6. Post sbornia

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Mi sveglio con un mal di testa atomico, e la luce del sole che entra dalla grande vetrata del mio monolocale non migliora certo la situazione

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Mi sveglio con un mal di testa atomico, e la luce del sole che entra dalla grande vetrata del mio monolocale non migliora certo la situazione.

Apro piano gli occhi, cercando di riordinare i miei pensieri, e mi ritrovo abbracciata a Taylor qui sul mio divano.
Dobbiamo aver preso sonno dopo il film, ieri sera.

Mi tiro su a fatica, mettendomi seduta, quando una fitta alle tempie mi costringe a strizzare gli occhi dal dolore.

Mi massaggio le tempie, cercando di placare il dolore pulsante alla testa, quando in un attimo mi torna in mente TUTTO.

Doug che mi ha dato buca, io che bevevo come se non ci fosse un domani, e il mio comportamento nei confronti della mia migliore amica...

Porca miseria, l'ho baciata!!!

Improvvisamente mi sento ansiosa, il mio mal di testa aumenta notevolmente.

Mi giro a osservarla...

Dorme ancora come un angioletto, a vederla così non si direbbe che solo ieri sera si sia ubriacata e che poi abbia vomitato l'anima.

Le accarezzo una guancia... La sua pelle è così calda e liscia...

Come reagirà Taylor quando si renderà conto che ci siamo baciate?!

E chissà cos'altro sarebbe potuto succedere, se non si fosse sentita male!

Il mio cuore salta un battito.

Decido di alzarmi in piedi per prepararmi una centrifuga.
Ho bisogno di ingurgitare vitamine e minerali, sono certa che mi faranno sentire meglio.

Al rumore della centrifuga, sento Taylor grugnire dal divano.

Spengo l'apparecchio e mi avvicino a lei, guardinga.

Lei mi guarda pigramente, ha l'aria di non sapere nemmeno il suo nome, al momento...

Ridacchio, mio malgrado, perché ha davvero un'espressione buffa.

-Che ti ridi?! OH... Cazzo, che mal di testa! - la sento esclamare.
Mal comune, mezzo gaudio, no?

-Come stai? - le chiedo piano, sedendomi vicino a lei.

-Come se un tram mi avesse appena investito... Come se qualcuno avesse ficcato la mia testa in un frullatore... Come se mi avessero sparato un colpo in testa e poi preso a bastonate... -

-OK, OK, hai reso l'idea... - la interrompo, divertita.

Perfino dopo una sbronza, riesce a comporre intere frasi di senso compiuto!

-Mi stavo preparando una centrifuga. Vuoi che ne prepari una anche per te? - le chiedo premurosa, alzandomi in piedi.

-Si, ti prego... Ne ho davvero bisogno. Scegli tu cosa metterci... Mi va bene qualunque abbinamento, questa mattina...- mi risponde, massaggiandosi le tempie con forza.

Le sorrido e ubbidisco.

-Ecco fatto- annuncio sedendomi al suo fianco sul divano, per poi porgerle il suo bicchiere.

-Mela, carota e zenzero... - elenco gli ingredienti, per poi bere soddisfatta.

Entrambe ci gustiamo in silenzio la nostra bevanda, guardando fuori dalla grande vetrata di casa mia.

La vista da quassù è a dir poco magnifica. Imponenti grattacieli fanno da sfondo al lago Eola Park, creando un panorama da cartolina.

È calato un silenzio imbarazzato.
Cioè, io almeno sono imbarazzata... E di certo non mi ero mai sentita così con Taylor, questo è sicuro.

Lei... Non riesco a capire se sia imbarazzata quanto me, oppure solo scombussolata dalla nottata.

-Adesso cosa pensi di fare...? - mi chiede Taylor, ansiosa, continuando a guardare il paesaggio.

Mi si forma un groppo in gola... Che le dico?!

La verità è che non ho la più pallida idea di cosa fare.

Forse sarebbe meglio fingere che non sia successo niente. In fondo, a volte le migliori amiche si baciano.

Giusto?

In preda al panico, inizio esitante:
-Non saprei... In fondo è successo una sola volta e... Non è così facile per me, ma io vorrei tanto che non cambiasse niente tra noi... - proferisco, nervosamente, rigirandomi il bicchiere vuoto tra le mani.

-Scusami?! - la mia migliore amica si gira a guardarmi, con un sopracciglio alzato e uno sguardo di rimprovero.

Io la guardo di rimando, confusa.

-Come puoi dire che è successo solo una volta? Se permetti, questa è la OTTAVA volta in due mesi che Doug ti da buca in maniera ignobile! E se te lo stai chiedendo, si, le ho contate! -

Io espiro l'aria che non mi ero accorta di aver trattenuto, stranamente sollevata.
Non pensavo che si stesse riferendo alla situazione col mio fidanzato...

-Ah... Quello! Ehm, sinceramente non so cosa fare. Ma di certo non gliela lascerò passare liscia.- la tranquillizzo con tono non troppo convinto.

In tutta risposta lei mi fissa assottigliando lo sguardo, sospettosa.

-Intanto, questa risposta lascia un po' a desiderare. E poi, tu cosa intendevi poco fa? A cosa ti riferivi? - chiede con circospezione.

-Beh, ieri sera abbiamo bevuto molto e... Ma tu non ricordi proprio niente? - le chiedo finalmente, anche se il mio tono di voce più acuto di qualche ottava, tradisce la mia ostentata tranquillità.

Lei spalanca gli occhi, allarmata.

-Cosa dovrei ricordarmi?! Oddio, cosa ho combinato da sbronza? - mi chiede, nel panico.

Io scrollo le spalle scuotendo la testa, e mi alzo in fretta nella speranza che lei lasci perdere... Ma la conosco fin troppo bene e so che non lascerà mai perdere.

Mi afferra il braccio, e sono costretta a guardarla negli occhi.

-Samantha Cooper. Cosa è successo ieri sera? - chiede solenne, e la sua domanda suona quasi come una minaccia.

Io deglusisco un groppo di saliva che mi si era bloccato in gola, con sguardo colpevole.

Oddio. Ho paura che adesso si arrabbierà...

Faccio un profondo respiro, poi annuncio:
-Ci siamo baciate. -

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