Non sapendo se scappare urlando o uccidermi direttamente, scelgo come una stupida di accettare il regalo di Liam, ma me ne pento all'istante notando Mason uscire dal locale furioso. Con le rose ancora in mano gli corro dietro, non riuscendo a capirne il motivo. I miei piedi si muovono da soli e mi sento come se non riuscissi a controllarmi.
<<Mason, Mason.>> lo chiamo per attirare la sua attenzione. <<Fermati.>> dico aumentando il passo per raggiungerlo, ma più mi avvicino, più veloce cammina lui.
Anche all'esterno della mensa riesco ad attirare l'attenzione di qualcuno, ma fingo che non ci siano presenti e continuo a correre dietro Mason come una stupida pentendomi di aver lasciato Liam davanti a tutti in quel modo.
<<Sei assurda.>> mi accusa voltandosi per un attimo mentre continua a camminare. <<Mi segui ed hai ancora le sue rose di merda in mano. Fai sul serio?>> si ferma ed io faccio lo stesso.
Abbasso lo sguardo sul mazzo che tengo in mano e lo poso su una panchina al mio fianco. In questo momento sono così incasinata che potrebbe scoppiarmi il cervello. Non provo dei sentimenti per questo ragazzo, ma ho sentito il dovere, il bisogno di lasciare la mensa per corrergli dietro, per spiegargli tutto. Tengo davvero a lui, voglio convincerlo ad essere ancora mio amico.
<<Dici tanto che ami Trevor e poi ti vedo sempre con quel coglione.>> afferma quasi urlando <<E poi oggi quando ho visto quelle rose sono andato fuori di testa. Mi sento preso per il culo, capisci Char?>>
<<Ti giuro che non c'è niente tra me e Liam.>> dico posandomi le mani sul petto. <<Mason, non voglio più litigare con te.>>
<<E cosa vuoi? Vuoi che rimaniamo amici come se niente fosse?>>
<<Sì.>> rispondo dondolandomi sui piedi. Perché mi sento così ridicola in questo momento?
<<Okay, Char.>> fa lui mordendosi il labbro inferiore. <<È questo che vuoi? Allora fai finta che io non ti abbia mai detto nulla e torniamo ad essere amici.>> nonostante io sia consapevole di quanto suoni ridicola la cosa, ignoro del tutto il problema e sorriso felice alla sua affermazione.
Tornata dai miei amici, noto all'istante la faccia delusa di Liam. Non solo l'ho lasciato come uno stupido per seguire Mason, in più ho pure lasciato le sue rose fuori. Mi sento una schifezza e non so cosa dire per rimediare.
<<Avresti potuto portarli in stanza e buttarli fra un paio di giorni. Li avevo appena comprati.>> sbotta alzandosi dal tavolo e allontanandosi.
<<Cavolo, non stai messa bene ultimamente, vero?>> domanda Nathan, che solitamente è molto silenzioso, sopratutto su questi argomenti.
<<Ha troppi spasimanti e non riesce a scegliere.>> fa Wes con gli occhi a cuoricino. Ignoro entrambi e vado via dalla mensa per tornare in camera e buttarmi sul letto. È l'unica cosa che ho voglia di fare adesso, neanche correre mi aiuterà a capire cosa cavolo mi sta succedendo e non mi è mai successa una cosa del genere.
******
Una telefonata nel mezzo della notte mi sveglia facendomi battere il cuore a mille. Preoccupata mi affretto a rispondere alla chiamata da parte di un numero sconosciuto.
<<Pronto?>> rispondo con voce rauca fissando Dakota che si è svegliata a causa della mia suoneria. Non metto mai il silenzio perché se dovesse succedere qualcosa e io non dovessi sentire il cellulare ne morirei.
<<Charlotte Ortega?>> domanda l'uomo dall'altra parte del telefono.
<<Sì, sono io. Che succede?>>
<<Suo padre ha avuto un piccolo incidente sul lavoro. L'hanno sparato e...>>
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I'm scared to love again
Teen FictionTrovare la persona giusta non è mai facile e lo stesso era stato per Charlotte Ortega, solare, socievole e gentile con tutti. Una ragazza con la testa sulle spalle, con l'obbiettivo di laurearsi e passare il resto della sua vita con Trevor, il suo r...
