Capitolo 51

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Dopo un paio di ore di sonno, mi sveglio rendendomi conto di aver un po' esagerato. Tendo a farlo spesso ed è una parte di me che non sopporto.

Allungo il braccio per controllare le notifiche e scrivere a Mason per chiedergli di vederci e parlare. Adesso che ho smaltito la rabbia, devo parlargli e chiarire le cose. Chiedergli come mai mi ha tenuta all'oscuro di tutto ciò.

Quando guardo il cellulare mi ritrovo due chiamate da Mason e tre messaggi da Caleb:

Dove sei?

Perché non sei qui?

Ma che fine hai fatto? Ci siamo trascinati Mason dappertutto e adesso non sei in casa?

Rispondo al messaggio, chiedendogli scusa e scrivendogli di aver avuto un'improvvisa emicrania, poi digito il numero del mio ragazzo e aspetto che mi risponda.

<<Char, ti ho chiamato prima.>> dice Mase apparendo sollevato dal suo tono di voce.
<<Scusami, stavo dormendo.>> rispondo alzandomi dal letto a malincuore. Da un lato vorrei rimanere sotto le coperte fino alla prossima settimana, ma dall'altra parte non vedo l'ora di poter parlare con lui.

<<Ci possiamo vedere?>> domando scegliendo dei vestiti puliti dall'armadio. Un semplice maglioncino bordeaux e un paio di jeans neri.

<<Certo, ti passo a prendere?>>
<<Puoi passare tra dieci minuti.>> rispondo dirigendomi in bagno. Ci salutiamo e riattacco il telefono.

Mi faccio una doccia veloce e indosso i vestiti alla velocità della luce quando vedo un messaggio da Mason che mi informa del fatto che mi stia aspettando davanti al dormitorio.

Infilo un paio di sneakers e penso che mi manca correre. Sono stata così presa dai miei pensieri che ho totalmente dimenticato il mio rifugio da anni.

Ultimamente però ho preferito rifugiarmi a letto, sotto le coperte, lasciandomi fin troppo indietro la corsa.

Indosso il giubbotto ed esco dalla stanza. Uscendo dal dormitorio, una ventata di freddo mi fa rabbrividire e corro verso la macchina con i denti che battono.

Per essere in primavera fa davvero molto freddo, anche se siamo a Chicago. Questo è l'effetto del riscaldamento globale. E pensare che c'è ancora gente che non crede sia una cosa reale.

Con un gesto automatico Mason si avvicina per darmi un bacio ed io ricambio come se non fosse successo nulla, anche se me ne pento subito dopo.

È vero che mi è un po' passata la rabbia iniziale, però sono ancora un po' nervosa per questa cosa.

<<Vuoi mangiare qualcosa?>> domanda Mase allontanandosi dal dormitorio.
<<Ho lo stomaco chiuso. Vorrei parlarti.>>

Alle mie parole sembra paralizzarsi. Lo vedo serrare la mascella e stringere così forte il volante che gli si sbianchiscono le nocche. È nervoso.

<<Che succede Charlotte?>> chiede tutto d'un fiato.

<<Possiamo fermarci da qualche parte e poi parlarne?>> faccio io mordendomi nervosamente il labbro inferiore.

Inizialmente ruota gli occhi al cielo e sbuffa inquieto, ma poi biascica un <<Okay.>>

Cerco di tranquillizzarlo del fatto che non debba preoccuparsi, prendendogli la mano e lui mi sorride.

Sembro una pazza isterica che non sa cosa vuole. All'inizio non ero neanche più convinta di voler stare con lui, ma adesso so solo che non potrei mai lasciarlo per questo.

I'm scared to love againLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora