Il giorno dopo l' estinzione dell'incendio tutti i quotidiani non facevano altro che parlarne, sollevando un polverone di teorie e cospirazioni e mettendo in dubbio l'operato della polizia.
Mi sveglio piena di forze, la ferita fa meno male ogni giorno che passa, zoppico fino al soggiorno, Ryan sta ancora dormendo sul divano, di solito è così mattiniero, sta ancora male per la faccenda di sua figlia...Ancora non ho ricevuto risposta dal giudice, nonostante i miei continui tentativi di contattarlo, ma Daniel mi ha informato che ci vuole tempo per queste cose e che la data del processo, che indicherà l'affidatario di Jennifer, sarà stabilita a breve.
Accendo la macchina per preparare il caffè, anche se, forse per la prima volta in tanto tempo, sento di essermi svegliata pronta per affrontare la giornata anche senza ingerire la mia solita bevanda.
Mentre preparo la colazione decido di ascoltare un pò di musica, così infilo le cuffie bluetooth e comincio a ballare, trasportata dalle note della musica pop e dai tuoni delle percussioni che fanno da sfondo al genere rock.
Ballando, faccio giravolte e movimenti del tutto a caso, finchè all'ennesima giravolta mi accorgo che Ryan, in piedi e sorridente, mi sta fissando.
Mi tolgo le cuffie e le poso sul tavolo, con le gote tutte rosse domando indispettita "Da quanto tempo sei qui?" Lui fa una piccola risatina e risponde "Direi da abbastanza da poter affermare che come ballerina sei veramente negata, faresti meglio a continuare la tua carriera di giornalista" faccio una smorfia e gli rivolgo le spalle, voglio concentrarmi solo sulla colazione.
"Per caso questa colazione musicale è anche per me?" Chiede speranzoso,
"Veramente non mi ero nemmeno accorta che fossi qui, ma se ci tieni potrei darti un pò del mio caffè." Rispondo deludendolo.
"Ma come? Non hai preparato nulla? Aspetta, forse hai fatto bene, da quel che ricordo non sei una gran cuoca", mi dispiace non poter controbattere ma purtroppo ha ragione, so di non saper cucinare bene, però decido di non dargliela vinta lo stesso "Se avessi voluto avrei potuto preparare una colazione con la "C" maiuscola, solo che non ne avevo voglia, ma se hai così tanta fame perchè non ci pensi tu?" Sembra accettare la sfida, prende una ciotola, delle uova e una padella, cominciando a preparare una miscela che ai miei occhi potrebbe essere qualsiasi cosa.
"Guarda e impara" mi stuzzica ancora, allora mi giro dall'altra parte, continuando a seguire i procedimenti con la coda dell'occhio.
In pochi minuti riesce a preparare dei pancake dorati come il miele, devo ammettere di essere sorpresa dalle sue doti culinarie, con una figlia da crescere avrà fatto molta pratica con varie ricette.
"Ne vuoi uno?" Guardando la mia espressione penso che si capisca tutto, "Va bene, ma solo perchè non mi va di fare l'esibizionista facendoli anche io..." Non voglio dargli nessuna soddisfazione.
Prendo un piatto e con una forchetta porto il pancake all'interno di esso, poi mi siedo di fronte a lui, assaggiando il primo boccone, "wow, sono davvero buoni!" Esclamo sorpresa, "Te l'avevo detto" dice lui traboccante di orgoglio.
"Ethel mi ha insegnato a farli, in realtà mi ha insegnato tutto quello che so riguardo la cucina...e per quanto riguarda l'essere un genitore responsabile, anche se non sono riuscito a diventarlo, mi dispiace solo non renderla orgogliosa di me" non mi aspettavo un argomento del genere di prima mattina, "Doveva essere una donna fantastica, nonostante i tuoi errori penso che non abbia smesso di credere in te e se ti vedesse adesso forse non sarebbe orgogliosa ma capirebbe quanto amore provi per tua figlia, il che conta veramente tanto".
Per la prima volta lo trovo in difficoltà, continua a tenere gli occhi fissi sul piatto, forse perchè non sa cosa rispondere, eppure ha sempre la risposta pronta.
Questo argomento lo prova molto, tanto che una volta finito di mangiare si alza e va verso il divano che oramai è il suo habitat naturale, si siede e guarda il soffitto, proprio come me quando sono sovrappensiero.
Finisco di consumare la colazione e lo raggiungo, "So che il soffitto non è il massimo della pulizia, ma non c'è bisogno di farmelo notare in questo modo" sbuffo per farlo ridere un pò.
"No, scusa, stavo pensando ad altro..." la sua espressione raffigura un'emozione che non avevo notato quasi mai in lui, la tristezza.
"Penso che ti possa far star meglio parlare un pò di lei, sai? In memoria del tempo passato insieme e magari un pò di rum aiuterebbe altrettanto...Ma la mia è solo una proposta" mi guarda titubante ma poi chiede di andare a prendere dei bicchieri e l'alcool nominato pochi secondi fa...
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Incidente a Cape May
Mistério / SuspenseCape May, una piccola e tranquilla città del New Jersey, sembrerebbe un posto come tanti altri, fino a quando il suo equilibrio viene sconvolto da strani e misteriosi eventi che porteranno alcune persone a porsi domande e a collaborare, creando così...
