Il locale è strapieno e per poco non inciampavo con un vassoio strapieno di bicchieri e birre per colpa di uno stupido che si è messo in mezzo alla strada.
Il signor Davidson mi ha chiamata durante la lezione di matematica e quando non ho potuto rispondere, mi ha mandato un messaggio chiedendo se fossi libera la sera ed ho subito accettato.
Quando ho ricevuto finalmente sue notizie, ero davvero su di giri. Non ci credevo che finalmente si fosse deciso a chiamarmi.
Come primo giorno di lavoro non c'è male, però mi è dispiaciuto aver dovuto rimandare l'incontro con Mason. Quando è venuto a parlarmi durante l'ora di pranzo si è comportato in modo molto strano e sinceramente non vedo l'ora di scoprire cos'ha da dirmi. Spero che le cose che non diventino strane.
<<Hey bellezza, portami un Chivas.>> mi urla un tizio ad un tavolo. Credo che sia il quinto che ordina e non capisco come faccia a reggersi ancora in piedi. Quello schifo è troppo forte.
<<Gary fanne un altro uguale per quel ragazzo.>> dico indicandolo con un cenno della testa.
Sono ore che vado avanti e indietro, ma per fortuna con Gary ci accordiamo per fare una piccola pausa quando si può. Quando vado io lui mi copre e viceversa anche se è un po' difficile gestire questo casino da sola. Devo ammettere che Gary sembra un tipo apposto ed è anche un genio a fare il suo lavoro. Dicono che faccia i cocktail migliori del campus, infatti c'è così tanta gente che quasi non riesco a camminare fra i tavoli.
Gary però mi ha già avvertita che le serate sono più tranquilla quando le confraternite organizzano delle feste, perché vanno quasi tutti ad ubriacarsi lì.
Fra la musica altissima ed il mal di piedi, sono sull'orlo di una crisi di nervi. Non lavoro così intensamente da molto tempo e devo farci nuovamente l'abitudine.
Quando finalmente Gary chiama per l'ultimo giro, mi affretto a fare l'ultima camminata fra i tavoli. Il locale si comincia a svuotare e dopo aver portato gli ultimi ordini ai pochi clienti rimasti, mi concedo un bicchiere.
<<Non dirlo al signor Davidson o ci licenzia.>> mi avverte Gary scoppiando a ridere dopo aver buttato giù il liquido rosa del suo bicchiere.
<<Ma se lui beve più di tutta la gente che c'è stata qui oggi.>> gli faccio notare bevendo la mia vodka. Non vorrei mai insinuare che il mio capo sia un alcolista... ma be', credo che abbia un problema. Beve già al mattino in modo esagerato e quando sono arrivata a lavoro puzzava di whisky.
<<Hai ragione.>>
<<Charlotte?>> la voce di Mason mi stranisce e per un secondo credo di averla immaginata, forse per quel bicchierino e perché non vedo l'ora di scoprire cos'ha da dirmi, ma poi appena mi volto, lo vedo davanti a me.
<<Che ci fai qui?>> chiedo confusa. Asciugo le labbra ancora bagnate dalla vodka con le mani mentre Gary, fischiettando, si rimette a lavoro guardandoci. Ho come l'impressione che abbia frainteso. Perché lo fanno tutti quando si parla di me e Mason?
<<Vorrei parlare con te.>>
<<Sei venuto qui all'una e mezza di notte solo per questo?>>
<<Non potevo aspettare. Se non lo sapessi sono un tipo molto impaziente.>>
<<Mi dispiace ma devo lavorare. Se ti va però puoi aspettarmi seduto mentre pulisco.>> dico facendo segno con la testa verso i tavoli. Nel frattempo il locale si è svuotato e la musica si è notevolmente abbassata.
Rimane solo un lieve suono che ci tiene compagnia mentre ci affrettiamo a pulire per tornare nei nostri alloggi.
<<Va bene, aspetto volentieri.>> si siede ad un tavolo ed estrae il cellulare dalla tasca. Quando gli ho proposto di rimanere non pensavo che accettasse e sono combattuta fra due sentimenti: la felicità, perché non vedo sinceramente l'ora di scoprire tutto e la paura di confrontarmi con lui.
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I'm scared to love again
Teen FictionTrovare la persona giusta non è mai facile e lo stesso era stato per Charlotte Ortega, solare, socievole e gentile con tutti. Una ragazza con la testa sulle spalle, con l'obbiettivo di laurearsi e passare il resto della sua vita con Trevor, il suo r...
