Capitolo 8

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Da quando è morto Trevor ho sempre cercato di far smettere la gente di comportarsi in modo strano. Non volevo vedere il loro sguardo impietosito e non volevo assolutamente sentire frasi consolatorie, purtroppo però è quello che fanno tutti da tre mesi ormai. E' proprio quello che sta facendo proprio adesso Mason.

<<Ho visto il modo in cui ti comportavi e mi sembravi troppo strana.>> spiega guardandosi attorno <<Mi sono preoccupato e ammetto che ti sono corso dietro per capire cosa ti stesse succedendo. E poi non ti avevo ancora portato il caffè del giorno.>>

<<Be', mi succede che oggi sono tre mesi che il mio ragazzo è morto e l'unica cosa di cui avevo bisogno era stare sola.>> sbotto guardandolo in cagnesco. <<Invece tu hai deciso di seguirmi. Ti sembra una cosa normale da fare?>>

<<Avrai anche ragione, ma volevo solo essere d'aiuto. Non capisco perché devi essere sempre così scontrosa. Mi sembrava così strano che ultimamente ti fossi data una calmata.>> dice scuotendo la testa. <<Per una volta che decido di essere carino, questo è quello che capita.>> furioso, si volta mostrandomi le spalle e comincia ad allontanarsi.

<<Non sono sempre scontrosa.>> gli urlo dietro per farmi sentire <<E hai scelto il giorno sbagliato per fare cose carine, tipo seguire le persone.>> continuo a fissarlo aspettando una risposta, ma Mason non dice nulla e se ne va senza neanche degnarmi di uno sguardo.

Per qualche istante rimango a guardare il vuoto e dimentico di essere al cimitero, ma subito scuoto la testa eliminando ogni pensiero che non sia dedicato a Trevor. Dopo poco più di dieci minuti, decido di lasciare il cimitero. Mi bacio le dite della mano per poi posarle sulla lapide di Trevor, in segno di saluto e torno al campus.

Quando scendo dall'auto, decido di fare un salto in caffetteria per comprare dei biscotti e una cioccolata calda. Entrando nel locale, quasi al completo, riconosco subito Mason seduto al bancone. Fingo di non vederlo, ancora furiosa con lui. Mentre aspetto che qualcuno prenda la mia ordinazione però, mi rendo conto di aver esagerato un po' con lui.

<<Hey, cosa ti porto?>> domanda la cameriera con un sorriso a trentadue denti stampato in faccia. Continua a masticare la gomma con la bocca aperta, in modo troppo fastidioso, mentre giocherella con la matita che tiene in mano.

<<Una cioccolata calda e dei biscotti al cacao da portare via, per favore.>>
<<Arrivano subito.>> risponde continuando a sorridere.

Mentre aspetto il mio ordine e guardo ovunque tranne dalla parte in cui si trova Mason, qualcuno mi bussa sulle spalle. Spaventata di trovarmelo davanti, mi volto lentamente, ma poi vedo Wes e lancio un sospiro di sollievo. <<Perché questa faccia?>>

<<No nulla.>> rispondo lanciando uno sguardo veloce a Mason, che proprio in quel momento mi guarda. Abbasso lo sguardo e fingo di ascoltare Wes, mentre ripenso allo sguardo assassino di Mason e comincio a sentirmi terribilmente in colpa per come l'ho trattato.

Non avrei dovuto parlargli in quel modo quando l'unica cosa che voleva era tirarmi su il morale, ma quando ho capito che mi aveva seguito mi sono infuriata. L'unica cosa che volevo era stare da sola e inizialmente mi sono innervosita quando me lo sono ritrovato davanti; anche se devo ammettere che è stato dolce da parte sua portare il caffè che mi doveva oggi per essere salita sulla sua moto.

<<Che diavolo hai?>> chiede Wes sventolando la mano davanti la mia faccia, interrompendo i miei pensieri.
<<Scusa, sai che oggi non è uno dei miei giorni migliori.>>> gli ricordo facendo spallucce. Alle mie parole sembra quasi imbarazzato e comincia a farfugliare parole a voce bassa. <<Tranquillo, può capitare di dimenticare qualcosa.>> lo rassicuro.

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora