Mi porta sul tetto dell'edificio e mi invita a guardare l'incredibile vista, quello che cattura la mia attenzione è il fantastico colore del cielo, da quassù sembra di sfiorare le nuvole.
"Wow" tutto quello che potrei dire su questo posto si riduce ad una singola parola.
"È bellissimo, davvero!" Mi sincero che capisca il mio apprezzamento, lui dopo aver capito che non c'è niente tra me e Ryan sembra essere diventato più spavaldo,
"Mai quanto te" dice riferendosi alla frase appena pronunciata dalla mia bocca, poi si avvicina pericolosamente.
Di istinto mi traggo indietro, non ho assolutamente voglia di creare altri impicci...
"Capisco, troppo presto" dice demoralizzato,
"No, non è questo, solo che...non voglio pensare a trovare qualcuno in questo momento, ho molte cose per la testa e..." mi interrompe subito,
"Ti capisco benissimo, forse riguardo a questo sono fin troppo cinico, la morte di mio fratello avrebbe dovuto buttarmi a terra, farmi piangere, ma sai cosa c'è? C'è che non penso di avere il tempo per farlo, perchè la mia priorità adesso è lottare...lottare per la giustizia, per la verità sul suo incidente, come lo chiamano tutti".
"Questo non fa di te un cinico, anzi, tutto il contrario" comprendo quello che prova.
Lui sembra ritrovare la fiducia perduta e mi fa cenno per tornare dentro.
Qui assistiamo ad una scena raccapricciante, la ragazza posta sotto interrogatorio si trova in mezzo ad una pozza di sangue, all'interno della stanza c'è un'unica persona ed è ricoperta di sangue...Ryan.
Daniel estrae la sua pistola e avanza dicendomi di rimanere dove mi trovo.
Punta la pistola contro Ryan che, guardandosi le mani sporche di sangue, le solleva in aria come segno di arrendevolezza.
A quanto pare le sorprese di oggi non sono finite.
Io rimango ferma e zitta mentre Daniel mette le manette a Ryan per portarlo in una cella e interrogarlo successivamente.
Nonostante la loro rivalità, non credo che Daniel creda davvero alla sua colpevolezza, ma persino io riesco a dubitare di lui.
Prima di essere portata in sala interrogatorio decido di parlargli.
Così mi dirigo nell'area delle celle e mi fermo di fronte alla sua, lui continua a fissare il sangue che ha addosso come se neanche ricordasse da dove provenga.
"Cos'è successo?" Mi decido a chiedere,
"Io...Io non sono sicuro, è successo tutto così in fretta...a quanto pare era riuscita a rubare la pistola ad un poliziotto, così me l'ha puntata contro, pensavo di star per essere ucciso, ma quando ho sentito il suono della pistola mi sono reso conto che il proiettile non era diretto a me, ma a lei...Si è sparata di fronte ai miei occhi e...il suo sangue...ho addosso il suo sangue!" A questo punto il suo sguardo si spegne, come se fosse veramente traumatizzato, non posso immaginare come ci si sente ad essere ricoperti dal sangue di un'altra persona il cui corpo adesso sta per essere trasportato in obitorio.
"Tranquillo, vedrai che andrà tutto bene" metto una mano su una delle sbarre che ci dividono, in cerca di una sua risposta, ma niente da fare.
Torno di sopra per riferire a Daniel il racconto di Ryan, e, capendo le condizioni in cui si trova, decide di non interrogato per procurargli una crisi di nervi che possa costargli la detenzione.
"Portalo a casa" mi raccomanda, "fallo calmare e stagli vicino",
Io faccio come dice, non appena la guardia apre la cella lo prendo per un braccio e gli indico la strada verso il taxi che ci attendeva, poi saluto Daniel.
Durante il tragitto in taxi non riesco a fargli dire una parola, forse è ancora troppo presto.
Arrivati a casa lo aiuto a togliere il giubbotto di pelle che indossa come corazza e lo metto da parte per lavarlo, poi gli chiedo il permesso per togliere gli altri indumenti e metterli da lavare, ma non ricevo nessuna risposta.
Decido di fare di testa mia e lo lascio a petto nudo mentre cerco una maglia pulita fra le sue cose personali.
Mentre rovisto qua e là trovo una vecchia cartolina, sul retro c'è il bar dove ci siamo conosciuti, mentre dall'altra parte c'è una specie di lettera indirizzata a me. È troppo lunga per leggerla adesso, decido di metterla in tasca e tornare con la maglia da Ryan rimasto in salotto ancora infreddolito.
Lo aiuto a togliersi il sangue di dosso pulendolo con una spugna che poi mi tocca buttare, poi lo faccio sedere e accendo il fuoco all'interno del camino per riscaldarlo.
Lui rimane ancora in silenzio, mentre io decido di rifugiarmi in cucina a leggere quella lettera...
STAI LEGGENDO
Incidente a Cape May
Mystery / ThrillerCape May, una piccola e tranquilla città del New Jersey, sembrerebbe un posto come tanti altri, fino a quando il suo equilibrio viene sconvolto da strani e misteriosi eventi che porteranno alcune persone a porsi domande e a collaborare, creando così...
