"Sei stupenda Cabello."
Si morse il labbro inferiore in modo provocante dopo aver detto queste parole. A che gioco sta giocando?
-Grazie Lauren.-
'E tu sei sexy senza il minimo sforzo Jauregui.'
Avrei voluto dirlo ma sapevo che non sarebbe stato adeguato alla situazione.
-Mi avevi promesso di rispondere alle mie domande. Lo farai?-
Osservai le sue mani: al dito portava un anello, nero e semplice. L'oggetto attirò la mia curiosità e rimasi a fissarlo finché Lauren non parlò:
"Vuoi sapere la storia dietro a questo?"
-Sarebbe un inizio.-
"Sembra un semplice cerchio di metallo nero, ma per me racchiude un significato."
Ascoltai attentamente le sue parole tirando fuori dalla mia borsa il quaderno degli appunti per scrivere qualsiasi cosa fosse stata utile nelle sedute.
"Era una fredda e buia mattina, stavo camminando per le strade, senza una meta.
Nell'aria sentivo ancora l'odore della pioggia e... del sangue." Fermai i movimenti della penna alzando gli occhi verso di lei: aveva lo sguardo perso nel vuoto e sul suo volto, c'era un sorriso nostalgico. Probabilmente erano ricordi dolorosi e che cosa potevo aspettarmi da una donna come lei se non un passato difficile?
"Sai Camila, il mondo è corrotto, gli uomini sono imperfetti e la realtà immutabile. Sono cresciuta nel caos e non ho detto addio alle mie origini e mai lo farò..." Le brillarono gli occhi come se mi avesse rivelato un segreto. Le sue parole erano così criptiche, sapevo che per fare breccia nella sua mente dovevo leggere tra le righe.
-Cos'è successo quel giorno?-
Provai a ricavare più informazioni.
"Che cosa pensi sia successo?"
Non volevo pressare troppo, ma sapevo che Lauren avrebbe fatto questo giochetto con me proprio come con gli altri.
-Lauren so che cerchi di evitare di rispondere alle mie domande.-
Piegò la testa di lato e sorrise:
"Camila."
La guardai confusa:
"Mi piace il mio nome fra le tue labbra..."
Continuò lei avvicinandosi col busto al tavolo di metallo. Rimasi senza parole, insicura su cosa rispondere. Poco dopo Lauren si decise a parlare riportando la schiena indietro:
"Successe tutto così velocemente che faccio fatica a ricordare nei dettagli, come se fossi affacciata a una finestra appannata. Quella sera la mia famiglia aveva definitivamente deciso di coinvolgermi nei loro affari. Si trattava di una cosa semplice: riscattare denaro da un tipo e ritornare a casa. Ero uscita con Chris, mio fratello, gli avevano dato il compito di accompagnarmi... lui non fece ritorno. L'uomo l' ucciso sparandogli."
Lauren fece una pausa per poi continuare:
"Quest'anello era suo, non ho mai capito perché tenesse tanto a qualcosa di così semplice. Lo presi e non lo lasciai più andare, in sua memoria."
Finì il discorso con una semplice frase:
"Ho anche un altro ricordo di quella notte, l'odore che si sentiva di sangue non proveniva solo da Chris. Volevo che tutti capissero che con gli Jauregui non si scherza, perciò ho ucciso l'assassino e col suo sangue mi sono divertita a disegnare sui muri."
Sorrise diabolicamente passandosi la lingua sui denti; dovevo ancora metabolizzare tutte queste informazioni: aveva sofferto ed io non potevo giudicare, se avessero ucciso mia sorella, non saprei che cosa avrei fatto.
-Mi dispiace Lauren...-
"Perché? Non è colpa tua. Sono sicura che non faresti mai del male."
Avevo sentito come aveva marcato mai, ma in quel momento non ne vedevo il motivo.
-Mi dispiace che tu abbia dovuto affrontare la vita in quel modo. Non posso capire i tuoi sentimenti, Lauren, ma posso provare a rompere le catene che ti tengono attaccata al tuo passato...-
Presa dal momento avvicinai la mia mano alla sua e lentamente feci scorrere le mie dita sulla sua pelle, accarezzandole le nocche ferite. Ero persa nei miei pensieri e avevo così tante domande... così poche risposte. Mi chiedevo anche come si fosse fatta quelle ferite, se avesse preso a pugni il muro o magari una persona.
Di solito riconosco le ferite di chi colpisce un muro.
"Camz..."
Fu quel dolce soprannome a impedirmi di cadere nell'oblio del ricordo, del dolore del passato. La sua voce si era addolcita e mi fece alzare gli occhi per incontrare il suo sguardo. I suoi smeraldi brillarono di una luce che mi era sconosciuta. Avrei potuto scambiarla per un sentimento troppo coinvolgente, ma la ragione mi diceva di non credere. Non adesso.
Distolsi lo sguardo capendo quanto fossi stata poco professionale e tentai di rimuovere la mia mano ma Lauren la afferrò riportandola al centro del tavolo. Con grande stupore sentì la donna davanti a me intrecciare le nostre dita e con affetto accarezzò la mia pelle.
-Lauren...-
Sentì le farfalle nello stomaco e non ci potevo credere che tutto questo stava succedendo.
Non potevo...
Il tempo si era fermato per me. Non volevo finisse questo momento, ma sapevo che era sbagliato. Perché tra tutti proprio con lei dovevo provare queste emozioni?
Tristemente districai le dita dalle sue, assaporando a pieno il calore del suo gesto.
-Grazie. Hai mantenuto la promessa.-
"Io le mantengo sempre Camz..."
Ancora quel soprannome. Oggi voleva proprio uccidermi.
Mi s'illuminò il volto e sorrisi involontariamente:
"Spero non ti dispiaccia se ti chiamo-"
-No tranquilla! Mi sta bene-... cioè mi piace, molto. Si m-i piace, va bene.-
Arrossii, stavo iniziando a balbettare:
"Sei adorabile..."
Mi guardò dritta negli occhi sorridendomi in modo angelico. Si era un angelo per me, caduto dal paradiso e consumato dal mondo della corruzione.
Un angelo con le ali spezzate.
_______________
Camila sta cominciando a provare qualcosa per Lauren?
E se sarà così, cadrà ai suoi piedi o resterà nella sua posizione di semplice psichiatra?
Lo scoprirete solo leggendo.
STAI LEGGENDO
Damaged Love
FanfictionL'amore tossico che cambierà la vita della Dott.ssa Camila Cabello ha un nome molto conosciuto. Si ritroverà immersa in un mondo totalmente estraneo, ma è proprio in quel mondo che si perderà per poi ritrovare la strada di casa. E non si sa mai che...
