Capitolo 41

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Scoppio a piangere senza rendermene conto e Mason alza la mano, pronto ad abbracciarmi, ma poi si tira indietro.

<<Io... posso abbracciarti?>> domanda confuso, ma io non rispondo, rimango ferma come una stupida.

<<Scusami, non so perché ho reagito in quel modo.>> mormoro schiarendomi la voce.

<<Vuol dire che sei spaventata, che non sei pronta, ma non fa niente.>> risponde uscendo dalla doccia. La sua espressione non era infuriata, ma comprensiva. Lui ha capito perché ho reagito così e non se l'è presa.

Lo sento uscire dalla stanza e rimango sotto il getto d'acqua bollente a pensare per almeno dieci minuti. Penso all'incubo vissuto il giorno prima e mi immagino quanto sarei felice e rilassata se prendessero quegli uomini che mi hanno sequestrato, sopratutto quello che ha tentato di violentarmi.

Forse dovrei tornare dal mio psicologo per qualche seduta o comunque chiamarlo per capire cosa ne pensa lui, anche se so già cosa mi dirà.

Avrò bisogno di qualche ora con lui per riprendermi dall'episodio, accettando che mi ha sconvolto e che non sto bene come credo.

Dopo essere uscita dalla doccia, mi vesto ed esco dal bagno, ma Mason non è più in camera mia. Intuisco che sia andato a mangiare qualcosa e mi siedo sul materasso con i capelli gocciolanti, rimanendo a fissare la parete per qualche minuto.

Mi sento in colpa per essermi comportata in quel modo con Mason dentro la doccia. Sono stata io a chiedergli di raggiungermi e poi l'ho praticamente rifiutato.

<<Hey.>> dice entrando nella stanza interrompendo i miei pensieri. <<Stai bene?>> domanda sedendosi al mio fianco.

<<Sì...>> mormoro guardandolo <<Solo che mi dispiace per prima.>>

<<Ti ho già detto che non fa niente. Stai tranquilla.>> cerca di rassicurarmi abbozzando un sorriso sincero. So che non sta mentendo, ma ho paura che questo episodio possa ripetersi e possa interferire nella nostra relazione.

Insomma, abbiamo appena cominciato ad andare a letto insieme, dovrebbe essere quella fase in cui si fa sempre e ovunque, ma quello che mi è successo ieri potrebbe impedirci di viverci a pieno la fase "sesso in ogni momento della giornata per settimane", ne sono sicura.

Volevo veramente che mi toccasse quando eravamo in doccia, ma quando la sua mano mi ha sfiorata, non ho potuto fare a meno di bloccarlo.

<<Ho deciso che parlerò con mio psicologo.>> ammetto mentre una goccia d'acqua mi cade sui jeans. <<È bravissimo e sono sicura che mi aiuterà a superare la cosa.>>

<<Se è questo che vuoi, allora fallo. Vorrei solo che non pensassi che questa cosa possa creare problemi.>> spiega toccandosi la nuca <<Meno di ventiquattro ore fa ti hanno rapita. È normale che tu reagisca in questo modo.>>

<<Grazie per il sostegno.>> le parole mi escono di bocca automaticamente. Mi sporgo a dargli un bacio veloce sulle labbra e lui sorride.

<<Adesso va ad asciugarti, altrimenti ti verrà qualcosa.>>

Dopo aver finito di prepararmi, chiedo a Mason se possiamo fermarci di più per farmi ricevere dal mio psicologo. Lui acconsente senza problemi e mi affretto a chiamare la segretaria dello studio per trovare un posto il prima possibile.

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora