«Non. Muoverti. Mi sto già improvvisando chirurgo e non ho assolutamente voglia di cucirti la pelle in maniera disordinata!».
«Mi dispiace dirtelo, ragazza, ma hai scelto la persona meno adatta per un lavoretto rapido».
«Grazie, Liz, me n'ero accorta» grugnì Maka, aspettando che Kid le trapassasse un lembo di pelle con l'ago, per l'ennesima volta.
Tutto ciò mentre un certo albino dall'aria estremamente soddisfatta, si leggeva un giornale spiaggiato sul divano.
«Attento, hai infilato il filo un millimetro più sotto del dovuto».
«C-C-C-Cosa?!».
«Soul, piantala!».
Il ragazzo scoppiò in una fragorosa risata, sentendosi le lacrime agli occhi.
«Dio, siete uno spasso!».
«Ti faccio vedere io come me la spasso a schiacciarti la testa con un libro!».
Black*Star, che osservava la scena da una sedia, si chinò incuriosito a dare un'occhiata alla ferita, ormai quasi chiusa. Lui ne aveva avute tante di simili, ma su una ragazza dalla pelle così delicata, stonava parecchio.
«Mi spieghi ancora una volta come hai fatto?».
La bionda saettò lo sguardo sul giovane maestro, accigliandosi.
«Quel cretino di un uomo che vedi seduto sul divano, mi ha portata in un vecchio magazzino, in cui credeva di trovare la compagnia girasole pronta a comprare il suo 'prototipo' di non so cosa. E quando siamo entrati nel magazzino, guarda un po' te! Non c'era nessuno. NESSUNO! E SI SONO CHIUSE LE PORTE DA SOLE!».
«Forse era una trappola» azzardò l'azzurro, prendendosi il mento fra l'indice e il pollice.
«Ma va! Non l'avrei mai detto!».
«Per fortuna la macchina era ancora lì» si intromise Soul, inumidendosi il dito per voltare pagina al giornale.
«Potevamo rimanere chiusi lì dentro per sempre e tu pensi solo alla tua stupida macchina!?».
«Be'» ammiccò l'albino. «Non credo ti sarebbe dispiaciuto rimanere da sola con me, da come si sono evolute le cose in seguito».
Maka capì al volo che si riferiva al bacio e diventò rossa.
Che le era saltato in testa!?
«Non so di cosa stai parlando» si difese.
Kid tirò delicatamente il filo della sutura, complimentandosi con sé stesso per l'ottimo lavoro che stava compiendo. Perché neanche un chirurgo di fama mondiale avrebbe potuto fare di meglio!
«Hai idea del perché ti abbiano teso una trappola, Soul?» chiese, infilando nuovamente l'ago nella pelle.
L'albino chiuse il giornale e lo buttò sul divano.
«No» sospirò. «Chi doveva comprare il prototipo pensa che gliel'abbia già mandato».
«Quindi hanno fregato anche i tuoi acquirenti?».
«Esatto. Ed è strano che non abbiano toccato la macchina, il prototipo era lì».
«Per i soldi, no?» intervenne Black*Star, incrociando le gambe sulla sedia. «Se i tuoi acquirenti pensano di averlo già ricevuto, vuol dire che hanno già pagato».
«Cavoli, a questo non ci avevo pensato...» rifletté Soul.
In effetti, quelli che ci avevano perso di più erano i suoi acquirenti. Probabilmente lui e Maka non erano altro che danni collaterali.
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VENOM [Soul Eater]
Fanfiction[Ultima revisione: agosto 2025] Indebitato fino al collo, Spirit Albarn assegna a sua figlia Maka il compito di diventare la guardia del corpo di Soul Evans, secondogenito della famiglia di musicisti più ricca e influente di Death City. I due gi...
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