a leggere:

"Un'altra vittima del famoso criminale Jauregui. La foto accanto rappresenta la firma lasciata dall'assassino col sangue della vittima. George Smith è stato trovato morto nel suo negozio[...]

Causa della morte: ferita da fuoco al polmone sinistro..."

Non mi fermai solo a quest'articolo e continuai guardandone altri nonostante la repulsione alle immagini.

"...Carlos Diaz è stato ritrovato dalla moglie, impiccato nel giardino di casa sua dopo il tramonto[...]

La polizia afferma che l'uomo intrattenesse affari al limite della legalità[...]"

"...Attentato del 27 giugno alla Metropolitana di New York, le vittime sono 5, i feriti gravi 3..."

Mi fermai. Non mi ero accorta di aver trattenuto il respiro leggendo gli ultimi articoli.

Lauren Jauregui non era un semplice criminale ma un killer spietato... ma era informazioni sicure?

Mi vennero i brividi e decisi di riporre il fascicolo nella borsa e di non riguardarlo più per il resto della giornata. 

- - - - - -

Ero distesa sul mio letto mentre ascoltavo la musica.

Il mio sguardo era rivolto verso la finestra della stanza: fuori pioveva a dirotto e io mi deprimevo non sapendo cosa fare per passare il tempo. Sbuffai pesantemente portando la mia attenzione sugli appunti che si trovavano sulla mia scrivania: ero ancora così sicura di voler risolvere un caso come questo? Mi sentivo a mio agio?

Erano domande a cui non avevo trovato una risposta. Normalmente qualcuno sarebbe già fuggito, senza neanche voltarsi indietro.

Allora perché io non mi sentivo intimidita da Lauren? Lei era pericolosa, crudele e forse anche sadica...

Chissà, magari dietro a quella maschera c'è una donna che ha patito come nessun altro o che è cresciuta nell'idea di sopravvivere al nostro mondo e nella debolezza ha visto il suo più gran nemico.

I miei pensieri furono interrotti da un messaggio che avevo ricevuto sul telefono:

[Da Dinah]

Com'è andata la giornata Dottoressa?

[Da me]

Bene. Lauren non ha dato problemi. Per ora.

[Da Dinah]

Lauren? Siete già così intime.

Sono curiosa di sapere come funzionano le tue sedute Mila ; )

[Da me]

Dai DJ, non fare la scema!

Ho semplicemente cercato di metterla a sua agio senza usare formalità.

[Da Dinah]

Farò finta di crederti, ma per il tuo bene Mila. Sono ancora arrabbiata.

[Da me]

Dinah ne abbiamo già parlato.

[Da Dinah]

Questo lo pensi tu cara.

Ora ti lascio a fantasticare sui criminali e ti auguro buonanotte! 😚

[Da me]

Non fantasticherò su nessuno e buonanotte anche a te. ❤

Finita la chiaccherata con la mia migliore amica, posai il telefono sul comodino accanto al mio letto e dopo essermi cambiata nel mio pigiama, mi feci avvolgere dalle calde coperte che in poco tempo mi portarono nel mondo dei sogni e quella notte furono popolati da occhi verdi e ombre sconosciute.

____________

Ciao😉

Ecco un altro capitolo in cui la nostra Dottoressa preferita si riempie la testa di domande.

Che cosa succederà nella prossima seduta con Lauren Jauregui?

Al prossimo capitolo.


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