Rimango a fissare la porta per qualche secondo, un po' scossa da ciò che è appena successo. Non ho mai sentito Mason parlarmi in questo modo e vederlo rivolgersi con me così mi ha davvero sconvolta. Non me l'aspettavo.
Ero salita al piano di sopra con tutte le buone intenzioni che possano esistere, volevo scusarmi e chiarire il malinteso, ma è andata a finire che ho ricevuto una porta in faccia e credo anche di essermela meritata.
Scendo nuovamente al piano di sotto dove la festa procede normalmente: tutti ubriachi, esclusa me. In lontananza vedo Dakota e mi avvicino al gruppo facendomi spazio tra la folla. Comincio a pensare che venire a questa festa è stata una pessima idea. Insomma, volevo festeggiare la nascita di mia nipote e invece sono qui con il muso e i miei amici sono così ubriachi che non riuscirei neanche ad avere una conversazione con loro.
<<Heeey, ma dov'eri finita?>> domanda la mia amica buttandomi le braccia al collo. Ha la bocca impastata dall'alcool e a malapena si regge in piedi.
<<Che ne dici se andiamo via? Hai bevuto troppo.>>
<<Forse hai ragione.>> biascica dondolandosi a destra e a sinistra. Mentre sto per trascinarla fuori da quella casa, si abbassa di scatto e vomita sulle mie scarpe.
<<Porca...>> faccio un respiro profondo, cercando di mantenere la calma e trattengo un urlo di disperazione. Devo dire che ho scelto il giorno peggiore per andare ad una festa.
<<Oh cavolo.>> si avvicina Wes che è quello meno ubriaco fra tutti. <<Vai a darti una pulita in bagno al piano di sopra, io la comincio a portare fuori>>
Mi allontano dalla pozza di vomito e cerco di non pensare allo schifo che ho sulle scarpe. Salgo al piano di sopra e per fortuna trovo subito il bagno. La porta è aperta e grazie al cielo non c'è nessuno. Tolgo la scarpe sporche e le passo sotto l'acqua, evitando in tutti i modi di guardare i residui di vomito.
Poso lo sguardo sullo specchio e alle mie spalle trovo Mason, appoggiato allo stipite della porta con le braccia incrociate. <<Porca puttana.>> dico intimorita. Non mi ero neanche accorta della sua presenza. Dire che stavo per avere un infarto è dire poco.
<<Scusa se ti ho spaventata.>> a differenza di qualche minuto prima ha indosso una camicia, che però copre a malapena i suoi addominali dato che è sbottonata. Alzo subito lo sguardo per evitare che Mason mi becchi a sbirciare, per sbaglio, ma capisco che è tardi quando nel momento in cui lo guardo, sorride soddisfatto.
<<Credevo non volessi parlarmi.>> gli ricordo voltandomi di spalle per continuare a pulire le mie scarpe. <<E non eri occupato a fare altro piuttosto che parlare con me?>>
<<Sei stata tu quella che mi ha trattato una merda e ora vuoi farmi andare nella parte del torto a me?>> domanda indicandosi. Appare abbastanza tranquillo, ma da come contrae la mascella, capisco che è tutto l'opposto di ciò che sembra.
<<Non è questo, ma non dovevi cacciarmi via in quel modo. Se avevi tanto da fare me lo dicevi e me ne sarei andata.>>
<<Ero incazzato con te, ma ho capito di aver esagerato.>>
<<Hai lasciato in sospeso la tua conquista per venire da me?>> domando scoppiando a ridere. Il fatto che Mason fosse sul punto di farsela con quella ragazza, ma in fine sia corso da me per parlare mi fa riflettere parecchio. Mi torna in mente quella sera in cui ho pensato che provasse qualcosa per me: pensavo di essermi sbagliata ma la sua azione mi fa ricredere.
O ci teneva così tanto a parlarmi da mandare tutto all'aria oppure ho davvero ragione.
<<Non avrei mai interrotto una scopata per questo.>> mormora alzando gli occhi al cielo. <<Lei si è sentita poco bene ed ha deciso di andarsene e rimandare la serata.>>
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I'm scared to love again
Teen FictionTrovare la persona giusta non è mai facile e lo stesso era stato per Charlotte Ortega, solare, socievole e gentile con tutti. Una ragazza con la testa sulle spalle, con l'obbiettivo di laurearsi e passare il resto della sua vita con Trevor, il suo r...
