Capitolo 25

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Amanda non poteva scegliere momento meno opportuno per parlare. Avevo intenzione di capire cosa stesse succedendo tra i ragazzi, ma la verità è che mi ha tenuta lontana dalla finestra per tutto il tempo.

Comincia a spiegarmi che lei e Mason andavano solo a letto insieme e che forse, un giorno potrebbe rassegnarsi all'idea che possa stare con me. Ovviamente sono rimasta in silenzio, ma dentro di me ho pensato "Non stiamo neanche insieme al momento."

L'ho lasciata parlare di come il suo carattere abbia influito in tutte le sue relazioni d'amicizia e mi ha spiegato che il suo modo di vivere divertendosi e senza avere vincoli, l'ha messa contro molte ragazze. Per questo motivo non ha amiche femmine.

<<Non te la prendere se mi comporto come una stronza, ma be'... io sono una stronza.>> dice come per vantarsi. Faccio spallucce sperando che esca dalla stanza e mi lasci da sola così che possa spiare i ragazzi, ma appena Mason entro in camera, capisco che ormai è troppo tardi.

<<Okay io vado.>> fa lei alzandosi dal letto. <<E comunque ho detto che potrei rassegnarmi, non che l'ho già fatto.>> puntualizza facendomi l'occhiolino per poi uscire dalla stanza.

<<Simpatica la tua amica.>> mormoro scuotendo la testa. <<Cos'è successo prima?>> domando indicando la finestra. Mason e Jack hanno mentito, rifilandomi una scusa su come avessero problemi domestici e non riesco a capirne il motivo.

<<Be', ti ho mentito poco fa.>> ammette sedendosi sul letto, al mio fianco. Lo guardo alzando un sopracciglio, in attesa che continui a parlare e inizialmente sembra che non abbia idea da dove cominciare. <<Ti ricordi Rafael? Il ragazzo che hai visto con me e Wyatt al campus?>>

<<Sì.>> annuisco ripensando a quella mattina. Ero uscita per una corsa, credendo che in giro non ci fosse nessuno o almeno non qualcuno che conoscevo, invece mi sono ritrovata davanti Mason, Wyatt e questo Rafael.

Ricordo anche di averlo visto alla festa della Sigma Tau, il giorno in cui Mason mi ha portato a dormire qui. Ha cercato di parlare con me, forse voleva provarci, ma l'ho ignorato e me ne sono andata. Non mi piace come ragazzo e non intendo fisicamente. Mi infonde una brutta sensazione e questa volta sono sicura di non sbagliarmi, al contrario di quando ho incontrato Mason.

<<Quel giorno era venuto a cercare Caleb perché gli deve dei soldi e oggi ha fatto la stessa cosa.>>

<<Soldi? Per cosa?>> domando sperando di non sembrare troppo impicciona. Per mia fortuna Mason sembra non far caso alla mia curiosità o perlomeno non me lo fa pesare.
<<Niente di che. Non preoccuparti comunque, abbiamo saldato i conti.>>

Non sapendo cosa dire rispondo con un semplice <<va bene.>> nonostante sia un po' perplessa. Vorrei sapere di cosa si tratta, ma non voglio mostrarmi pettegola o ficcanaso. Non spetta a me convincerlo. Se avesse voluto parlarne me l'avrebbe detto all'istante.

Mentre Mason posa una mano sulla mia guancia e mi guarda così intensamente che mi fa venire la pelle d'oca, il cellulare mi vibra dentro la tasca posteriore dei jeans. Alzo il dito per chiedergli un minuto e lui annuisce accennando un sorriso.

<<Pronto?>> domando accettando la chiamata da parte del numero sconosciuto.

<<Charlotte...>> la voce fievole di mio padre mi fa venire i brividi. Non parlo con lui da quando sono andata a Princeton e sentirlo al telefono mi fa rendere conto di quanto mi manchi.

<<Papà... perché non mi hai chiamato con il tuo numero?>> domando cercando di mostrarmi ancora fredda nei suoi confronti, nonostante improvvisamente mi sia venuta una voglia irrefrenabile di mandare a quel paese l'orgoglio e dirgli che lo perdono, che lo voglio bene.

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora