⚠️Attenzione!
Storia totalmente NON REVISIONATA!
È stata la prima storia pubblicata qui su Wattpad quindi se la trovate trash non vi posso dare torto!
Avevo circa quindici anni e scrivevo per passatempo e per hobby, adesso sto cercando di dare pi...
Il mio stato d'animo è veramente uno schifo, non pensavo assolutamente di dover combattere con la tentazione di seguire ogni sua mossa e spostamento, sono ufficialmente incasinata! Per non parlare del troglodita, che intercettando il mio sguardo più di una volta, continua a lanciarmi sorrisetti degni di un bel pugno in piena faccia. I suoi atteggiamenti non sono da meno, tiene attaccata al culo una tettona tutta rifatta che sa soltanto ridere come una gallina. La rabbia mi ribolle nelle vene «Lo sai che non lo puoi uccidere con lo sguardo, vero?» mi sussurra Irina ridendo sommessamente, mi giro verso la diretta interessata colta sul fatto «Lo odio da morire!» nei suoi occhi scorgo una scintilla di divertimento e la cosa mi fa incavolare ancora di più «Ho un' idea geniale in mente!» alzo il sopracciglio senza capire, che intenzioni ha?? «Ora ti presento un super sexy avvocato e tu dovrai farti vedere interessata e libera di provarci spudoratamente con lui... Vedrai che il mio caro fratellino non resisterà alla tentazione di ucciderlo...» anche se la cosa non mi entusiasma molto decido di provarci lo stesso, ho voglia di vederlo soffrire e crogiolarsi nella rabbia!
Ci alziamo scusandoci educatamente e avviandoci verso il tavolo del "super sexy avvocato" che guarda caso è vicino a quello suo. «Kirill!» l'uomo in questione si gira regalando un bellissimo spettacolo... Cavolo, ma da dove escono tutti questi Dei?!
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«Irina! Che piacere vederti!» si alza elegantemente dal suo posto al tavolo facendo prima una bacia mano a lei e poi voltandosi prende anche la mia mano ed esegue la stessa procedura «Dimmi Irina, chi è questa adorabile visione?» le mie guance vanno a fuoco come mai prima d'ora, decido di rispondere io stessa «Anastasiya Bakova, un vero piacere conoscervi signor...»«Filin, Kirill Filin» sorrido non sapendo che altro fare, infatti prontamente interviene la mia cara amica «Devi sapere che Nastia è un'avvocatessa, mio caro Kirill, proprio come te...» il viso dell'uomo si allarga in un sorriso smagliante «Davvero?» annuisco imbarazzata, di questo passo non farò scattare l'ira di Smirnov ma soltanto la sua risata nel vedermi così impacciata «Si, è così! Lavorate a Mosca? Non ho avuto modo di sentire il vostro nome nel mio studio...» sorridendo mi porge il braccio dove io senza esitazione appoggio la mia mano «Ti dispiace se te la rubo per un po'?» domanda ad una Irina visibilmente soddisfatta del suo operato «Per niente...» mi lancia uno sguardo d'intesa per poi tornarsene al nostro tavolo sotto lo sguardo di una buona parte degli uomini presenti in sala.
«Allora, mia cara, cosa mi racconti? È da molto che lavori nel tuo studio legale?» scuoto la testa «In realtà è da pochissimo, ho avuto un paio di problemi che non mi hanno dato la possibilità di entrare nel mondo del lavoro, ma adesso per fortuna sta filando tutto liscio!» sembra soppesare le mie parole per poi sorridere, Dio, che situazione imbarazzante... «Io, invece, sono nel settore da ben quindici anni, molti non trovi?» cavolo, sto parlando con un professionista e non con uno alle prime armi, Irina questa me la paghi! Adesso sembro veramente ridicola, non so di cosa parlare e questo mi agita abbastanza «Sei fidanzata, per caso?» all'inizio non afferro bene la domanda e non rispondo, ma appena il mio cervello ricomincia a funzionare scuoto la testa in segno di diniego «No perché è da quando ti sei avvicinata al mio tavolo che quel tizio non smette di fissarmi con intenzioni omicide» sulle prime penso ad Anton ma poi girandomi noto il suo sguardo fisso su di noi come un predatore con la sua preda. «Ehm, è un mio vecchio conoscente» sorrido agitata non sapendo che altro inventarmi, mi pento di aver seguito il consiglio di sua sorella... Si alza dalla sedia lasciando la sua ochetta da sola al tavolo, ingoio più volte la saliva con il terrore che possa fare qualcosa di avventato «Un vecchio conoscente molto affezionato, oserei dire, per avere quel cipiglio così rabbioso e omicida allo stesso tempo...» lo dice scherzando ma non penso che gli stessi pensieri sarcastici passino per la mente di Roman...
Appena arriva davanti a noi nei suoi occhi leggo la gelosia e la voglia matta di prendere a pugni Kirill «Buonasera» la sua voce arriva secca e segnata da propositi malsani indirizzati al mio compagno «Salve, con chi ho il piacere di parlare?» domanda di rimando, ma davvero non conosce Roman Smirnov, il famigerato Roman Smirnov? Non oso alzare lo sguardo, sento i suoi occhi su di me ed in questo preciso istante vorrei scomparire e prendere il primo volo per le Hawaii. «Roman Smirnov, il fidanzato di Nastia» sbarro gli occhi per lo stupore, ha davvero insinuato una cosa del genere?!! Incrocio il suo sguardo dal quale traspira soltanto l'ammonimento a non contraddirlo «Non può essere, la signorina Bakova ha specificato che siete un suo conoscente, ho forse capito male?» si girano entrambi verso me, il primo con la faccia di chi ha appena fatto una figura di merda, e a dirla tutta l'ha fatta, il secondo con un'espressione dubbioso ma entrambi attendono una risposta che tarda ad arrivare, che cosa devo rispondere adesso? Sul mio viso appare un ghigno sadico, perché non farlo sembrare ancora più ridicolo? «Non hai capito male, al contrario, il Signore qui presente non riesce a mettersi l'anima in pace, crede ancora di poter avere qualche possibilità, la cosa che non riesce a comprendere però è che tra noi è storia chiusa, acqua passata! Adesso ho bisogno di bere un po' di champagne, se mi vuoi scusare Kirill, io me ne ritorno al mio tavolo, ti spiace?» mi fa segno di andare e senza attendere altro supero il mio presunto fidanzato senza degnarlo di uno sguardo, se vuole la guerra l'avrà! Come si è azzardato a definirsi il mio fidanzato? Farlo sembrare un bimbominchia che non si rassegna alla rottura è stata un'idea assolutamente fantastica, dovevate vedere la sua faccia nel sentire le mie parole...
Con una mano faccio avvicinare un cameriere con un vassoio pieno di flute dal quale prendo uno sorridendo e andando a sedermi al mio posto vicino a Irina e Anton. «Dove sei stata?» domanda mio fratello alquanto incuriosito «Oh, ero uscita sul balcone a prendere una boccata d'aria» gli sorrido cercando di essere il più convincente possibile, avvicina una mano vicino al mio viso e toglie una ciocca di capelli mettendola dietro l'orecchio, può sembrare un gesto del tutto normale dal punto di vista dei commensali, ma io so che non è così, dietro si nasconde qualcosa di più oscuro e profondo, qualcosa che non può essere rivelato a nessuno perché di certo non capirebbero, ma soprattutto è qualcosa che adoro perché lo fa guardandomi con amore senza pretendere nulla in cambio.
ROMAN'S POV
«...Il Signore qui presente non riesce a mettersi l'anima in pace, crede ancora di poter avere qualche possibilità...»
La frase continua a rimbombarmi nella mente senza darmi un attimo di tregua, con quale freddezza poi... Nei suoi occhi si leggeva odio, non c'era spazio per nessun altro sentimento e la posso comprendere bene. Continuo a guardarla mentre Anton le caccia una ciocca di capelli dal viso, che ricambi i sentimenti di suo fratello? Sarebbe probabile ma non certo... Esco dalla sala camminando lungo il corridoio che sembra interminabile, il telefono nella tasca dei pantaloni comincia a squillare, lo prendo e accetto la chiamata senza guardare da chi arriva «Pronto» «Te ne stai andando?» mia sorella è sempre molto attenta ai miei spostamenti ultimamente e sinceramente non mi piace affatto la cosa, sembra uno stalker « No, devo fare una telefonata, perché?» «Perché, se ricordi, sono venuta con te qui» ah ecco, era solo questo, pensavo mi dicesse qualcosa riguardante Nastia ma come al solito mi illudo, anzi, sembra proprio che Irina si sia coalizzata contro di me. «Tranquilla, ci metterò cinque minuti» chiudo la chiamata senza aggiungere altro, in verità me ne sarei andato volentieri per raggiungere un pub e ubriacarmi come se non ci fosse un domani. Tra Nastia e l'ecografia, ricevuta una settimana fa, non so quale cosa sia peggiore anche se la questione della gravidanza mi sembra davvero molto strana, mi aveva sempre assicurato di prendere i giusti contraccettivi quando usavo il preservativo quindi, come diavolo è potuta rimanere incinta? «Si, certo!» una risata inconfondibile mi arriva alle orecchie staccandomi dai miei pensieri, mi nascondo in un corridoio buio per non farmi vedere «Lo sai che ti adoro anch'io, è un peccato che tu non siavenuto, almeno mi avresti fatto compagnia in quella massa di finti intellettuali» ride di nuovo, ma con chi sta parlando? Mi affaccio appena per vedere dove si trova notando con piacere che è a pochi passi dal mio nascondiglio, appena ci passa vicino la afferro per il polso facendo cadere il telefono «Ehi! Ma che modi sono?!» urla indispettita prima di accorgersi della mia presenza «Tu!» cerca di liberarsi dalla mia presa ma io essendo più forte, la stringo con entrambe le mani facendo aderire i nostri bacini «Tesoro, che freddezza! Dopotutto sono un tuo conoscente per non dire ex fidanzato» senza darle il tempo di rispondere mi fiondo sulle sue labbra, che sogno ogni notte come se fosse una fonte nel deserto.
Angolo Autrice
Buonasera, È il capitolo più lungo che avessi mai fatto! Siete contenti?😁 Io un sacco! Comunque, ditemi la vostra❤ Baci baci😘