Capitolo 27

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Dalla reazione di Mason non mi serve molto a capire che fra i due non scorre buon sangue. Appena ha visto il padre nel ristorante è sbiancato e mi ha trascinata fuori in pochissimo tempo.

Questa è la prima volta che vedo Mason così vulnerabile. Sembra che si sia trasformato in un ragazzino di quattordici anni. Nel momento in cui mi confessa che l'uomo di cui parla è il padre, mi affretto a stringergli la mano.

<<Vuoi parlarne?>> domando incerta. Non voglio peggiorare la situazione, scatenare la sua ira. Vorrei solo aiutarlo e credo che parlarne gli possa fare solo bene. Il mio sbaglio è sempre stato quello di tenermi tutto dentro e non è mai una bella mossa. 

<<Non c'è molto da dire.>> risponde mettendo in moto l'auto. <<Andiamo a mangiare.>>

<<Okay...>> mormoro senza aggiungere una parola. Un po' delusa dal fatto che Mason abbia deciso di non confidarsi con me, non spiaccico neanche una parola durante il tragitto in auto e rimango a fissare la strada, fuori dal finestrino.

Non ho idea di dove mi stia portando Mason perché siamo lontani rispetto il campus, ma l'orgoglio mi fa tacere.

<<Mi hai portata a mangiare davanti il lago Michigan?>> domando sorpresa appena l'auto si ferma. Questo posto è sempre stato uno dei miei preferiti anche se non venivo da un po'.

<<Non ti piace?>> chiede Mason lasciandosi cadere dalle braccia il cibo che aveva raccolto qualche secondo prima. Le buste gli scivolano lentamente sulle gambe e mi guarda con aria perplessa.

<<Al contrario! Lo adoro!>> scendo dall'auto eccitata e nonostante il freddo, sono felice di essere qui. Il clima non è dei migliori vero, sarebbe meglio organizzare un "picnic" in estate, ma a me va bene farlo anche ora.

Arrivati sulla spiaggia un po' innevata, Mason posiziona due coperte, una sopra l'altra, per terra. Ci sediamo su di esse e scartiamo i pacchetti con il nostro cibo.

<<Sono felice che ti piaccia. Mi dispiace averti trascinato fuori dal locale così velocemente.>> dice abbassando la testa.

<<Non fa nulla.>> rispondo sorridendo. So che è realmente dispiaciuto e nonostante fino a poco fa fossi furiosa con lui, appena mi sono resa conto di essere al lago Michigan mi è passato tutto. Se Mason non è pronto per parlare dei suoi problemi con il padre, io avrò lo pazienza di aspettare e questa volta non insisterò.

L'ultima volta che ho insistito con Dakota, ho scoperto una cosa orribile. Una cosa che forse non ero neanche pronta a sentire. Adesso non voglio spingere Mason a dirmi la verità su suo padre.

Appena addendo un pezzo di pollo, chiudo gli occhi lasciandomi sfuggire un mugolio di piacere. Nonostante ormai si sia raffreddato è squisito.

Aprendo gli occhi mi rendo conto che Mason mi fissa con un sorriso divertito in faccia. <<Che c'è?>> domando ridendo.

<<Sei bellissima.>> sussurra facendomi arrossire. Mi limito a sorridere, imbarazzata dal complimento. L'unica cosa che riesco a pensare è a quanto sia bello lui.

<<Non vedo e non sento mio padre da... molti, molti anni.>> confessa Mason interrompendo il silenzio che si era creato. Le sue parole mi agghiacciano e cerco di trovare qualcosa da dire.

Quando apro bocca per rispondere però, lui mi blocca alzando un dito. <<Ha lasciato mia madre perché lei... è un disastro. Si è trasferito a New York e non mi aspettavo di vederlo a Chicago.>>

<<Non vorresti parlargli? Non ti viene voglia di chiedergli perché non si è mai fatto vivo?>> domando curiosa. Il giorno in cui ho scoperto che Monica è viva e vegeta non ho aspettato un solo momento per chiedere spiegazioni a mio padre.

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora