Durante l'attesa cerco di calmare Ryan, per quanto sia possibile, mentre Daniel smanetta al computer collegato tramite un cavo USB al mio telefono, spero sappia quello che fa.
Ad un certo punto ci chiama per vedere quello che ha scoperto, il cellulare dell'anonimo si trova ad un' ora di macchina dalla centrale, non perdiamo tempo, entriamo in macchina.
Questa volta il posto davanti rimane vuoto, io mi siedo dietro con Ryan per stargli accanto.
Daniel schiaccia con tutta la sua forza l'acceleratore e la macchina sgomma, appoggio la guancia sulla spalla di Ryan e gli stringo la mano, fuori comincia a piovere, un clima adatto alla situazione.
Dopo un'ora interminabile, arriviamo a destinazione, Daniel apre il portabagagli e tira fuori tre armi, una per ognuno di noi, dobbiamo avere l'opportunità di difenderci. Poi decide di andare in avanscoperta, Ryan lo segue e mi avverte di stargli vicina, l'edificio è composto da più piani, le scale sono buie, non riesco a vedere gli scalini, temo d'inciampare.
Arriviamo all'ultimo piano, il segnale emesso dal cellulare ci guida fino alla porta di un'appartamento.
Bussiamo ma nessuno viene ad aprirci, così Daniel sfonda la porta e irrompiamo. Il pavimento su cui camminiamo sembra pericolante, mentre il tetto ha subito svariate infiltrazioni d'acqua, intorno a noi uno stato di degrado.
Avanziamo verso Il centro della camera principale, poi sentiamo uno sparo e un proiettile mi colpisce la gamba, provo un dolore atroce.
Ryan mi fa riparare dietro un muro, mentre Daniel ci copre sparando verso la direzione del colpo, vedo il sangue scorrere dalla ferita e non trattengo le lacrime mentre cerco di non svenire.
Ryan strappa il tessuto dei pantaloni nel punto da cui esce il sangue e prende la mia sciarpa usandola come benda, cercando di non farmi troppo male, ma il dolore è troppo forte, grido come una disperata. Daniel scorge la figura di un uomo e gli spara contro, atterrandolo e mettendo fine alla sparatoria.
Ryan mi prende in braccio, per me è davvero impossibile stare in piedi con una ferita del genere.
Daniel avanza verso la stanza dove si trova il cadavere di quell'uomo che, purtroppo, non si rivela essere il rapitore di Jennifer, però, frugando nel suo cellulare, capiamo che è l'anonimo minacciatore, la sua ultima telefonata è ad un numero non salvato, in effetti nella rubrica non è presente nemmeno un nome, quasi come se sapesse di poter essere scoperto.
La faccia di Ryan esprime rabbia verso il mondo per quello che sta succedendo a sua figlia, il mio cellulare vibra, lo afferro e leggo un messaggio "Ti avevo avvertita ~xxxxxx" questa volta non compare nè il numero nè la scritta anonimo, solo una serie di "x" mostro il messaggio a Ryan, che mi sorregge, e le vene sulla sua fronte si fanno più marcate, "Non devono alzare nemmeno un dito su di lei! Non possono prendersela con una bambina, lei non c'entra niente, non avrebbero motivo, vero?" Cerca conferme che io non posso dargli, Daniel si avvicina e ci ordina di tornare a casa.
Ryan si ribella, ma è la decisione giusta, non abbiamo una pista da seguire e, in più, io non posso camminare.
Rassegnati usciamo dal palazzo, non ci facciamo problemi a passare sotto la pioggia per poter arrivare all'auto. Ryan mi aiuta a sedermi e mi tiene la mano sulla gamba per assicurarsi l'aderenza delle bende.
Daniel ci accompagna in ospedale per assicurarmi le cure migliori. Estraggono il proiettile, a quanto pare la pallottola non ha colpito l'osso, quindi la ferita è poco profonda, mi danno qualche antidolorifico e mi rispediscono a casa.
Daniel mi dice di rimanere a riposo per un pò e mi lascia nelle mani di Ryan, al quale ho offerto ospitalità proprio oggi.
Mi aiuta a salire le scale e poi mi fa sedere sul divano, alzandomi la gamba per allungarla sul tavolino, poi accende il fuoco per riscaldare la stanza.
Si accorge della finestra rotta ma non fa domande, prende un pezzo di cartone e lo appende davanti all'infisso per non far entrare l'aria.
"Vuoi mangiare qualcosa?" Chiede premuroso, "No, grazie, mi si è chiuso lo stomaco, voglio solo riposare" poi gli chiedo di sedersi accanto a me e tenermi compagnia, lui mi da ascolto, afferra una coperta e me la mette addosso, poi mi addormento...
STAI LEGGENDO
Incidente a Cape May
Misterio / SuspensoCape May, una piccola e tranquilla città del New Jersey, sembrerebbe un posto come tanti altri, fino a quando il suo equilibrio viene sconvolto da strani e misteriosi eventi che porteranno alcune persone a porsi domande e a collaborare, creando così...
