Il vento si era ormai calmato, aveva finito di piovere e si intravedeva il sole tra le nuvole. Durante il viaggio in macchina non posso fare a meno di chiedermi se Daniel abbia qualche informazione sull' accaduto di ieri...non voglio fare domande sconvenienti ma voglio rompere ľ imbarazzante silenzio:-"Allora...Daniel, ti avranno messo al corrente di ciò che è successo ieri a quel sedicenne..." Non mi lascia finire la frase e ribatte subito:-"si...si, certo, ma preferirei non parlarne..." Non capisco, è un'agente con una certa esperienza eppure guardandolo si direbbe che abbia quasi paura di parlarne, decido di non insistere e non proferisco parola.
Manca ancora un quarto ď ora per arrivare alla nostra meta ed io non riesco a fare altro che guardare fuori dal finestrino, Daniel cerca di smorzare il peso delľ attesa:-"Allora...Come mai hai deciso di fare questo lavoro? Sempre se posso chiedere" io, guardando verso il cruscotto, rispondo:-"Non lo so...forse la necessità di scrivere quello che penso mi ha portato a fare questo, da piccola inventavo sempre racconti fantastici, un pò per sfuggire alla realtà di tutti i giorni...sognavo sempre ad occhi aperti" ricordando la mia infanzia mi spunta un sorriso sul volto e Daniel se ne accorge.
"Mio padre era un militare, mi ha sempre educato a rispettare la legge e a fare sacrifici per poter arrivare dove sono ora" racconta lui.
Mi fa piacere che abbia deciso di raccontarmi un pò di lui, sento che riusciremo ad andare d'accordo, in qualche modo.
Parlando del passato perdiamo la cognizione del tempo e, senza nemmeno rendercene conto, arriviamo davanti ad un vecchio deposito disperso nel nulla, un posto angusto, non invoglia per niente ad entrare.
Daniel apre uno scomparto della macchina, tira fuori un auricolare e un microfono e mi aiuta a metterli dietro l'orecchio, "Questi ci aiuteranno a comunicare, tu resta qui, io vado a controllare dentro, per qualsiasi problema parla ed io ti sentirò" annuisco con la testa, per lo meno non dovrò entrare in quel postaccio.
Prima di scendere dall' auto apre il cofano e tira fuori una pistola, un brivido mi percorre la schiena, non voglio vedere altro sangue.
Si avvia verso l'entrata del deposito, dopodiché sparisce dalla mia visuale.
Resto immobile sperando che sappia quello che fa, tengo comunque gli occhi aperti, non si sa mai.
Dopo svariati minuti, Daniel esce delľ edificio seguito da un uomo barbuto, si avvicina alla macchina, lo ammanetta e poi lo fa accomodare sul sedile posteriore.
Cerco di evitare il contatto visivo con quelľ individuo, non mi fa una buona impressione, soprattutto con le manette ai polsi..."Adesso torniamo alla centrale, tutto liscio come l'olio, il nostro amico dovrà rispondere ad un paio di domande" mi informa Daniel, io mi limito ad ascoltare.
Durante il viaggio di ritorno nessuno parla, anche perchè non ci sarebbero parole adatte in una situazione del genere.
Una volta tornati, Daniel porta quell' uomo in una stanza simile a quella in cui ero stata io stessa il giorno prima. lo fa sedere e mi raccomanda di rimanere fuori. Decido così di osservare la scena da dietro un vetro per poterla documentare lo stesso.
L'interrogatorio può cominciare, come da prassi l'ispettore cerca di ragionare insieme al sospettato:-"Dimmi, perchè ti trovavi lì?"
"Stavo...lavorando" risponde vagamente l'uomo
"Senti, posso aiutarti se decidi di parlare ma se non collaborerai sarò costretto a usare le maniere forti"
Sul volto delľ uomo comincia a comparire qualche goccia di sudore, nasconde sicuramente qualcosa, si può vedere a occhio nudo.
"Non è stata una mia idea...io stavo solo facendo quello per cui ero pagato..." trascrivo sul mio taccuino parola per parola, "Qualche giorno fa un uomo è venuto a casa mia e mi ha minacciato...mi ha detto di sapere che io potevo procurargli un' arma viste le mie amicizie...se non lo avessi accontentato mi avrebbe trovato e mi avrebbe rovinato la vita...io ho fatto quello che mi ha chiesto ma cercavo solo di sopravvivere!"
Blocco la penna sul foglio, quell' uomo stava solo cercando di sopravvivere...Mi ricorda la me di tempo fa...ma questa è un' altra storia.
"Capisco, potresti darmi una descrizione dettagliata di quell'uomo?" Daniel risponde con un' espressione fredda, com' è possibile che il racconto di quell' uomo non l' abbia smosso di una virgola?
"Non posso...Mi dispiace ma non posso, mi uccideranno!"
Daniel cerca di insistere:-"Ti proteggeremo noi, devi solo dirmi quello che sai".
Ľ interrogatorio va avanti per ore ma Daniel sembra essere in difficoltà, niente da fare...l'uomo non parla.
Daniel, rassegnato, lo trattiene con ľ accusa di contrabbando di armi da fuoco, ormai non può fare altrimenti.
Quando finisce di compilare i moduli necessari mi raggiunge, io sono ancora un pò scossa ma non riesco a darmi pace, ho bisogno di scoprire chi è quell'uomo, anzi, quella biscia che è capace di minacciare qualcuno per ottenere quello che vuole.
Il mio collega è visibilmente abbattuto, cerco di consolarlo come posso:-"non preoccuparti, non è colpa tua, vedrai che riuscirai a risolvere questo mistero anche senza la testimonianza di quella persona".
"Pensavo di poterlo convincere...invece ho fallito, beh...spero che mi darai una mano per riuscire a capire chi c'è dietro tutto questo, oppure hai intenzione di stare a guardare e riportare tutto quello che senti sul tuo blocco per gli appunti?"
Ľ idea d' indagare su casi del genere non mi entusiasma ma devo riuscire a fare qualcosa, io voglio fare qualcosa per contribuire all' arresto del colpevole!
"Ci sto!" Rispondo, sicura di me.
"Bene, ma adesso si è fatto tardi, puoi andare a casa, ci vedremo domani, io rimango a compilare il rapporto".
Lo saluto e vado a casa, oggi è stata una giornata davvero interessante ma allo stesso tempo sfiancante, ho bisogno di un pò di riposo.
Non sapevo ancora cosa sarebbe successo il giorno dopo...
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Incidente a Cape May
Mistério / SuspenseCape May, una piccola e tranquilla città del New Jersey, sembrerebbe un posto come tanti altri, fino a quando il suo equilibrio viene sconvolto da strani e misteriosi eventi che porteranno alcune persone a porsi domande e a collaborare, creando così...
