Guardo Rafael dalla testa ai piedi, mostrando tutto il mio disgusto nel vederlo. Non fa neanche parte di questo campus, ma lo trovo sempre a gironzolare in giro.
<<Hey, ciao fidanzatina di Mason.>> dice avvicinandosi al bancone <<Mi guardi in questo modo perché oggi sono più bello del solito, vero?>> fa lui continuando ad irritarmi ancora di più <<Sono andato dal barbiere a farmi dare una spuntatina.>>
Alzo gli occhi al cielo e mi allontano dal bancone, raggiungendo il magazzino. Non voglio che mi considerino ancora la ragazza di Mason, ma al tempo stesso non ho il coraggio di dire che io e lui non stiamo più insieme.
Prendo qualche pacco di cannucce e aspetto che Rafael se ne vada, sperando che lo faccia il prima possibile, ma passati più di cinque minuti seduta su uno sgabello a fissarmi i piedi, sono costretta ad uscire allo scoperto quando Gary mi chiama.
<<Arrivo.>> urlo sbuffando. Portandomi dietro le scorte, faccio capolinea al bar, che si è riempito parzialmente.
Rafael è seduto ad un tavolo all'angolo insieme ad uno dei suoi amici di cui non mi sembra di ricordare il nome e non smette di fissarmi neanche per un momento.
Il tempo passa e il lavoro si intensifica. Provo a non pensare a Mason, ma mi risulta difficile, nonostante faccia di tutto per impegnarmi e sembra notarlo anche Gary.
Sbaglio le ordinazioni e per poco non cado rompendo otto bicchieri di birra. Se avessi spaccato tutto mi avrebbero licenziata sicuramente.
<<Vuoi fare una pausa?>> domanda Gary quando mi avvicino per servire l'ultimo tavolo che ha ordinato.
<<Non ti posso lasciare nei casini. Posso farcela.>> cerco di convincerlo... e di convincere me stessa. In realtà vorrei tanto uscire sul retro o chiudermi in bagno e scoppiare a piangere.
<<Vai Char, qui è tutto sotto controllo.>> insiste facendomi segno di andare via. Lo ringrazio con un sorriso e spingendo la porta che mi porta in magazzino, raggiungo subito dopo l'uscita sul retro.
Mi siedo sul piccolo muretto accanto all'uscita e lascio dondolare le gambe che penzolano. Non riesco a toccare il pavimento per pochissimi centimetri.
Rimango immersa nei miei pensieri, a respirare l'aria fredda che mi entra nei polmoni infondendomi una sensazione di pace.
Lavorare e avere la mente occupata da tutti i pensieri negativi, è dura, ma non posso mollare il locale a metà serata e non posso lasciarmi sopraffare dai miei sentimenti un'altra volta.
I miei pensieri vengono interrotti quando sento la porta accanto a me aprirsi. <<Hey, perché quel faccino?>> domanda Liam uscendo.
<<Che fai qui?>> domando sorpresa. Sono sicura che non sia stato al locale, altrimenti me ne sarei accorta. Come mai non è alla Sigma Tau? Forse stasera non c'era nessuna festa.
In effetti è l'unica spiegazione, visto che molti individui che solitamente non si perdono un party, sono presenti al locale stasera.
<<Sono venuto con Wes e gli altri a bere qualcosa.>> spiega sedendosi al mio fianco <<Ci chiedevamo che fine avessi fatto e quindi ho chiesto al tizio al bar, che mi ha detto dove trovarti.>> ammette passandosi una mano tra i capelli scuri.
Rimango in silenzio sforzandomi di fare un sorriso mentre dentro me non riesco a smettere di pensare a ciò che è successo qualche ora fa, provando un dolore lancinante.
<<Sono venuto a salutarti e a chiederti se stai bene.>> dice voltandosi a guardarmi. <<Dakota e Wes mi hanno detto che non stavi bene. Che eri triste.>>
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I'm scared to love again
Teen FictionTrovare la persona giusta non è mai facile e lo stesso era stato per Charlotte Ortega, solare, socievole e gentile con tutti. Una ragazza con la testa sulle spalle, con l'obbiettivo di laurearsi e passare il resto della sua vita con Trevor, il suo r...
