Capitolo 39 "Mad Fetish"

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Alla fine era giunta per Lauren l'ora di andare e dopo esserci rivestite l'accompagnai fino alla fine del corridoio dell'entrata.
Arrivate stavo per salutare con grande tristezza la donna davanti a me ma qualcosa catturò la mia attenzione; non so cosa mi fece voltare in direzione del legno che contornava la porta d'entrata: uno strano apparecchio era posto sopra lo stipite della porta e solo con molta attenzione si poteva notare.
Lauren seguì il mio sguardo e con un'imprecazione alzò la mano per afferrarlo.

"Mi sa che la notte sarà ancora lunga..."

Dopo un'occhiata veloce lo portò sotto il mio viso e quando lo vidi da vicino, bastarono pochi secondi per capire cos'era:

"Keana è entrata in casa tua, giusto? L'avrà messa mentre eri distratta."

-Fino a quanti metri di distanza una cimice può registrare dei dialoghi?-

Sperai che la risposta fosse solo due perché l'idea che quella pazza avesse sentito tutto quello che c'eravamo dette io Lauren mi dava i brividi.

"Abbastanza da metterci nei guai se è buona."

- Quella ... -
Ero arrabbiata, incredula e l'idea che mi ero fatta di Keana sembrava diventare un'immagine sempre più nitida: a quanto pare aveva un'ossessione per il caso Jauregui e avrebbe trovato una soluzione per risolverlo usando anche metodi illegali.

"Ha perso la testa! Non può fare queste cose senza l'autorizzazione della polizia soprattutto se si tratta di sospettati: vorrei proprio capire cosa le è venuto in mente!"

-Io la chiamo Lau.-

Mi guardò stupita, ma non sembrava arrabbiata.

"Chiamarla? Non sapevo avessi il suo numero."

Ci fu un momento di silenzio in cui stavamo riflettendo entrambe.
Eravamo veramente nei guai: se qualcuno avesse sentito quello che avevamo detto, non avremmo avuto giustificazioni davanti a un tribunale.

-Al diavolo!-

Tirai fuori il telefono dai pantaloni convinta di chiamare quella pazza detective per porre fine a questo problema.

"Che cosa fai?"

Feci scivolare sullo schermo l'indice fino al nome 'Keana Issartel' nella mia rubrica pensando che aver preso il suo numero finalmente servisse a qualcosa.
Una volta avvicinato il telefono all'orecchio comparve subito la voce della detective, quasi come se stesse aspettando una mia chiamata.

"Posso esserti d'aiuto Camila?"

-Senti non ho voglia di scherzare ora mi dici che cosa vuoi fare con quei audio se no...-

"Che cosa vuoi fare? Ho in mano un materiale prezioso e dovrei buttarlo così? Se lo vuoi, raggiungimi."

-Dimmi l'indirizzo.-

Lauren si era avvicinata per cercare di sentire la conversazione che stava avvenendo tra me e Keana. Sembrava calma all'esterno ma sapevo che nella sua mente stava già progettando un piano per bloccare la detective.

"Non vuoi giocare un po'? Semplice non è divertente."

-Sei completamente impazzita Keana?-

"Vieni a cercarmi nell'ultimo posto in cui sei stata. Se vuoi, portati pure dietro Jauregui ma nessuno di più: se scopro che non siete sole, le tue adorate amiche potrebbero incontrare qualche problema."

Rabbia. Ecco cosa sentivo. Quella donna non solo era stata capace di controllare ogni mio spostamento notte e giorno ma aveva osato toccare le mie amiche?! Aveva oltrepassato il limite che la teneva al sicuro da noi: avrebbe pagato caro questo sue errore.

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