Capitolo 28

1.2K 86 96
                                        

La serata procede come da manuale. Io e papà ordiniamo due pizze, una con salame e una con i peperoni. Le mangiamo guardando un programma alla televisione. Nel frattempo guardo diverse volte il cellulare e rimango delusa notando che Mason non mi ha scritto neanche un messaggio, quindi dopo un poco cedo e gliene scrivo uno io.

Probabilmente ha pensato di lasciarmi del tempo per parlare con mio padre, anche se ancora non è stato toccato l'argomento "Monica" da quando sono arrivata.
Mando un messaggio a Mason e gli chiedo cosa sta facendo, sentendomi un po' in colpa per averlo lasciato da solo in una città che neanche conosce.

Dopo pochi minuti, quando sento il cellulare vibrare mi affretto a leggere il messaggio.

MASON: Non preoccuparti per me, sto mangiando qualcosa. Tu prenditi tutto il tempo che vuoi.
CHARLOTTE: Grazie Mase. Ci vediamo tra poco.

Quando riposo il telefono dentro la tasca, mio padre mi guarda con aria sospettosa e so bene cosa gli passa per la testa. <<Con chi ti scrivi? Ti ho visto sorridere, sai?>> dice alzando un sopracciglio.

<<Papà, è solo Dakota. Ha scritto una cosa che mi ha fatto ridere, tutto qui.>> mento mordendo una fetta di pizza al salame. Nonostante sia già il terzo pezzo che mangio, ogni morso è una goduria per le mie papille gustative.

"La pizzeria Napoletana" è la migliore di Princeton ed è la cosa che mi è mancata di più di questa città. L'ultima volta che sono venuta qui, quando hanno sparato a papà, era il giorno di chiusura e non l'ho potuta comprare. Ci sono rimasta male, ma per fortuna ho potuto recuperare oggi.

A Chicago non ho ancora trovato un locale in cui fanno una pizza squisita come questa, ma per fortuna c'è Bob's che fa panini stratosferici.

<<Perché non rimani a dormire?>> domanda mio padre posando lo scatolone della pizza vuoto sul piccolo tavolino davanti a noi. Lui ha già divorato tutto, mentre io ancora sono a metà.

<<Non me la sento per questa sera. Sai dopo quello che è successo... poi Mason mi aspetta per tornare al campus.>> dico bevendo una lunga sorsata di Coca Cola. Non voglio rimanere a dormire qui. Essere tornata a Princeton è già stato un grande passo per me e non voglio forzare troppo le cose.

<<A proposito di quello...>> mormora abbassando lo sguardo. <<Io non volevo ferire te ed Izzy. Non sapevo neanche che tua sorella lo sapesse. Quando vostra madre è andata via con un altro uomo, mi si è spezzato il cuore.>>

Sul suo volto si dipinge un'espressione di imbarazzo mescolata alla tristezza. Io so che mio padre amava da morire Monica. Per lei avrebbe fatto di tutto e nonostante il suo tradimento, quando ci raccontava qualcosa su di lei, ha sempre avuto quello sguardo malinconico e allo stesso tempo innamorato. Mai, e quando dico mai è proprio mai, gli ho intravisto anche solo un poco di disprezzo negli occhi quando parlava di quella donna.

<<Come fai a non odiarla?>> domando di punto in bianco. Era sua moglie, la madre dei suoi figli e da un giorno all'altro si è dimenticata di noi. Ha cominciato una nuova vita e ha finto che non esistessimo.

<<C'è stato un periodo in cui pensavo di odiarla.>> spiega piegando le labbra in un sorriso amaro. <<Ma ho smesso ben presto, quando mi sono reso conto che solo grazie a "quella vipera stronza" avevo te ed Izzy, che siete la cosa più bella della mia vita.>>

<<Papà...>> Le sue parole mi fanno venire le lacrime agli occhi, ma le ricaccio indietro e faccio la stessa cosa con la bile che mi risale alla gola.

<<Io volevo in qualche modo proteggervi. Credevo che la sua morte sarebbe stata meno difficile da sopportare rispetto al suo abbandono e per quanto fosse stupido e strano, non volevo che voi due la odiaste.>> dice facendo un lungo respiro <<E non avrei mai voluto che avreste odiato me.>>

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora