«Hai da fare domani sera?».
Maka alzò lo sguardo dal cellulare.
«Mh?».
«Hai da fare domani sera?» ripeté Matthew, provando a sbirciare il telefono della fidanzata.
«Ah, no, no. Possiamo andare a fare un giro in quel posto che ti piaceva tanto, se vuoi» rispose la ragazza, tornando sullo schermo.
«Con chi stai parlando di così importante?».
Maka roteò gli occhi.
«Non ti fidi più di me ora?» sbuffò nervosa, con una punta di veleno.
Dentro di sé quell'episodio alla centrale di polizia non l'aveva mandato giù.
Certo, Matthew non poteva sapere che la donna con la parrucca fosse lei... ma il punto era che lui le aveva mentito. Non era rimasto chiuso in casa tutto il giorno a finire la tesi, come aveva detto. E sì, anche lei aveva mentito, quindi non aveva moralmente il diritto di fargliene una colpa... Ma non riusciva a non sentirsi irritata. Se lui pretendeva sincerità assoluta, doveva essere il primo a rispettarla!
«Non è vero che non mi fidi di te...» borbottò Matthew, girando pagina con un gesto brusco, quasi strappando la carta.
«E allora? Perché ti preoccupi così tanto di sapere con chi sto parlando?» ribatté lei. «E no, non è Soul, se vuoi proprio saperlo».
Il ragazzo chiuse improvvisamente il volume di fisica.
«"Soul"? Adesso lo chiami per nome? Sei diventata così confidenziale con lui? Dormite anche insieme ora?».
Maka avvampò quando si ricordò del loro bacio.
«Si può sapere che cavolo ti salta in mente!?» protestò. «Sei ridicolo!».
«Non azzardarti a dire che sono ridicolo» disse il bruno, nervosissimo. «Perché è venuto a trovarti quel giorno, eh?».
Nei suoi occhi passò un lampo di rabbia, e per la prima volta le fece un po' paura. Non l'aveva mai visto così alterato.
«Perché mi ero dimenticata di chiedere i giorni di ferie!» si difese. «E se stai insinuando che ti sto tradendo con lui, ti stai sbagliando di grosso!».
«Adesso ho capito perché eri così triste quando ti ha licenziata» disse Matthew, socchiudendo gli occhi. «E perché adesso che ti ha riassunta sei felice come una Pasqua».
Maka rimase interdetta. «Sono felice perché ho di nuovo un lavoro, idiota!».
«Non raccontarmi cazzate! Fammi vedere il telefono».
«NO!».
Matt strinse i denti, mostrando un ringhio sommesso. «Bene, se è quello che vuoi, allora prenditi pure i tuoi spazi. Ho chiuso con te!».
Una fitta, secca e improvvisa, le colpì il petto.
Oh, no...
«Aspetta!».
Ma lui aveva già afferrato il libro e il giubbino dall'attaccapanni. Non le rivolse nemmeno uno sguardo, ignorando le sue suppliche di parlarne con calma.
«Fai quello che vuoi, Maka, non ti assillerò mai più!» gridò, appena aprì la porta dell'appartamento. «Ho sempre odiato le persone egoiste come te! Sai cosa sei? Una falsa, un'ipocrita... e pure una bugiarda patologica! Finalmente te lo posso dire in faccia: sei un'egoista di merda, senza cuore!».
Lo sbattere della porta fu violento, tanto quanto le parole che le erano appena state rovesciate addosso.
Che cosa aveva fatto...
STAI LEGGENDO
VENOM [Soul Eater]
Fanfiction[Ultima revisione: agosto 2025] Indebitato fino al collo, Spirit Albarn assegna a sua figlia Maka il compito di diventare la guardia del corpo di Soul Evans, secondogenito della famiglia di musicisti più ricca e influente di Death City. I due gi...
![VENOM [Soul Eater]](https://img.wattpad.com/cover/130994025-64-k681373.jpg)