"Dal momento precedente"

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Esco dalla stanza con il telefono in mano, in contemporanea con la fine della doccia fatta da Ryan, ci incontriamo nel corridoio, mai come questa mattina la convivenza è diventata intollerabile...è impossibile riuscire ad evitare una persona che ospiti nel tuo stesso appartamento.
Mi guarda mentre io mantengo lo sguardo fisso sul pavimento, "Senti..." decide di interrompere l'imbarazzo, "...so cosa sta succedendo e non mi piace, so che è colpa mia, ma dobbiamo trovare una soluzione, o riesci a fare finta di niente e permettermi di stare ancora qui per un pò oppure andrò via e cercherò di sopravvivere nel migliore dei modi, ma questa situazione è davvero intollerabile, vorrei solo che ripartissi dal momento precedente il...bacio".
Alzo lo sguardo e replico furente "Non ti lascerò andare in giro senza meta, puoi rimanere qui ma non puoi pretendere che possa fare finta di niente dopo tutto quello che abbiamo passato e da cui mi ero tirata fuori. Quel bacio è stato come tornare indietro nel tempo, un periodo da cui ero fuggita e che preferivo non ricordare affatto. Quindi scusami se non riesco a trattarti come un amico dopo tutto quello che è successo".
Lui rimane colpito dalle mie parole, forse anche ferito, pensava davvero che avessi piazzato una pietra sopra a quella ferita aperta?
"Va bene, ma perfavore non proferire parola con il poliziotto di tutto questo, mantieni almeno questo segreto, tanto sono sicuro che non ti costerà molto" afferma con tono acido.
Poi si gira di scatto e va verso la porta, "Vogliamo andare? Ho sentito il messaggio nella tua segreteria, penso gli serva il tuo appoggio in questo momento" poi spalanca la porta ed esce indispettito.
Io, quasi scioccata dalla sua reazione, lo seguo a debita distanza.
Gli affido le chiavi della macchina e, una volta partito il motore, ci avviamo verso la caserma.
Durante il viaggio decido di accendere la radio per ascoltare qualche canzone e riempire il grande baratro che divide il sedile del passeggero da quello del guidatore.
Parte una canzone dei Queen, un pezzo di storia.
Ascoltandola, Ryan sembra ricordare il suo periodo da rocchettaro, chissà se continua ad ascoltare pezzi del genere.
Arriviamo alla caserma e facciamo fatica a trovare un posto dove parcheggiare l'auto.
La porta a vetri che permette l'ingresso è completamente affollata da giornalisti in cerca di scoop e i flash delle fotocamere non fanno che accecarmi di continuo.
"E adesso? Come entriamo?" Si domanda, giustamente, Ryan,
"Forse c'è una specie di entrata sul retro..." ipotizzo io, convinta che passare tra tutte quelle persone sia la nostra ultima scelta.
Decidiamo di esaminare il perimetro della struttura, mentre io richiamo Daniel sul cellulare.
"Io non vedo nessuna entrata sul retro..." Ryan non si era reso conto della mia telefonata, "...Ma ovviamente tu sai già a chi rivolgerti" dice scocciato.
Io faccio finta di non sentire e appena Daniel risponde lo informo della nostra posizione, così ci indica un bar vicino per non dare troppo nell'occhio e poter parlare in santa pace, lontano dalle orecchie affamate di notizie dei giornalisti.
Riferisco a Ryan il nuovo luogo di incontro e, insieme, ci mettiamo in cammino per raggiungerlo.
Solo durante questo percorso mi rendo conto della divisione creatasi fra noi, di solito riusciva a trovare un argomento di cui parlare e fare il sapientone, oggi dalla sua bocca non esce nemmeno una vocale.
Infilo le mani nella tasca del giubbotto, è un gesto che faccio quando sono a disagio.
Nel farlo afferro qualcosa di ruvido, tiro fuori l'oggetto per capire di cosa si tratta, purtroppo quello era il momento più sbagliato per fare quella mossa.
Si trattava della foglia che avevo raccolto dalla mia giacca durante la nostra prima passeggiata dopo anni...Non ricordavo di averla conservata.
Ryan la fissa e sembra ricordarsi da dove proviene, ne rimane piacevolmente sorpreso, mentre io cerco in tutti i modi di nasconderla.
Riesce a rubarmela dalle mani e, per tutto il tragitto fino al bar, la tiene in mano contemplandola.
Mentre io lo fisso con un espressione di disagio sul volto.
Una volta arrivati prendiamo posto e aspettiamo l'entrata di Daniel nel silenzio più profondo.
Una cameriera ci rivolge la parola per conoscere la nostra ordinazione, ma la informiamo di dover aspettare un'altra persona, lei continua ad insistere finchè capiamo che non si tratta di una persona qualsiasi...

Incidente a Cape MayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora