Arrivando in camera mia, mi infilo subito sotto le coperte e invito Mason a sdraiarsi al mio fianco. Lui lo fa, ma rimanere fuori dalle coperte.
<<Hai paura che torni mio padre?>> domando lasciando che le labbra si pieghino in un flebile sorriso. Sono stanca, ancora spaventata e non mi importa del fatto che mio padre possa rientrare all'improvviso.
<<Un po', lo ammetto.>> dice trattenendo un sorriso <<Ma rimarrò sveglio e quando sentirò la porta, mi metterò sulla sedia.>> continua sfilandosi le scarpe e infilandosi sotto le coperte.
Si posiziona al mio fianco e mi accoccolo a lui. Poso la testa sul suo petto, il mio posto preferito ormai.
<<Grazie.>> sussurro cercando di trattenere le lacrime che minaccio di uscire mentre mi ritorna in mente la giornata assurda che ho vissuto.
<<Di cosa mi ringrazi?>> chiede allontanandosi per guardarmi, ma io continuo a rimanere comoda sul suo petto.
<<Di rimanere al mio fianco in un momento come questo.>>
Rimango a piangere tra le sue braccia fino a quando non mi addormento. Mason non dice nulla, si limita a stringermi a lui.
Quando dopo meno di un'ora essermi addormentata, mi sveglio, lo trovo seduto sulla poltrona accanto al letto con gli occhi spalancati, vigili.
<<Che fai sveglio?>> domando assonnata. La lampadina sopra la scrivania diffonde una flebile luce nella stanza che mi permettere di vederlo bene.
Ha le occhiaie e un'aria stanca e sono quasi sicura che non abbia chiuso occhio da quando mi sono addormentata.
<<Non riesco a dormire.>> ammette mordendosi il labbro inferiore. Io stranamente invece, fra le sue braccia, sono crollata come un sasso. <<Torna a dormire.>>
<<Vieni qui.>> lo invito rannicchiandomi su un lato del letto, facendogli spazio. Non voglio che passi una brutta nottata. Sono già le tre del mattino e lui è rimasto sveglio tutto il tempo.
Lancia uno sguardo alla porta che è socchiusa e sembra preoccupato.
<<Mio padre non dirà nulla. Sa che è stata una giornata... difficile e quindi ci passerà su per questa volta.>> allungo il braccio e lui mi afferra la mano e si avvicina.
Si posiziona al mio fianco e il calore del suo corpo mi conforta. Come fa questo ragazzo a farmi sentire così al sicuro solo rimanendo al mio fianco?
<<Non riesco a non pensare a quello che ti hanno fatto.>> dice dopo qualche minuto interrompendo il silenzio. <<So che sei stata tu a passare quello schifo, ma il solo pensiero che tu abbia vissuto una cosa del genere, mi fa stare una merda.>>
<<Mase...>> sto per dire che fra qualche giorno mi riprenderò e sarà come se fosse stato un brutto sogno, ma lui mi interrompe senza darmi il tempo di parlare.
<<L'ho visto che avevi i jeans abbassati... ti volevano sfiorare. Ti hanno picchiata.>> sussurra, ma lo sento agitarsi. Mi sfiora la guancia leggermente bluastra e trasalisce.
<<Tuo padre e i suoi uomini non hanno trovato nessuno. Dopo è arrivato anche la polizia di Chicago, quando siamo andati via, ma non sono stati di aiuto.>> spiega continuando a chiudere la mano a pugno per poi riaprirla.
<<Hai parlato con mio padre?>> domando mettendomi a sedere. Ormai il sonno mi è passato del tutto e la paura di quella giornata si ripresenta. Quegli uomini non sono stati trovati.
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I'm scared to love again
Teen FictionTrovare la persona giusta non è mai facile e lo stesso era stato per Charlotte Ortega, solare, socievole e gentile con tutti. Una ragazza con la testa sulle spalle, con l'obbiettivo di laurearsi e passare il resto della sua vita con Trevor, il suo r...
